Questo sito utilizza i cookies per il funzionamento. Cliccando su Ok ne consenti l'utilizzo

  • BI13 - Ciclovia Claudia Augusta

    Dal Danubio al Po e all'Adriatico

  • Pista ciclabile Bassa Atesina

    ciclabile su ex ferrovia a Bolzano

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Bolzano (Bz) a Salorno (Bz)

    Più che qualche salitella, il vero punto debole di questa ciclabile sono i tratti in cui affianca l’autostrada. Per fortuna sono pochi e abbastanza brevi. Per il resto dei suoi 36 chilometri la pista è una piacevole sorpresa, tra ponti di ogni genere e immensi frutteti. Con una quindicina di chilometri extra, è possibile allungare il percorso fino a Trento.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 36 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bolzano, Ora, Egna, Salorno
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/bassaatesina

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile su ex ferrovia a Bolzano (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    Si parte dal centro di Bolzano, di fronte all’avveniristico Teatro Comunale inaugurato nel 1999. Ci dirigiamo in direzione Ponte Loreto per poi svoltare su un ponte che ci porta sulla ciclabile. Costeggiando la riva del fiume Isarco proseguiamo verso la Bassa Atesina: poco più avanti ecco il bivio, da una parte la ciclabile che porta a Merano e Appiano, dall’altra quella per Salorno Trento. Noi proseguiamo praticamente dritti, verso Trento, e di fatto abbiamo già messo le ruote sulla famosa Via Claudia Augusta, ora anche ciclabile della Val d’Adige.

    La pianura erbosa che circonda il corso del fiume si chiama Ischia Frizzi ed è l’habitat ideale per numerose specie di uccelli. Spesso dalla sella può capitare di fare avvistamenti davvero insoliti… ma attenzione a non perdere di vista la strada! Dopo aver raggiunto e superato il ponte di Vadena, sotto la parete di granito che nasconde l’altopiano e i laghi di Monticolo, buttando lo sguardo all’orizzonte si ha una buona prospettiva per osservare la strozzatura di Salorno, vale a dire il punto in cui la valle si chiude, che poi è anche la destinazione finale della nostra pedalata.

    Passiamo un altro ponte sull’Adige, questa volta è quello di Bronzolo che, con la sua massiccia struttura di metallo smaltato di bianco, indica la giusta direzione verso Ora. In questo tratto la ciclabile è una splendida passerella all’ombra degli incombenti rilievi e vicina al fiume Adige. Più avanti, invece, tra Ora ed Egna, per oltre un chilometro si affianca all’autostrada perdendo decisamente punti. Lungo tutto il percorso è facile trovare aree di sosta dove si può anche fare rifornimento d’acqua: un’ottima notizia visto che in estate la temperatura può essere molto elevata.

    Molto buona anche la segnaletica della pista, con diversi cartelli lungo la ciclabile che segnalano il numero di chilometri che ci separano dalla prossima destinazione e da quella finale. Destinazioni che, nel punto in cui ci troviamo, coincidono visto che siamo ormai in vista di Salorno. Arriviamo al capolinea della ciclabile della Bassa Atesina al termine di un lungo passaggio tra i meleti che contraddistinguono tutto il paesaggio della valle.

    IDEE PER LA SOSTA

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria.

    Castel Firmiano

    Imponente architettura alla periferia sudoccidentale di Bolzano, domina dall’alto il corso del fiume Adige. In seguito a un’accurata ristrutturazione, ospita la sede principale del Museo della Montagna, ideato dall’alpinista Reinhold Messner e inaugurato il 9 aprile 2006. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Castello di Salorno

    Piccolo ma inconfondibile castello arroccato in cima a uno spuntone di roccia sopra l’omonimo paese. Costruito tra il XII e il XIII secolo dai nobili di Salorno passò agli Asburgo per mano di Federico III che, nel 1463, giustiziò pure il nobile proprietario Hans von Spaur. Oggi appartiene al barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi che l’ha restaurato e aperto al pubblico. Per informazioni: http://haderburgschenke.com/it

  • Pista ciclabile della Val d'Adige trentina

     

    Da Salorno (BZ) a Borghetto di Avio

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Avio
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valadigetrentina

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Non disponibile
  • Pista ciclabile della Val d’Adige da Bolzano a Merano

    ciclabile lungo l'Adige tra Bolzano e Merano

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Bolzano (Bz) a Merano (Bz)

    La salita che porta da Bolzano a Merano è talmente leggera (appena 80 metri di dislivello in 30 chilometri) da non risultare quasi percepibile. Questo itinerario, facile e alla portata di tutti, permette inoltre interessanti “allacciamenti” con altre piste ciclabili: quelle per Bressanone, Caldaro, Trento, la val Passiria e la val Venosta.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 28 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bolzano, Nalles, Lana, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/adigebolzanomerano

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile lungo l'Adige tra Bolzano e Merano (M. Passigato, 2010)

    Descrizione

    Si parte da Bolzano e si pedala in direzione sud seguendo il corso del fiume Isarco. Appena fuori dai confini urbani la pista ciclabile si immerge nei frutteti che rappresentano un po’ il filo conduttore di questo percorso. Qualche chilometro più avanti è già ora di lasciare l’Isarco per seguire l’Adige, imboccando l’omonima valle. Da questo momento in avanti si pedala costantemente in leggera salita, ma il dislivello è talmente minimo che quasi non ci si accorge della pendenza sfavorevole.

    In Val d’Adige si attraversano subito due passaggi a livello per poi proseguire sull’argine orientale del fiume. Si passa in mezzo agli abitati di Andriano e Terlano che si trovano proprio uno di fronte rispetto alla ciclabile. Questa è zona di produzione del Terlano, un vino bianco dal colore giallo paglierino a denominazione di origine controllata, la cui produzione è consentita solo in provincia di Bolzano.

    Se il vino e la frutta sono produzioni tipiche di tutta la valle i roseti sono una prerogativa di Nalles, un piccolo comune che si trova a metà strada tra Merano e Bolzano e che, già ai tempi degli antichi romani, era una stazione lungo la Via Claudia Augusta. Nalles merita una visita, per farla però sarà necessario abbandonare la ciclabile e affrontare una piccola salita. Gargazzone, invece, è un piccolo centro che si trova proprio a fianco della pista e offre al visitatore che decide di sostare in zona un’area naturale protetta, il Biotopo Laghetto di Gargazzone.

