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  • BI17 - Ciclovia Alpe Adria Radweg

    In viaggio verso Slovenia e Austria

  • Ciclovia Alpe Adria

    ciclabile nei pressi di Tarvisio

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    Da Tarvisio (Ud) a Grado (GO)

    È la tratta italiana della Ciclovia dell’Alpe Adria che, in una settimana, conduce i ciclisti da Salisburgo a Grado, per un totale di 425 chilometri. Dopo il confine italo-austriaco, il percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa. Non presenta difficoltà di rilievo ma ci sono punti di traffico promiscuo in cui è bene prestare la massima attenzione, soprattutto in presenza di bambini.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 174 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Tarvisio, Venzone, Gemona, Udine, Palmanova, Aquileia e Grado
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/alpeadria

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi di Tarvisio (Archivio Coord. FIAB F.V.G., 2010)

    Descrizione

    Dal confine si entra in Italia immersi in un paesaggio montano, percorrendo una strada asfaltata fino a raggiungere il grazioso centro abitato di Coccau; pedalando fino all’incrocio con la statale si incontra sulla destra la pista ciclabile in sede propria e si procede quindi seguendo le indicazioni (FVG-1). La pista continua verso Tarvisio (prima di arrivare al centro del paese a sinistra compare un altro ramo della bella pista ciclabile che porta fino ai laghi di Fusine e in Slovenia). Rinomata località per la pratica degli sport invernali, Tarvisio conserva anche un’anima antica; è immersa in un favoloso ambiente naturalistico, ed è punto di partenza ideale per trekking nelle montagne circostanti.

    Anche d’estate Tarvisio infatti offre la possibilità di tutta una serie di attività sportive (sede di un bel percorso di golf a 18 buche) e culturali.

    Attraversato il centro su percorso dedicato si continua fino a Camporosso, poi si prosegue fino alla nuova stazione ferroviaria di Ugovizza, dove si può uscire dalla ciclabile per visitare l’abitato di Valbruna e gli splendidi boschi della val Saisera. Altrimenti si rimane sulla ciclabile in sede propria, e dopo poco si arriva alla vecchia stazione ferroviaria di Ugovizza, ora adibita a punto ristoro.

    Dopo aver superato i resti del Forte Hensel, ancora ben visibili sui rilievi alla destra della ciclabile, prima di entrare nella prima galleria che troveremo lungo il percorso, si può decidere una deviazione per visitare il borgo medioevale di Malborghetto, elegante centro con numerose testimonianze storiche, dove è possibile visitare un importante Museo etnografico ospitato dal Palazzo Veneziano. La pista, invece, continua a seguire il tracciato della vecchia ferrovia Pontebbana sfiorando gli abitati di Santa Caterina e Bagni di Lusnizza, nota per la sorgente di acque solforose provenienti dal Rio del Solfo, qualche centinaio di metri ad est.

    Si scende poi verso Pontebba, il centro maggiore della Valcanale, da cui si diramano vari percorsi per esplorare le valli montane. Si passa poi sul ponte del Torrente Pontebbana dopo cui compare di nuovo la pista ciclabile in sede dedicata. Subito dopo una salita molto ripida si ritorna ancora sul vecchio tracciato della ferrovia e si scende a Pietratagliata fino a raggiungere la pista dedicata che si dipana fra ponti e gallerie, attraversando uno dei punti più suggestivi dell’intero percorso. Si procede fino a Dogna all’imbocco dell’omonima valle, dove si percorre il panoramico ponte sul torrente, dal quale è possibile ammirare il Montasio in tutta la sua bellezza. Si prosegue per Casasola e Villanova, fino a raggiungere Chiusaforte, dove poco dopo il suggestivo ponte di ferro che attraversa il Fella, si trova la vecchia stazione ferroviaria è stata adibita a punto di sosta con un piccolo museo sulla storia della ferrovia Pontebbana.

    Si prosegue in discesa lungo la ciclabile, fino ad arrivare all’abitato di Resiutta, dove è possibile uscire dalla ciclabile per fare una sosta nei locali del paese, oppure rinfrescarsi nelle acque del torrente Resia, oppure, risalendo di qualche chilometro fino a Prato di Resia, dove si trova la sede del Parco Regionale delle Prealpi Giulie.

