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Da Tarvisio (Ud) a Gemona del Friuli (Ud)

È un piccolo tratto della famosa Ciclovia dell’Alpe Adria che, in una settimana, conduce i ciclisti da Salisburgo a Grado, per un totale di 425 chilometri. Dopo il confine italo-austriaco, il percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa. Non presenta difficoltà di rilievo ma ci sono punti di traffico promiscuo in cui è bene prestare la massima attenzione, soprattutto in presenza di bambini.

Informazioni

Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
Lunghezza 72 km
Livello di difficoltà facile
Fondo stradale prevalente asfalto
Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
Luoghi d"interesse Tarvisio, Pontebba, Chiusaforte, Moggio di Sotto, Gemona
Informazioni pratiche
Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/alpeadria

Alloggi per cicloturisti

Fotociclabile nei pressi di Tarvisio (Archivio Coord. FIAB F.V.G., 2010)
 
 

Descrizione

Purtroppo la partenza è in salita, ma la buona notizia è che si tratta soltanto di una manciata di chilometri, fino a Camporosso. Raggiunta l’omonima sella a quota 817 metri sul livello del mare, spartiacque tra il bacino idrografico del mar Adriatico e del mar Nero, inizia una divertente discesa verso Valbruna e Ugovizza che, percorrendo la Valcanale, ci accompagna fino a Pontebba.

Dopo aver superato i resti del Forte Hensel, ancora ben visibili sui rilievi alla destra della ciclabile, si può decidere una deviazione per visitare il borgo medioevale di Malborghetto, dove il tempo sembra essersi fermato diversi secoli fa. La pista, invece, continua a seguire il tracciato della vecchia ferrovia Pontebbana sfiorando gli abitati di Santa Caterina e Bagni di Lusnizza, nota per la sorgente di acque solforose provenienti dal Rio del Solfo, qualche centinaio di metri ad est.

Dopo aver superato Pontebba, si prosegue in leggera discesa fino a Pietratagliata tra ponti spettacolari e suggestive gallerie scavate nella roccia. A Chiusaforte c’è un piccolo museo sulla storia della ferrovia Pontebbana, l’occasione giusta per far riposare le gambe e concedersi una sosta.

Arrivato a Ponte Peraria (il nome non è dei più rassicuranti!) il ciclista può scegliere tra due varianti: la prima conduce a Moggio Udinese (è il percorso BiciItalia 5, ben segnalato), attraverso Roveredo e Ovedasso, la strada è asfaltata e poco trafficata ma bisogna dosare bene le forze a causa di alcune brusche salite; la seconda, meno impegnativa, scende fino a Resiutta continuando sul vecchio sedime ferroviario convertito, ma poi si è costretti a imboccare la statale Pontebbana per raggiungere Moggio Udinese.

Comincia qui uno dei tratti più belli di questo segmento della ciclovia dell’Alpe Adria, su una vecchia strada militare in parte asfaltata e in parte sterrata che offre pittoreschi scorci sulla parte terminale del Canal del Ferro. Prima di arrivare a Gemona, vale la pena concedersi un po’ di tempo per scoprire Venzone, splendida cittadina fortificata di due mila abitanti, famosa (fin dai tempi di Napoleone, che infatti nel 1807 si recò in visita) per le sue mummie. La particolarità di queste mummie è che non sono frutto dell’opera umana ma di un fenomeno naturale possibile grazie a una muffa parassita (chiamata Hipha Bombicina Pers), che riesce a disidratare il corpo nel tempo di un anno e rendere la pelle pergamenacea.

Gemona, alle pendici delle Prealpi Giulie, capolinea di questo tratto ciclabile, si trova poco qualche chilometro più avanti.

IDEE PER LA SOSTA

Le Mummie di Venzone

Si possono visitare presso la Cappella Cimiteriale di San Michele, che si trova proprio accanto al Duomo. Dal 1 aprile al 31 ottobre: apertura tutti i giorni dalle ore 9 alle 19. Dal 1 novembre al 31 marzo: apertura tutti i giorni dalle ore 9 alle 17. Per informazioni: www.prolocovenzone.it

Lavanda di Venzone

Un interessante recupero di una antica tradizione del territorio. Lavandeti sparsi per i campi, il ‘palazzo della Lavanda’ in uno storico edificio del centro, profumi e prodotti per la bellezza e il benessere in vendita in agriturismi e negozi, feste della raccolta e della fioritura (per il calendario e per saperne di più: www.lavandadivenzone.it)

Duomo di Gemona del Friuli

Costruito sul sito di una chiesa già esistente, a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, il Duomo venne consacrato dal vescovo di Parenzo e 600 anni più tardi, nel 1976, fu quasi completamente distrutto da un violento terremoto. Dedicato a Santa Maria Assunta, all’interno custodisce numerose sculture dei più importanti maestri friulani del Trecento.

Informazioni pratiche

Sul sito www.alpe-adria-radweg.com/it è possibile visualizzare la cartina del percorso e pianificare il proprio viaggio in base ai chilometri che si voglio percorrere ogni giorni. Utili informazioni anche per le strutture presso cui pernottare e i vari servizi pensati per il ciclista lungo il percorso. Per informazioni: Ufficio turistici Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (telefono 040/3774731).

Preziose informazioni, descrizione dettagliate del percorso e, soprattutto, tracce gps da scaricare gratis e mettere nello smartphone o nel tablet si possono trovare anche sul sito “non ufficiale” della Ciclovia dell’Alpe Adria: www.ciclovia-alpeadria-radweg.eu

Per gli amanti del cicloturismo 2.0 è disponibile l’app Alpe Adria Biketour (per sistemi operativi Apple e Android), da scaricare e usare durante il viaggio con lo smartphone.