    Ancora qualche chilometro e ci troviamo alla stazione di Lana dove proseguiamo in direzione di Postal. Qui dobbiamo abbandonare la pista e prendere la strada provinciale verso Sinigo, che si raggiunge in pochi chilometri. Si torna sulla pista ciclabile e, poco più avanti, ecco Maia Bassa. Ormai siamo alle porte di Merano. Volendo è possibile collegare questa ciclabile con quella che si inoltra in Val Passiria, fino a San Leonardo o addirittura a Vipiteno. In questo caso, però, bisogna considerare che, dopo Merano, la salita diventa decisamente più impegnativa con pendenze non proprio alla portata di tutti.

    IDEE PER LA SOSTA

    Castello di Brunico

    Costruito nel 1251 dal vescovo di Bressanone Bruno von Kirchberg, il castello di Brunico è raggiungibile dal centro del paese con una piccola passeggiata. All’interno si trova un bel cortile con torre circolare mentre ai piani superiori ci sono alcune delle stanze vescovili e una piccola cappella. Dal 2011 una delle sue ali è diventata (la quinta) sede del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Plan de Corones

    La salita per questo luogo magico è uno sterrato micidiale di circa 5 chilometri con pendenze che arrivano al 24% e comunque mai inferiori al 14%. Ognuno dei 13 tornanti è dedicato a un vincitore del Giro d’Italia. L’ultimo, prima dell’arrivo, porta il nome di Marco Pantani. Per fortuna, per salire a Plan de Corones, c’è una comoda funivia: da qui si gode di un panorama fantastico, dalla Marmolada al Val Venosta.

    Castello di Tures

    Potreste trovarlo anche scritto così: Burg Taufers, che è il nome tedesco di questo castello medioevale in posizione dominante su Campo Tures. La fortezza svetta su un promontorio che forma una chiusa naturale e che determina, geograficamente, l’inizio della Valle Aurina. Qui Ettore Scola ha girato “La più bella serata della mia vita”, film con Alberto Sordi. Per informazioni: telefono 0474/678053, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Pista ciclabile della Val Passiria

    ciclovia nei pressi di Saltusio

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da San Leonardo (Bz) a Merano (Bz)

    Il grande vantaggio di questo percorso, oltre a essere costantemente in leggera discesa e in sede protetta, è la possibilità di collegarsi ad altre piste ciclabili della zona. Da Merano è possibile raggiungere su pista ciclabile anche Naturno (9 km) e Gargazzone (12 km), mentre la stessa città offre ai ciclisti un giro turistico per le vie del centro lontano dal traffico motorizzato.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 19 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse San Leonardo, San Martino, Saltusio, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valpassiria

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclovia nei pressi di Saltusio (C. Pedroni, 2003)

    Descrizione

    La Val Passiria, solcata dal torrente Passirio, è situata tra le alpi Venoste e le alpi dello Stubai. Questa ciclabile permette un’esplorazione quasi completa del territorio meridionale della valle, collegando San Leonardo a Merano. Il dislivello (si passa da 689 a 325 metri sul livello del mare) racconta chiaramente di una discesa costante verso il traguardo mentre il tracciato, che segue il Passirio, predilige la natura dei versanti montuosi ai centri delle varie località, che infatti non vengono quasi mai attraversati. Dopo aver lasciato il paese di San Leonardo si passa per il sottopassaggio della circonvallazione, ritrovandosi così sulla riva orograficamente sinistra del Passirio. Dopo circa un chilometro si raggiunge la diramazione per il maso Sandhof, la casa nativa di Andreas Hofer, patriota tirolese che nel 1809 guidò la rivolta contro Napoleone.

    Quattro chilometri più avanti c’è San Martino, che accoglie il ciclista con un bel ponte di legno coperto. Chi fosse intenzionato a visitare questo tranquillo paese di artigiani deve attraversare la strada di valle (attenzione al traffico). Proseguendo invece si attraversa un altro ponte, questa volta in ferro, nei pressi di Mora, e ci si addentra in un bosco incantevole dalle caratteristiche di riserva naturale.

    La tappa successiva, alla fine di una lunga e piacevolissima discesa, è Saltusio. Si tratta della località più a sud della valle, ai piedi del Gruppo di Tessa e della zona escursionistica del Monte Cervina. Saltusio gode di una posizione soleggiata e, nelle giornate estive, è la meta ideale per un picnic all’aperto, anche in virtù dei suoi bei giardini pubblici.

    Un altro ponte di legno ci fa nuovamente attraversare il Passirio: in questo tratto la pista ciclabile è usata anche dagli abitanti di Rifiano (che si trova quattro chilometri più avanti) e Merano, che la usano soprattutto per fare jogging. Siamo ormai in vista del traguardo ma prima di arrivare a destinazione la Val Passiria ha un’ultima sorpresa in serbo: è il Waalweg, un sentiero lungo i canali irrigui che ci accompagna fin quasi in città. A questo punto non resta che superare il Ponte Romano ed entrare per la medievale Porta Passiria: benvenuti a Merano.

    IDEE PER LA SOSTA

    Mulino glaciale

    A Plata, che si trova a un paio di chilometri da San Leonardo, si trova un mulino glaciale di 1,4 metri di diametro e 3,6 metri di profondità. Questo fenomeno naturale è l’effetto delle acque dei ghiacciai che insieme ai massi hanno formato queste buche enormi nelle rocce. Per raggiungere il Mulino glaciale si cammina da Plata verso Pianlargo, dove si trovano le indicazioni per l’omonimo sentiero.

    Malga di Pfistrad

    La vecchia malga posta sull’altura di Pfistrad, a 1.350 metri, è diventata un vero e proprio museo vivente dell’alpeggio. Molti studiosi la considerano la più antica costruzione in legno del Sudtirolo e i visitatori hanno la possibilità di entrare in contatto con aspetti della vita e dell’economia tipici dell’alpeggio. La malga si raggiunge a piedi, con una passeggiata di un’ora e mezza da San Leonardo. Per informazioni: www.museum.passeier.it/it/i-dintorni-del-museo/malga-pfistrad

    Merano International WineFestival

    Ideato nel 1992 da tre amici meranesi accomunati dalla passione per i grandi vini e i prodotti gastronomici d’eccellenza, è ormai diventato un evento di livello internazionale. Si svolge ogni anno a novembre con l’intento di stimolare con contatto diretto dei consumatori con vignaioli e produttori. Per informazioni: www.meranowinefestival.com

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria scolpito da Hans von Schussenried.