    Rimanendo sulla ciclabile si passano le ultime due gallerie, le più lunghe presenti sul tracciato, fino alla vecchia stazione di Moggio. Qui la ciclabile per il momento termina: è possibile passare la strada regionale grazie ad un sottopasso che porta al ponte sul fiume Fella che conduce all’abitato di Moggio Udinese. Superato il ponte si prende la strada secondaria sulla sinistra, che rimane asfaltata fino all’abitato di Campiolo, per poi proseguire su un fondo sterrato (comunque in buone condizioni) fino ad arrivare su via Nazionale, a breve distanza da Amaro. La si attraversa e, percorrendo il vecchio ponte ferroviario sul fiume Fella, si entra nell’abitato di Carnia, transitando davanti alla stazione ferroviaria.

    Uscendo da Carniasipedala su via Udine fino a trovare, sulla destra una strada sterrata ma di buona qualità; dopo aver superato il sottopasso ferroviario, ci si trova nei prati dell’argine del Tagliamento. Lasciato a sinistra il primo sottopasso ferroviario si imbocca il secondo passaggio che riporta sulla SS13, per percorrerla solo per alcune centinaia di metri e lasciarla imboccando, a destra, un’altra strada, leggermente in discesa che ci porterà a Portis vecchia.

    Usciti da qui incrociamo la SS13, la si percorre per pochi metri e si imbocca sulla sinistra San Leonardo, che, superato il torrente Venzonassa, ci conduce al centro di Venzone.

    Uscendo da Venzone si presta attenzione all’attraversamento della SS13, si imbocca via Tagliamento e, superato il sottopassaggio, si imbocca la ciclabile che ci porterà a Gemona del Friuli, percorrendo un bel viadotto in località Rivoli Bianchi, costruito sul sedime della vecchia ferrovia Pontebbana, fino ad arrivare a Ospedaletto. Qui si prende la strada sulla sinistra che costeggia il lago Minisini, per rientrare sulla ciclabile che termina in prossimità dell’ospedale di Gemona. Si svolta a destra e poi di nuovo a destra lungo via San Pietro, si supera la ferrovia fino ad arrivare sui sentieri che costeggiano il fiume Tagliamento. Si percorrono sentieri in buone condizioni fino ad arrivare al centro di Osoppo, dove è possibile visitare l’omonimo Forte, un complesso di grande interesse storico e naturalistico. Superata Buja, si prosegue ancora lungo la pista ciclabile, fino all’incrocio della borgata di San Floreano dove si ha la possibilità di fare una deviazione e percorrere in bicicletta l’Ippovia In@natura. Continuando su pista dedicata, si prosegue invece verso Carvacco e poi si giunge a Vendoglio, Tricesimo e Luseriacco. Si continua seguendo il normale andamento della strada fra i campi e, dopo aver sorpassato la splendida villa Rubeis Masieri, s’imbocca la sterrata di fronte che in poche centinaia di metri si conclude con una suggestiva “galleria” di giovani gelsi. Superate Tavagnacco e Feletto Umberto, si continua dritti su pista sterrata: si attraversa il canale Ledra, al Parco del Cormor, luogo ideale per riposare e ristorare.Si attraversa il grande parcheggio dello stadio Friulie si entra in località Rizzi, per poi proseguire fino ad arrivare al centro di Udine. Visitato il centro di Udine si riparte dalla centrale Piazza della Libertà, si superano gli archi dell’antica Porta Aquileia, fino ad un sottopasso che ci fa superare i binari della ferrovia. Da via Pradamano si giunge in piazza Cavalcaselle, si costeggiano vigneti e si gira attorno alla splendida Villa Deciani in località Selvuzzis. Finita la strada sterrata, si giunge a Persereano, Santo Stefano Udinese e Tissano. Da qui, facendo attenzione ai restringimenti e ai passi carrai, si arriva alle porte di Palmanova.

    Si percorre la Città Stellata, passando per la bella piazza e seguendo le indicazioni per Aquileia, per uscire dall’omonima Porta. Da qui si imbocca il suggestivo Sentiero degli Spalti e si passa attraverso suggestive località, tra cui Strassoldo, in cui è possibile ammirare il noto castello.

    Ci si dirige verso Cervignano del Friuli. La pista ciclabile in sede dedicata prosegue poi verso Aquileia, insigne testimonianza di città romana, sito Unesco, ricca di storia e tradizioni. La pista conduce dietro al Foro Romano e in prossimità della Basilica, dove poter ammirare che vanta un meraviglioso tappeto musivo, il più esteso dell’Europa Occidentale.

    Da qui si inizia a sentire il profumo del mare Adriatico, che viene preannunciato fino alla località Belvedere, dove finisce la terra ferma e inizia il ponte ciclabile lagunare, che dopo 6 km in mezzo alla laguna ci fa arrivare alle porte di Grado. Ultime attenzioni nel percorrere gli ultimi metri della ciclabile su SR prima di arrivare al centro storico di Grado, dove l’itinerario termina.

    IDEE PER LA SOSTA

    Le Mummie di Venzone

    Si possono visitare presso la Cappella Cimiteriale di San Michele, che si trova proprio accanto al Duomo. Dal 1 aprile al 31 ottobre: apertura tutti i giorni dalle ore 9 alle 19. Dal 1 novembre al 31 marzo: apertura tutti i giorni dalle ore 9 alle 17. Per informazioni: www.prolocovenzone.it

    Duomo di Gemona del Friuli

    Costruito sul sito di una chiesa già esistente, a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, il Duomo venne consacrato dal vescovo di Parenzo e 600 anni più tardi, nel 1976, fu quasi completamente distrutto da un violento terremoto. Dedicato a Santa Maria Assunta, all’interno custodisce numerose sculture dei più importanti maestri friulani del Trecento.

    Lavanda di Venzone

    Un interessante recupero di una antica tradizione del territorio. Lavandeti sparsi per i campi, il ‘palazzo della Lavanda’ in uno storico edificio del centro, profumi e prodotti per la bellezza e il benessere in vendita in agriturismi e negozi, feste della raccolta e della fioritura (per il calendario e per saperne di più: www.lavandadivenzone.it)

    Tarvisio

    Tarvisio è uno dei più importanti poli sciistici e località montane del Friuli Venezia Giulia. Contornata dalla Alpi Giulie e ricca di ampie vallate e boschi, la Foresta di Tarvisio, con i suoi 24.000 ettari, è la più grande foresta demaniale d'Italia. La cittadina ha un aspetto moderno ma anche un'anima antica, piena di tradizioni tutte da scoprire. Grazie alla sua particolare posizione a ridosso del confine, è un crocevia di lingue e culture dove si incontrano Italia, Slovenia e Austria. L'ottima cucina annovera specialità friulane, carinziane e slovene.

    Tarvisio è anche meta di numerosi pellegrini grazie al suggestivo Santuario della Madonna del Lussari, luogo in cui la tradizione narra sia avvenuta un'apparizione della Madonna. Il Tarvisiano offre a chi ama praticare attività all'aria aperta un ricchissimo ventaglio di proposte. Assolutamente da visitare, vicino a Tarvisio, i laghi di Fusine (uniti tra loro da un affascinante percorso), l'Altopiano del Montasio e il polo sciistico di Sella Nevea.

    Venzone

    Tarvisio è uno dei più importanti poli sciistici e località montane del Friuli Venezia Giulia. Contornata dalla Alpi Giulie e ricca di ampie vallate e boschi, la Foresta di Tarvisio, con i suoi 24.000 ettari, è la più grande foresta demaniale d'Italia. La cittadina ha un aspetto moderno ma anche un'anima antica, piena di tradizioni tutte da scoprire. Grazie alla sua particolare posizione a ridosso del confine, è un crocevia di lingue e culture dove si incontrano Italia, Slovenia e Austria. L'ottima cucina annovera specialità friulane, carinziane e slovene.

    Tarvisio è anche meta di numerosi pellegrini grazie al suggestivo Santuario della Madonna del Lussari, luogo in cui la tradizione narra sia avvenuta un'apparizione della Madonna. Il Tarvisiano offre a chi ama praticare attività all'aria aperta un ricchissimo ventaglio di proposte. Assolutamente da visitare, vicino a Tarvisio, i laghi di Fusine (uniti tra loro da un affascinante percorso), l'Altopiano del Montasio e il polo sciistico di Sella Nevea.

    Udine

    Udine è una cittadina con piazze dal fascino veneziano e antichi palazzi: da piazza Libertà, definita "la più bella piazza veneziana sulla terraferma", a piazza Matteotti (o delle Erbe), che, tutta contornata da portici, sembra un salotto a cielo aperto, si osserva la carrellata di antichi e colorati palazzi che annunciano lo spirito di Udine.

    Sul colle della città sorge il castello da cui si intravedono i tetti della città, le montagne che la circondano e, verso sud, il mare Adriatico.