  • Pista ciclabile della Val Venosta

    La ciclabile della Val Venosta

    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Malles (Bz) a Merano (Bz)

    È una delle piste più belle dell’Alto Adige e, a suo vantaggio, può giocarsi anche la costante discesa che accompagna il ciclista verso la destinazione finale (tra la partenza e l’arrivo c’è un dislivello di quasi mille metri). Adatta a tutti, si può “spezzare” facilmente grazie alla linea ferroviaria che corre lungo tutta la valle.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 65 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Malles, Prato allo Stelvio, Silandro, Naturno, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valvenosta

    Alloggi per cicloturisti

    FotoLa ciclabile della Val Venosta (A. Dalla Venezia, 2010)

    Descrizione

    Merano è l’arrivo di questa ciclabile ma, per la maggior parte dei ciclisti, rappresenta il vero punto di partenza, essendo la località più facile da raggiungere. Da qui conviene prendere il trenino - che carica le biciclette senza problemi - per poi affrontare la ciclabile con il favore della discesa. La ferrovia, tra l’altro, è l’occasione giusta per ammirare il maestoso massiccio dell’Ortles e le futuristiche stazioni di Rablà, Stava e Ciardes, di recente costruzione.

    Scesi dal treno, vale la pena concedersi un po’ di tempo per visitare Malles che, oltre a essere uno dei quattro comuni italiani a confinare con due stati diversi (gli altri tre sono Courmayeur, Curon Venosta e Tarvisio), segna la confluenza di tre valli laterali: Val di Mazia, Valle di Planol e Valle Slingia. Dopo una sosta all’ombra dei campanili romanici di Malles, si parte in direzione Glorenza che si raggiunge nel giro di pochi chilometri. La piccola cittadina, affacciata sull’Adige, è cinta da antiche mura perfettamente conservate e, con il suo fascino pittoresco, attirerà senz’altro l’attenzione dei fotografi.

    Lo sviluppo della pista, che pure segue il corso del fiume, è meno lineare di quel che ci si aspetterebbe e dopo aver puntato verso sud-est, piega a sud-ovest verso Prato allo Stelvio, costeggiando l’omonimo parco nazionale. Qui comincia la salita che porta al passo carrabile più alto d’Italia, 2.758 metri sul livello del mare, amatissimo dai ciclisti, ma, fortunatamente, la nostra pista resta in pianura per immergersi in sconfinate distese di meleti. Alberelli bassi e (in stagione) carichi di frutta occupano tutto l’orizzonte di valle, almeno fino ai primi pendii dove conifere e latifoglie segnano un confine netto. Superato il campanile rosso di Cengles, per un lungo tratto unico riferimento visivo, in prossimità di Lasa ritroviamo le acque dell’Adige che ci accompagnano fino a Silandro. Per vistare il paese occorre una piccola deviazione perché la pista si perde nuovamente tra i meleti fino a Laces. Qui la valle si strozza e in poche decine di metri si trovano affiancate la strada statale, la ferrovia, il fiume e naturalmente anche la pista ciclabile. Si tratta comunque di un tratto piuttosto breve: in prossimità di Naturno, cinque chilometri più avanti, la valle si è aperta e l’unico, gradito, compagno di viaggio resta l’Adige.

    Prima di arrivare a destinazione si può fare una breve deviazione per raggiungere l’abitato di Parcines, dove ha sede il curioso Museo delle Macchine per scrivere. Chi fosse più interessato ai prodotti della terra può optare per una sosta a Lagundo centro a vocazione agricola che, al fianco dei soliti meleti, può vantare anche diversi ettari di vigna. Un tratto in leggera discesa annuncia l’ingresso a Merano.

    IDEE PER LA SOSTA

    Abbazia di Monte Maria

    È il monastero benedettino più alto d’Europa, si trova a 1.335 metri sul livello del mare, in località Burgusio, poco lontano da Malles. La parte più antica dell’abbazia è la cripta in cui si possono ammirare affreschi romanici con influenze bizantine. Per informazioni: www.marienberg.it

    Museo delle Macchine per scrivere

    Nel 1993, in occasione del centesimo anniversario della scomparsa di Peter Mitterhofer, considerato l’inventore della macchina per scrivere, il Comune di Parcines ha allestito un museo con centinaia di pezzi. Aperto tutto l’anno, visite guidate solo in luglio e agosto. Per informazioni: www.schreibmaschinenmuseum.com

    Castello Juval

    Sopra l’abitato di Naturno, dove la Val Venosta incontra la Val Senales, il castello Juval deve il suo nome al latino Mons Jovis (monte di Giove). Citato per la prima volta nel 1278, oggi il castello è residenza estiva dell’alpinista Reinhold Messner che l'ha parzialmente adibito a museo: sono esposte opere di arte tibetana e una collezione di maschere dai cinque continenti. È una delle cinque sedi del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Merano International WineFestival

    Ideato nel 1992 da tre amici meranesi accomunati dalla passione per i grandi vini e i prodotti gastronomici d’eccellenza, è ormai diventato un evento di livello internazionale. Si svolge ogni anno a novembre con l’intento di stimolare con contatto diretto dei consumatori con vignaioli e produttori. Per informazioni: www.meranowinefestival.com

  • Pista ciclabile della Valle Aurina

    ciclabile verso Lutago

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Brunico (Bz) a Cadipietra (Bz)

    Il dislivello complessivo non è di per sé rilevante, sono alcuni strappetti a rendere un po’ insidioso questo percorso: comunque non c’è da scoraggiarsi, si tratta sempre di poche centinaia di metri, che in caso di difficoltà si possono superare… a piedi. Il paesaggio della valle Aurina è splendido e un paio di laghetti rappresentano piacevoli possibilità di sosta.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 30 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Brunico, Molini di Tures, Campo Tures, Luttago, Cadipietra
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile verso Lutago (C. Pedroni, 2006)

    Descrizione

    Se il vostro programma prevede di fare andate e ritorno, il piacevole centro di Brunico è senz’altro il posto giusto in cui godersi il relax finale, altrimenti vale la pena fare un giretto per le vie intorno al fiume Rienza prima di partire, così da assaporare il fascino di questa bella cittadina altoatesina. Si parte dalla stazione, si attraversano i binari della linea che serve tutta la val Pusteria, per poi prendere il sottopassaggio ciclopedonale (attenzione a non prendere troppa velocità in discesa perché dovrete dare la precedenza alle biciclette che stanno occupando la rotonda) che taglia la statale.

    Anche se a poca distanza dalla strada di valle, la ciclabile è subito gradevole per via degli alberi che la separano dal traffico motorizzato. Prima di arrivare a San Giorgio, la pista si immerge nella campagna e la sensazione di pedalare verso il paese di Heidi diventa sempre più consistente. Ecco la prima salitella: circa 500 metri prima di arrivare a Gais e al suo splendido lago artificiale che, durante l’estate, si trasforma in un lido affollatissimo. Nelle giornate molto calde (a dir la verità non troppo frequenti, da queste parti) difficile resistere alla tentazione di un tuffo.

    Si torna in sella facendo rotta su Villa Ottone: quando si attraversa questo piccolo abitato, nel verde delle pendici della valle, si può scorgere il castello di Canova. Ma non è il caso di distrarsi troppo perché siamo ancora in salita: sarà così fino a Campo Tures, che si trova 10 chilometri più avanti. Si tratta comunque di una pendenza molto lieve e pedalabile anche se un grande stato di forma.

    In prossimità di Campo Tures, lo scenario cambia completamente: la valle si restringe mentre le cime delle montagne vicine si fanno incombenti. È uno spettacolo che va e viene agli occhi del ciclista perché pinete e abetaia lo risucchiano dentro macchie di verde fittissimo. L’abitato di Luttago arriva a proposito, qui si può tirare un po’ il fiato e fare rifornimento idrico e calorico prima di affrontare il tratto più duro di tutto il percorso. Qualche centinaio di metri di salita tosta che solo i più allenati riusciranno a percorrere senza mettere i piedi a terra. Alla fine di questa salita, si attraversa la statale e ci si tuffa nuovamente in una boscaglia avvolgente. Sono le ultime battute di questa ciclabile che, prima di arrivare a Cadipietra, attraversa l’abitato di San Martino.

  • Pista ciclabile della Valle Isarco: Brennero - Bolzano

    Mezzaselva

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Brennero (Bz) a Bolzano (Bz)

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’ideale per il cicloturismo di qualunque genere: è ben asfaltata e segnalata, sempre in sede protetta e con il vantaggio non da poco di essere costantemente in discesa. Priva di difficoltà, ma assai generosa negli spunti turistici, si presta benissimo ai viaggi familiari.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Brennero, Vipiteno, Fuldres, Fortezza, Bressanone, Chiusa, Bolzano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valleisarcobrennerobolzano

    Alloggi per cicloturisti

    FotoMezzaselva (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’inizio della Ciclopista del Sole, una dorsale pensata per il turismo lento che dovrebbe collegare l’Alto Adige con la Calabria, per poi estendersi anche in Sicilia e Sardegna. Il progetto è stato presentato per la prima volta dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a VeloCity, nel 1991.

    Si parte dal passo del Brennero, 1.370 metri di altezza, che si può raggiungere facilmente anche in treno da Verona o Bolzano. I grandi spazi progettati per quella che un tempo era una frontiera caotica di uomini e merci, oggi appaiono decisamente fuori scala. I primi chilometri sono in forte discesa e può essere una buona idea trovare dei punti in cui sostare per far riposare un po’ i freni e… le mani. Purtroppo in questo tratto la pista ciclabile passa proprio di fianco all’autostrada e il rumore del traffico motorizzato toglie un po’ di fascino a questi chilometri.

    Dopo circa 10 chilometri si raggiunge Colle Isarco, punto d’incrocio tra l’omonima valle e quella di Fleres, verso ovest. Poco più avanti si arriva a Vipiteno: l’ingresso è di quelli memorabili visto che si passa proprio sotto la torre che è il simbolo della città, la Zwölfertum, per poi proseguire lungo la via principale. Vipiteno, Sterzing in tedesco, è tagliata dal fiume Isarco e situata a poco meno di mille metri sul livello del mare. Ottima scelta per una sosta, soprattutto per i golosi che nelle pasticceria del centro potranno trovare torte di ogni genere.

    Si torna a pedalare su un tratto piuttosto monotono, un lungo rettilineo proprio di fianco all’autostrada che, in estate, può essere anche molto assolato vista la mancanza di vegetazione. Prima di arrivare a Bressanone si passa da Fuldres, si scavalca l’Isarco e si costeggia il lago artificiale di Fortezza. Come Vipiteno, anche Bressanone richiama il ciclista a una sosta quasi obbligatoria: oltre al Duomo di origine romanica, ma oggi evidentemente barocco, e la sua piazza, la cittadina offre servizi di ogni tipo, meccanici compresi. Raramente un contesto urbano si presta così piacevolmente al transito ciclistico (la stesse impressione si ripeterà a Bolzano). Per questa ragione, forse, può capitare di lasciare Bressanone con la stessa allegria con cui si riparte dopo una sosta a una cascata o a un belvedere.

    Peccato che anche in questo tratto le aree pic-nic siano piuttosto scarse: trovare sedie e tavolini lungo il percorso è quasi impossibile, per non parlare dei rifornimenti idrici. La situazione cambia decisamente in meglio dopo aver superato Chiusa e, fino a Bolzano, anche i tratti vicino alla statale sono pochissimi.

    La città di Bolzano accoglie il ciclista con una rete di piste ciclabili che nel nostro Paese è davvero una rarità. Non a caso, negli ultimi anni, il capoluogo altoatesino si è guadagnato il titolo di città più ciclabile d’Italia (secondo un dossier di Legambiente) con il 28 per cento dei suoi abitanti che ogni giorno usano la biciclette per muoversi in città.

    IDEE PER LA SOSTA

    Acquarena

    Per chi viaggia in famiglia, un’attrazione imperdibile è quella offerta, in ogni periodo dell’anno, da questa cittadella del divertimento d’acqua, a due passi dal centro di Bressanone, tra scivoli, piscine per tutte le età e temperature, al chiuso e all’aperto, con l’immancabile corredo di trattamenti benessere. Per scoprirlo: www.acquarena.com

    Gastronomia altoatesina

    Il Tirolo è una realtà estremamente eterogenee. Bressanone, che è la città più importante della regione, è un buon posto per assaggiare quelle specialità diffuse un po’ in tutte le valli e variamente rivisitate. Le più significative sono: strudel, canederli, crauti, würstel, strauben e speck. Ma la vera specialità di Bressanone sono gli spätzle, gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua.