    Udine nel Settecento fu la città di Giambattista Tiepolo che qui raggiunse la sua maturità artistica: oggi si possono ammirare i suoi capolavori nelle Gallerie del Tiepolo (nel Palazzo Patriarcale), nel Duomo, nella chiesa della Purità.

    Oggi Udine è una città aperta alle innovazioni pur legando la sua immagine a osterie autentiche dove si celebra uno dei riti più amati, ossia la degustazione di un calice di vino da assaporare in un'atmosfera conviviale.

    Palmanova

    Palmanova è il capolavoro dell'architettura militare veneziana, una città fortezza progettata e costruita per difendere i confini regionali dalle minacce straniere, soprattutto dei Turchi. È un modello di città unico nel suo genere, a forma di stella a nove punte perfettamente simmetrica, con una piazza centrale.

    Il centro storico di Palmanova si raggiunge attraverso tre Porte Monumentali, denominate Aquileia, Udine e Cividale, e da qualunque direzione si arrivi il punto di sbocco è la Piazza Grande, l'antica piazza d'armi.

    La sua forma è di un esagono perfetto su cui si affacciano eleganti e importanti palazzi, tra cui il Duomo, custode di opere di notevole interesse, e il Civico Museo Storico, che conserva armi, cimeli e documenti che illustrano la storia della città-fortezza dalla nascita alla Seconda Guerra Mondiale.

    Aquileia

    Aquileia ha un'area archeologica di eccezionale importanza, considerata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Colonizzata nel 181 a.C. in "agro gallorum", Aquileia sorge come testa di ponte per la conquista romana delle aree danubiane e con lo scopo di difendere i confini orientali per incrementare il già florido commercio tra il bacino del Mediterraneo orientale ed i paesi transalpini.

    Gli scavi hanno messo in luce resti del foro romano e di una basilica, del sepolcreto, di pavimenti in mosaico e fondazioni di case (fondi Cal ed ex Cossar), di statue della Via Sacra, dei mercati, di mura, del porto fluviale, di un grande mausoleo e d'altro.

    La splendida Basilica di Santa Maria Assunta, che si affaccia sulla storica Piazza Capitolo, fu eretta su un edificio del IV secolo, su cui vennero effettuati nei secoli successivi numerosi ampliamenti (poi in gran parte distrutti durante le invasioni barbariche). Nel tempio si possono ammirare anzitutto i famosi mosaici paleocristiani (IV sec.) che costituiscono una tappa fondamentale nella storia dell'arte italiana.

    Il maestoso Campanile della Basilica, costruito verso l'anno Mille come torre di vedetta, dall'alto dei suoi 73 metri, non solo crea uno scenario solenne, ma offre anche la possibilità di godere di una vista mozzafiato.

    Grado

    Grado, l'Isola d'oro dalle fattezze veneziane, è impreziosita da un dedalo di isolotti che formano la sua suggestiva laguna, da conoscere anche in occasione di eventi enogastronomici. Tutti da scoprire, poi, i paradisi naturali tutelati da due riserve naturali. Unita alla terraferma da una sottile striscia di terra, Grado custodisce un centro storico dalla grazia veneziana, dove sarà bello perdersi tra campielli e vicoli, sorvegliati dalle pittoresche case dei pescatori, strette una all'altra: affascinante mondo a sè dove sembra che il tempo si sia fermato. Nella splendida cornice di Campo dei Patriarchi nella "città vecchia" puoi ammirare gli edifici paleocristiani della Basilica di Santa Eufemia, dalla quale si erge l'Anzolo San Michele, simbolo della città stessa, con il Battistero e il Lapidario e la Basilica di Santa Maria della Grazie, la più antica di tutta Grado.

    La centrale Piazza Biagio Marin, fulcro della vita cittadina, è dedicata al famoso poeta locale: qui si possono ammirare i resti dell'antico insediamento della Basilica della Corte. Il centro storico appartiene ai pedoni che possono scoprire in tutta tranquillità i suoi aspetti più caratteristici. Passeggiando sul lungomare Nazario Sauro, poi si godrà di uno splendido panorama sul Carso, Trieste e la costa istriana.