    Festival dei canederli

    L’appuntamento con la sagra dedicata alla più famosa specialità gastronomica tirolese è per la seconda domenica di settembre: nelle vie del paese vengono apparecchiati lunghissimi tavoli (arrivano fino a 300 metri) e gli ospiti banchettano con i canederli. Per informazioni: www.sagradeicanederli-vipiteno.com

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria scolpito da Hans von Schussenried.

  • Pista ciclabile della Valsugana

    la ciclabile in livrea autunnale

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Calceranica (Tn) a Pianello-Vallon (Tn)

    L’austera Valsugana, vista dalla bicicletta, è un’autentica rivelazione, un lungo susseguirsi di borghi e piccole cittadine adagiate lungo un itinerario affascinante che resta dolce nonostante alcuni tratti in leggera salita. Il lago di Caldonazzo e l’elegantissima Borgo Valsugana sono i punti clou di una pista ciclabile ben segnalata e priva di difficoltà significative, l’ideale per ogni tipo di gamba e di bici.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 44 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Caldonazzo, Levico Terme, Borgo Valsugana
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valsugana

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile in livrea autunnale (M. Passigato, 2013)

    Descrizione

    L’incursione alla scoperta della Valsugana parte da una delle sue maggiori attrazioni turistiche: il lago di Caldonazzo. Con una superficie di circa cinque chilometri quadrati è il più grande lago interamente trentino. Un tempo le sue acque bagnavano anche la vicina Pergine, ma in seguito alle bonifiche del Settecento, le sue sponde si sono ritirate di quasi un chilometro. Si parta dal piccolo comune di Calceranica che ospita la più antica chiesa di tutta la Valsugana, quella dedicata a S. Ermete, risalente al I secolo d.C.

    Dopo pochi chilometri dalla partenza si raggiunge Caldonazzo, il borgo che ha dato il nome all’omonimo lago e che si trova all’interno di un´ampia pianura compresa tra frutteti e il torrente Centa. La cittadina lacustre offre una piacevole passeggiata tra stradine e abitazioni tipicamente trentine, dominate dalla sagoma merlata della Magnifica Corte Trapp (del XVI secolo), residenza-castello dove un tempo si amministrava la giustizia.

    Quando si ritorna in sella e ci si lascia alle spalle il lago si comincia a seguire il Brenta che, oltre il confine trentino di questa ciclabile, arriva fino Bassano del Grappa e poi nel mar Adriatico nei pressi di Chioggia. Pedalare in mezzo ai meleti della Valsugana (qui si raccolgono circa 200 mila quintali di mele all’anno) è un piacere che può mettere anche un certo appetito. Meno male che a Levico Terme si incontra il bici-grill “Big Fish”, un’area attrezzata che mette a disposizione del ciclista una piccola officina per le riparazioni, servizi igienici e panchine per fare il picnic in tutto comfort.

    Levico Terme, ovviamente, merita una sosta a prescindere dal bici-grill. Città d’acqua d’impronta ottocentesca fa delle acque termali il suo punto di forza: le proprietà arsenicali-ferruginose, uniche in Italia, hanno una riconosciuta azione terapeutica, anche se forse non sono esattamente il tipo di trattamento adatto al ciclista. Ma oltre al benessere, Levico offre ai suoi ospiti passeggiate sui colli circostanti, fra castelli e biotopi, o nell’antico centro storico alla scoperta dell’artigianato tipico.

    La strada per Pianello-Vallon è ancora lunga ed è meglio non attardarsi troppo tra i piaceri di Levico. Anche perché lungo la ciclabile della Valsugana, in alta stagione (cioè i mesi primaverili e autunnali), è possibile trovare un bel traffico, visto che sono molti i ciclisti della zona a darsi appuntamento proprio qui. Nei pressi di Novaledo, la ciclabile affronta un tratto di traffico promiscuo ma non c’è da preoccuparsi: difficilmente il numero delle macchine sarà superiore a quello delle bici. Un lungo rettifilo annuncia Borgo Valsugana: l’abitato è tagliato dal fiume Brenta ed è connotato da una particolare impronta veneta. Dominato dall’imponente Castel Telvana, Borgo Valsugana è una cittadina caratteristica: il centralissimo Corso Ausugum con i portali barocchi e le botteghe per l’acquisto dei prodotti tipici è un passaggio da non mancare.

    Nell’ultimo tratto fino al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, capolinea della pista ciclabile, la valle continua a essere larga e soleggiata, così da restare godibile fino alla fine del pomeriggio. Diversa la situazione nel tratto fino a Bassano del Grappa. Ma questa è un’altra storia. Anzi, un’altra pista ciclabile.

    IDEE PER LA SOSTA

    Ferrovia della Valsugana

    La sua costruzione è cominciata nel 1908: questa ferrovia, ancora in funzione tra Trento e Venezia, svolge un utile servizio in appoggio alla pista ciclabile. Per informazioni: www.trasporti.provincia.tn.it

    Sentiero dei castelli

    Con tre-quattro ore a disposizione e gambe da sgranchire si può seguire a piedi da Borgo Valsugana la segnaletica del ‘Sentiero dei Castelli’ che tocca tra l’altro, il panoramicissimo e suggestivo Castel Telvana (ora di proprietà privata, non visitabile all’interno), oltre a tracce di altre fortificazioni, chiesette antiche, nello scenario dei boschi della valle.

    Museo degli spaventapasseri

    A Marter, poco prima di arrivare a Borgo Valsugana, si trova questo museo che nella classifica dei più bizzarri d’Italia sarebbe di certo nelle prime posizioni. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e, a completare virtualmente la collazione, c’è pure una ricca mostra fotografica. Per informazioni: www.lacasadeglispaventapasseri.net

  • Pista ciclabile Dobbiaco - Cortina - Calalzo di Cadore

    ciclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Dobbiaco (Bz) a Calalzo di Cadore (Bl)

    La pista ciclabile sfrutta tutta la vecchia linea ferroviaria delle Dolomiti, con l’eccezione di alcuni brevi tratti. Nella prima parte, fino a Cortina, il fondo è ricoperto di ghiaia mentre nel tratto di Cadore il fondo stradale è interamente asfaltato. Il dislivello (appena 300 metri in salita, mentre in discesa sono 850!) è ben poca cosa rispetto agli spettacolari scorci panoramici che questa ciclabile è in grado di offrire.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 68 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Dobbiaco, lago di Landro, Cimabanche, Cortina, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Pieve di Cadore, Calalzo di Cadore.
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/dobbiacocalalzo

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza (A. Dalla Venezia, 2009)

    Descrizione

    La lunga cavalcata dolomitica inizia sulle rive del lago di Dobbiaco, che si incontra proprio lungo la ciclabile subito dopo aver passato il nuovo stadio dello sci di fondo. La strada è in leggero saliscendi fino alla piana di Landro, che anticipa l’omonimo lago. Prima di raggiungerlo, nei pressi di un cimitero di guerra, voltando lo sguardo a sinistra si possono scorgere le Tre Cime di Lavaredo, valorizzate da una prospettiva particolarmente esaltante.

    In località Carbonin, circa 15 chilometri dopo la partenza, la strada piega verso il lago di Misurina mentre la pista ciclabile punta a Cimabanche, con una salita piuttosto secca. In questo tratto il fondo è ghiaioso, ma ben tenuto e compatto, dunque senza insidie particolari. Al passo ci si può godere il meritato riposo, fare rifornimento d’acqua e soprattutto ammirare Cortina e le montagne circostanti. Fino alla “regina delle Dolomiti” è una lunga discesa, tra boschi, laghetti e intensi profumi di vegetazione. Le gallerie e i ponti della vecchia ferrovia aggiungono un fascino speciale a questa pista su cui la fatica sembra quasi non farsi sentire.

    L’antico fascino di Cortina, oggi, si fonde un la sua nuova anima glamour: lungo le vie del centro ci sono le stesse boutique di Milano e Parigi mentre alcuni ristoranti propongono le specialità tradizionali rivisitate da chef stellati. A metà strada del percorso, Cortina è il luogo ideale per chi decidesse di spalmare l’escursione in due giorni. Va da sé che il budget ne risentirà parecchio…

    Le indicazioni della ciclabile sono ben posizionate e perdere la strada è praticamente impossibile. Dopo aver attraversato lo scenografico ponte ferroviario (attenzione ai pedoni!) si riparte alla volta di Zuel da cui si può ammirare il vecchio trampolino di Cortina, usato in occasione delle Olimpiadi invernali del 1956. Adesso la pista è in leggera, ma costante, discesa e lasciarsi spingere dalla bicicletta permette di godersi in modo ancora più piacevole la Croda da Lago, il Pelmo, la Croda Marcora e l’Antelao, che con i suoi 3.264 metri d’altezza è la seconda cima delle Dolomiti.

    Circa 20 chilometri dopo Cortina si raggiunge San Vito di Cadore e il lago di Mosigo. Ancora qualche pedalata e, a Venas di Cadore, si può decidere una deviazione verso Cibiana (quattro chilometri e 200 metri di dislivello) che offre un’impareggiabile vista sul Sassolungo. Nell’ultimo tratto l’effetto delle discesa è quasi impercettibile ma il traguardo è ormai molto vicino: mancano poco più di 10 chilometri a Calalzo di Cadore.

    IDEE PER LA SOSTA

    Funivie di Cortina

    Chi decidesse di pernottare a Cortina può sfruttare la possibilità di salire in quota per ammirare da vicino le cime che l’hanno resa famosa nel mondo. Le più famose sono quelle per le Tofane e il Faloria, dove in inverno fa tappa la Coppa del Mondo di sci. Per gli amanti del brividi si può salire ancora più in alto con quelle dirette al Cristallo (2.235) e Staunies (3.000).

    Borca di Cadore

    Questo piccolo borgo è situato nell’ampio bacino tra il monte Pelmo e il monte Antelao, due autentici colossi delle Dolomiti. La pista ciclabile è un ottimo punto di osservazione per immaginare l’opera di erosione dei ghiacciai che hanno modellato il territorio così come oggi ci si presenta.

    Tiziano Vecellio

    Maestro del colore e accorto imprenditore, Tiziano è uno degli artisti più importanti del Quattrocento. La sua casa natale a Pieve di Cadore, miracolosamente sfuggita alle devastazioni belliche, è perfettamente conservata e visitabile. Per informazioni: www.magnificacomunitadicadore.it

    Gustav Mahler a Dobbiaco

    Dal centro della cittadine della Val Pusteria si può raggiungere con una piacevole passeggiata il maso Trenker, dove il compositore Gustav Mahler trascorse diverse estati e compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre Canto della terra. All'interno è possibile visitare la stanza occupata dal musicista insieme alla moglie Alma.

  • Pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa

    la ciclabile nei pressi di Moena

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da Molina di Fiemme (Tn) a Pozza di Fassa (Tn)

    Bellissimo percorso lungo il torrente Avisio, a cavallo tra Val di Fiemme e Val di Fassa. La salita, unica difficoltà di questa pista ciclabile, ha il vantaggio di essere pedalabile e molto regolare, soprattutto all’inizio. Gli unici due punti un po’ critici sono quelli che precedono Moena e Pozza di Fassa.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 35 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Molina di Fiemme, Cavalese, Predazzo, Moena, Pozza di Fassa
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valdifiemmefassa

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile nei pressi di Moena (M. Passigato, 2009)

    Descrizione

    Il punto di partenza della pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa si trova a sud del paese di Molina di Fiemme, sulla sponda sinistra del torrente Avisio che fa un po’ da apripista al percorso. Dopo averlo scavalcato per mezzo di una passerella, si comincia la risalita della valle verso Predazzo. Per fortuna il primo tratto è quello con la pendenza più dolce e, fino alla località Cascata, quasi non ci si accorge di essere in salita. Qui si può fare la prima sosta della giornata per osservare il grande salto d’acqua del Rio di Val Moena, il luogo è fresco e piacevole, l’ideale soprattutto nei mesi più caldi.

    La pista ciclabile continua con alcuni saliscendi, poi si infila in un’area boschiva per raggiungere, poco dopo, la stazione di fondovalle della funivia del Cermis, poco lontana dalla frazione di Masi di Cavalese. Si pedala tra prati e pascoli, si passano ponti di ferro e stazioni abbandonate, testimonianze della vecchia ferrovia a scartamento ridotto oggi riconvertita a pista ciclabile. Si attraversa il piccolo abitato di Lago di Tesero (in caso di problemi meccanici, qui si può fare riferimento al Centro del Fondo, fornito di servizi e assistenza per i ciclisti) per poi dirigersi verso Ziano di Fiemme. La natura e la mano dell’uomo, in questo tratto, hanno prodotto un paesaggio fantastico che alterna campi arati, pascoli verdeggianti e curatissime foreste. Poco prima di arrivare a Zanolin, frazione di Ziano di Fiemme, si può ammirare un ponticello di legno con copertura a due falde, uno dei pochi in Trentino.