  • Ippovia del Cormôr

    ciclovia nei pressi di Tricesimo

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    Da Buia (Ud) a Udine (Ud)

    Magnifico sentiero immerso nella natura, ben segnalato e quasi totalmente sterrato. Oltre ai ciclisti, la via è molto frequentata anche da escursionisti e piedi e a cavallo (lungo il percorso ci sono diversi maneggi). A parte la salita iniziale, non ci sono difficoltà significative. Attenzione alla pioggia che potrebbe rendere più insidioso il fondo sterrato.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 29 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta MTB
    Luoghi d'interesse Buia, Santo Stefano, Vendoglio, Laibacco, Fontanabona, Udine
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclovia nei pressi di Tricesimo (M. Saccomano, 2011)

    Descrizione

    I biker locali rimpiangono il vecchio percorso con sentierini, rami e canaletti a ostruire il passaggio, ma la nuova Ippovia ha creato grande interesse turistico nella zona. Non solo per i ciclisti, dal momento che questo percorso di 30 chilometri è apprezzato anche dagli amanti del trekking e delle passeggiate a cavallo. Il punto di partenza è Buia ma, volendo evitare la salita di circa un chilometro che porta all’omonimo monte, è possibile partire dai 335 metri d’altezza della cima per avere il vantaggio di cominciare la gita in discesa. La quota non è granché ma basta per osservare il bello sfondo montano, impreziosito dalle Cime dei Musi e dal Gran Monte, che ci accompagnerà nel corso di tutta l’escursione.

    La strada che scende dal monte Buia è una curva continua fino al torrente Cormôr, segnavia naturale fina a Udine, destinazione finale di questo percorso. Quasi tutti i paesi che si attraversano (o si avvicinano) sono stati ricostruiti dopo il terribile terremoto del 1976, eppure conservano gran parte di quell’armonia con il territorio collinare che avevano in origine. Finita la discesa, i primi colpi di pedale verso Vendoglio sono spettacolari, con passaggi nel bosco, attraverso terreni agricoli e in mezzo a distese prative. Tra l’altro il fondovalle concede diversi tratti all’ombra, un vero toccasana durante la stagione estiva. Il Cormôr scorre fedelmente al fianco della ciclabile ma a volte è quasi invisibile a causa della sede ribassata.

    Lungo il percorso dell’Ippovia non si trovano punti di ristoro: chi volesse fare una sosta per riposarsi e fare rifornimenti deve necessariamente abbandonare il percorso principale e inoltrarsi per le stradine che conducono ai centri abitati più vicini come Treppo Grande, Cassacco, Tavagnacco e Pagnacco.

    In prossimità della deviazione per il monte Albano, che permette di raggiungere il castello di Collaredo, siamo circa a metà strada. In questo tratto si possono ammirare le architetture in pietra che punteggiano le colline del Cormôr: si tratta di grandi cascinali che formano delle corti chiuse con scale esterne, sono le abitazioni tradizionali degli antichi abitanti della zona (ognuna infatti ha un nome proprio), organizzate come vere e proprie aziende agricole autosufficienti.

    Superato il monte Albano, la ciclabile scavalca l’autostrada A23 per dirigersi in direzione Fontanabona. Il carattere bucolico dell’Ippovia, qui, trova la sua massima espressione. Prima di arrivare a destinazione conviene concedersi un po’ di tempo per ammirare l’antica villa nobiliare di Fontanabona e il borgo collegato, che ha mantenuto l’impianto urbanistico dei tempi andati. Si raggiunge Udine dopo aver passato un gigantesco viadotto ferroviario che però non ha mai visto il passaggio di un convoglio. La linea Udine-Majano, infatti, non è mai stata completata

    IDEE PER LA SOSTA

    Pieve di San Lorenzo

    Sulla cima più alta dei colli di Buia sorge questa pieve nella quale, in seguito ai lavori di restauro e ristrutturazione avviati dopo il terremoto del 1976, sono state scoperte tracce di un’antica basilica paleocristiana. All’interno si possono ammirare una serie di affreschi dedicati alla Vergine Maria.

    Castello di Colloredo

    È uno dei più importanti castelli del Friuli. La costruzione fu iniziata per volere di Guglielmo di Mels nel 1302 e, nel corso dei secoli successivi, fu ampliato a più riprese. Ippolito Nievo vi abitò per diverso tempo e vi scrisse “Le confessioni di un italiano”. Al momento il castello non è visitabile all’interno.

    Loggia del Lionello

    I lavori per questa Loggia in stile gotico veneziano, in piazza Libertà a Udine, sono stati iniziati intorno alla metà del XV secolo per opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell’orafo Nicolò Lionello. Nel 1876 fu distrutta da un incendio ma Andrea Scala, che la restaurò, si attenne ai disegni del Lionello che ancora ci permettono di ammirarla nelle sue forme originali.