    Seguendo il percorso dell’antica ferrovia si arriva a Predazzo che si trova quasi a metà del percorso e segna l’inizio della parte più impegnativa. La prossima destinazione è Moena: per raggiungerla si torna a pedalare sulle rive del torrente Avisio, in un passaggio in cui la valle si fa più stretta e conduce alla frazione di Forno. Qui avviene lo sconfinamento in Val di Fassa: l’incantevole Moena, adagiata su una conca tra le Dolomiti e circondata dai gruppi dolomitici del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar, si raggiunge in salita attraversando varie volte il torrente Alvisio. Il tratto successivo permette di tirare un po’ il fiato: Soraga, infatti, si trova a tre chilometri di distanza, tutti in leggera discesa. La condizione ideale per ammirare uno scorcio fantastico sulla valle con le cime del gruppo Sella e Pordoi sullo sfondo. Superato l’abitato di Soraga, si procede per alcuni chilometri fra prati e boschi nelle vicinanze di Pozza di Fassa e per poi giungere fino al centro del paese su strada comunale.

    IDEE PER LA SOSTA

    Alpe Cermis

    Famosa per la disgrazia del 1998, quando un aereo militare americano tranciò il cavo della funivia causando la morte di 20 persone, l’Alpe offre magnifiche vedute sulle valli sottostanti dall’altro dei suoi 2.250 metri. Per informazioni: www.alpecermis.it

    Foresta di Paneveggio

    È famosa per il cosiddetto abete rosso “di risonanza”, molto richiesto dagli artigiani liutai. Tra i molti costruttori di strumenti musicali che fin dal Seicento si recavano fin qui per la selezione dei legni migliori c’è anche Antonio Stradivari. Per informazioni: www.parcopan.org

    Dódes Masi de Pardàc

    Passeggiata notturna per le vie del centro storico organizzata nella parte centrale di agosto. Contadini, artigiani, donne di casa, musicanti e naturalmente turisti, rievocano le origini di Predazzo che la leggenda vuole derivare da 12 masi. Prima, ovviamente, abbondante cena a base di piatti e dolci tipici.

  • Pista ciclabile Val di Sole

     

    Da Mostizzolo (Tn) a Cogolo (Tn)

    Quasi 600 metri di dislivello possono farsi sentire, soprattutto nell’ultimo tratto, quando la pendenza diventa più maligna. Per il resto la ciclabile, che si sviluppa lungo il corso del fiume Noce, non presenta difficoltà di alcun tipo, è ben segnalata e spaziosa. La comodità del treno Dolomiti Express e del Bici Bus, attrezzati per il trasporto delle bici, mettono una marcia in più a questa ciclabile.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 34 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Mostizzolo, Malè, Dimaro, Mezzana, Fucine, Cogolo
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valdisole

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Il percorso ciclopedonale della Val di Sole inizia in corrispondenza del ponte di Mostizzolo, poco lontano dalla stazione ferroviaria sulla linea Trento-Malè. Il ponte scavalca una profonda forra, proprio dove il Noce si getta nel Lago di Santa Giustina, un esteso bacino chiuso da una diga. Il primo tratto di valle, nonostante la quota ancora piuttosto bassa, è quello che si caratterizza per uno scenario più marcatamente alpino, con diversi chilometri all’interno di una splendida abetaia.

    Più si macinano chilometri e più il bosco lascia spazio ai frutteti e ad ampie distese prative. Si pedala sempre sulla destra idrografica del Noce e, in breve, si raggiunge il punto di confluenza con il torrente Rabbies, che scende dalla Valle di Rabbi e si versa nel fiume di valle, a un chilometro da Malè. Ancora qualche colpo di pedale ed eccoci nell’abitato del capoluogo della Val di Sole, raccolto nei suoi soli duemila abitanti.

    A questo punto ci siamo già lasciati alle spalle 10 chilometri, quasi un terzo dell’intero percorso, e chi sentisse il bisogno di una sosta può approfittare dell’area attrezzata che si incontra all’altezza di Ponte Stori. Sei chilometri più avanti, prima di Cavizzana, bisogna affrontare 400 metri di salita che però non conducono all’abitato, che si trova ancora più in alto, bensì a una discesa verso il Noce attraverso distese di frutteti. Raggiunta la sponda del fiume, ci troviamo ai piedi dell’imponente Castel Caldes e della Rocca di Samoclevo, che ci sovrastano dall’alto della valle. Adesso la pista è quasi completamente in piano e prosegue attraverso i vasti prati che precedono il paese di Dimaro, all’inizio della Val Meledrio, dove si biforca la strada che porta a Madonna di Campiglio.

    Dopo aver superato Dimaro è la volta di Mestriago e Mezzana, che si può facilmente riconoscere dal grande centro sportivo. Se l’appetito comincia a farsi sentire vale la pena resistere fino a Pellizzano (Km 25), che si trova poco più avanti. Qui infatti è stato allestito un nuovo bici grill, ideale per una sosta e un picnic. Si prosegue ancora in piano verso Ossana, inconfondibile per via del Castello di San Michele, ben visibile da chilometri di distanza.

    Fucine è il crocevia tra la Valle di Sole e la Valle di Peio e segna l’inizio della salita finale che conduce a Cogolo. Qui ci troviamo a quota 985 metri sul livello del mare, dobbiamo arrivare a quasi 1.200. Dopo esserci lasciati alle spalle Fucine continuiamo in direzione nord ovest mentre la pista ciclabile si inoltra nella valle di Peio. La valle è molto più stretta e, per raggiungere Cogolo, siamo costretti ad attraversare il Noce per ben tre volte mentre la salita diventa sempre più tosta. Curiosamente l’ingresso a Cogolo avviene in discesa, attraversando un ponte che immette direttamente sulla strada principale del paese.

    IDEE PER LA SOSTA

    Museo della Civiltà Solandra di Malè

    Aperto al pubblico nel 1979, mette in mostra circa 1.600 attrezzi che testimoniano i modi di vita di un tempo e ricostruisce due ambienti tipici della casa solandra. Una sezione del museo è riservata alla vita e alle scoperte del micologo Giacomo Bresadola, morto nel 1929. Per informazioni: telefono 0463/901272.

    Pieve dell’Assunta

    Si trova a Malè e viene citata per la prima volta in un documento del 1183 ma lo stile neogotico risale a una ristrutturazione di fine Ottocento su un progetto dell’architetto Enrico Nordio. È uno dei tesori artistici più preziosi di tutta la Val di Sole.

    Rocca di Samoclevo

    Si raggiunge dall’omonimo paesino, al termine di una passeggiata di circa mezz’ora lungo la strada “delle Piscine”: il nome viene da una leggenda del passato, che racconta di una battaglia così cruenta da riempire di pozzanghere di sangue tutte questi sentieri. Dall’alo si può godere di una vista fantastica sulla valle e ammirare i frutteti che la circondano.

  • Pista ciclabile Val Pusteria: da San Candido a Rio in Pusteria

    ciclovia nei pressi di Vandoies

    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine
    • immagine

    Da San Candido (Bz) a Fortezza (Bz)

    La Val Pusteria, che per anni ha sofferto della concorrenza delle più rinomate Gardena e Badia (più attrezzate per il turismo invernale), oggi vive la sua rivincita grazie al cicloturismo che offre il vantaggio di una stagione molto più lunga. La ciclabile che attraversa tutta la valle, in costante discesa e sempre in sede protetta, offre l’appoggio del treno, comodo in caso di maltempo o di… stanchezza improvvisa.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 69 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse San Candido, Dobbiaco, Valdaora, Brunico, Vandoies, Rio in Pusteria, Fortezza
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valpusteria

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclovia nei pressi di Vandoies (C. Pedroni, 2011)

    Descrizione

    Il piccolo borgo di San Candido è l’ultimo avamposto italiano prima del confine con l’Austria. Da un punto di vista geografico, però, si trova al di là dello spartiacque alpino che divide il bacino idrografico del Mar Adriatico da quello del Mar Nero, visto che è attraversato dalla Drava, affluente del Danubio. La partenza è traditrice perché, nonostante il dislivello complessivo della ciclabile faccia segnare una bella discesa di 426 metri, i primi quattro chilometri fino a Dobbiaco sono in leggera salita.

    Superata la cima Coppi di questo itinerario (Dobbiaco si trova a quota 1.256 metri) comincia la lunga planata verso Fortezza. La pista ciclabile si infila in un sottopassaggio per scavalcare la linea ferrovia e immergersi in un fitto bosco di abeti. Nei mesi più caldi, i migliori (insieme a quelli autunnali) per pedalare da queste parti, l’abbassamento di temperatura è sensibile e per i più freddolosi è bene tenere un antivento a portata di mano. Non appena il paesaggio si apre con grandi distese prative ecco spuntare in lontananza il campanile della chiesa di Santo Stefano, a Villabassa, con la classica forma a cipolla.

    Superata Villabassa, sulla sinistra, è possibile allontanarsi dalla pista ciclabile e avventurarsi (ma la salita è abbastanza tosta) nella minuscola valle di Braies, un’oasi di pace e tranquillità che la serie tv “Un passo dal cielo”, girata proprio sulle rive del lago di Braies, ha rivelato - purtroppo! - al turismo organizzato. Meglio, dunque, optare per una deviazione a Monguelfo, meno faticosa e di sicura soddisfazione per merito della bella chiesa barocca di Santa Margherita, impreziosita dai dipinti settecenteschi di Paul Troger.

    Il tratto che porta fino a Valdaora è forse il più bello di tutta la Pusteria, almeno quella che si può ammirare in sella alla bicicletta. Boschi e praterie si alternano piacevolmente fino ad arrivare al lago artificiale di Valdaora, dalle insolite tonalità pastello. A rendere ancora più coinvolgente il contatto con la natura c’è il fondo stradale, che qui fa a meno dell’asfalto. Il gusto di pedalare è talmente intenso che potrebbe capitare di ritrovarsi alle porte di Brunico, 35 chilometri dopo San Candido, senza quasi accorgersene.

    Buona la segnaletica della pista che permette al ciclista di seguirla senza difficoltà anche per le vie di Brunico, dove vale la pensa di passare per la strada pedonale del centro per fermarsi in qualche invitante pasticceria (ma ci sono locali per tutti i gusti: enoteche, ristoranti, birrerie). Nell’ultimo tratto, fino a Fortezza, la pista ciclabile si sviluppa proprio di fianco al fiume Rienza e alla ferrovia, tuttavia non riesce a ritrovare il fascino della prima parte. Prima di raggiungere Rio in Pusteria e il capolinea Fortezza, ci si può fermare a Vandoies, la patria del loden.

    La ciclabile ovviamente si può percorrere in entrambi i sensi. Partendo da San Candido si può godere di una discesa costante, d’altra parte la partenza da Fortezza consente di unire alla ciclabile della Val Pusteria quella che, da Dobbiaco, permette di raggiungere il Cadore (fino a Calalzo). E ovviamente anche quella che collega San Candido a Lienz, in Austria, la pista ciclabile più battuta d’Italia. Da Lienz, poi, seguendo la pista ciclabile della Drava si può raggiungere Maribor, in Slovenia.

    IDEE PER LA SOSTA

    Collegiata di San Candido

    È il più importante monumento romanico del Sudtirolo e fu edificato a partire dall’XI secolo sui resti di un monastero benedettino. L’austero campanile in pietra di pianta quadrata e l’atrio con il fonte battesimale precedono il grandioso interno a tre navate. Tra i capolavori all’interno il più notevole è il grande crocifisso ligneo dell’altare maggiore.

    Lodenwelt

    Il loden è un materiale derivato dalla lana di pecora e usato da secoli in Alto Adige per la realizzazione di cappotti, tracolle, pantaloni e gonne. Visitando questo museo si ha la possibilità di scoprire tutti segreti di una lavorazione che, oggi, è riuscita a imporsi anche nella moda globale. Per informazioni: www.oberrauch-zitt.com/it/loden

    Gustav Mahler a Dobbiaco

    Dal centro della cittadine della Val Pusteria si può raggiungere con una piacevole passeggiata il maso Trenker, dove il compositore Gustav Mahler trascorse diverse estati e compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre Canto della terra. All'interno è possibile visitare la stanza occupata dal musicista insieme alla moglie Alma.

    Castello di Brunico

    Costruito nel 1251 dal vescovo di Bressanone Bruno von Kirchberg, il castello di Brunico è raggiungibile dal centro del paese con una piccola passeggiata. All’interno si trova un bel cortile con torre circolare mentre ai piani superiori ci sono alcune delle stanze vescovili e una piccola cappella. Dal 2011 una delle sue ali è diventata (la quinta) sede del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it