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Nella mappa qui sopra sono visualizzate alcune Greenways italiane che costituiscono parte delle reti EuroVelo e Bicitalia o che vi sono collegate. 

Secondo la dichiarazione di Lille (anno 2000) le Greenways sono “Communication routes reserved exclusively for non-motorised journeys, developed in an integrated manner which enhances both the environment and quality of life of the surrounding area. These routes should meet satisfactory standards of width, gradient, and surface condition to ensure that they are both user-friendly and low -risk for users of all abilities. In this respect, canal towpaths and disused railway lines are a highly suitable resource for the development of greenways».

Per approfondire si veda il sito dell'Associazione Europea delle Greenways: www.aevv-egwa.org

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  • Anello dei Colli Euganei

    itinerario tra Monselice ed Este

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    Da Terme Euganee (PD_) a Terme Euganee

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 60 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Terme Euganee, Monselice, Abbazia di Praglia
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso /yourls/collieuganei

    Alloggi per cicloturisti

    Fotoitinerario tra Monselice ed Este (L. Trevisan, 2012)

    Descrizione

    Non disponibile
  • Anello della Bassa Vallagarina

    Ciclabile nei pressi di Rivoli

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    Da Ponton di Sant'Ambrogio di Valpolicella a Ponton

    Il percorso ad anello, di circa 65 km completamente asfaltato e per l’80 % in sede propria, ondulato tra i vigneti, si sviluppa sui due lati del fiume Adige tra Ponton allo sbocco nella pianura e Borghetto di Trento, e più precisamente il Bici Grill di Avio, in vista dell’omonimo castello medioevale. La vista spazia sui fianchi dei monti circostanti, Lessini e Baldo e costeggia con belle vedute il fiume Adige. Lo sbocco nella pianura del fiume è caratterizzato da numerose fortificazioni austriache e da una strettoia del fiume tra alte pareti di roccia – Chiusa di Ceraino – particolarmente affascinate.

     

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 65 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse I forti della chiusa di Ceraino, il Castello di Avio, il paesaggio ed i vini della Terra dei Forti
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    FotoCiclabile nei pressi di Rivoli (M. Passigato, 2014)

    Descrizione

    Iniziamo la descrizione dal ponte sull’Adige di Ponton, imbocchiamo la strada lato destro Adige a bassissimo traffico che porta a Gaium, in prossimità di una chiesa svoltiamo a sinistra e saliamo sulla ciclabile che affianca il Canale Biffis. Proseguiamo lungo la ciclabile verso nord fino a scavalcare con significativa salita la Rocca di Rivoli e raggiungere l’omonimo paese ove la vista spazia sulla val Lagarina e sulle fortificazioni austriache che fanno capo alla chiusa di Ceraino. Da Rivoli proseguiamo con marcata discesa fino al foondo della val d’Adige e seguiamo la ciclabile di gran qualità fino a Mama d’Avio, circa 27 km dalla partenza. In prossimità del ponte sull’Adige è possibile rientrare subito a Ponton via Borghetto d’Adige, Peri, Dolcè, Ceraino e Volargne con circa altri 27 km, oppure proseguire per altri 5 km verso Trento lungo la ciclabile trentina fino al confortevole Bici Grill Ruota Libera per la sosta pranzo.

    Il ritorno per la ciclabile sulla sponda sinistra Adige è anch’essa in perfetta sede propria ben ondulata fino a Ceraino. Da Ceraino si segue per circa 1,5 km la strada statale con poco traffico che percorre la Chiusa di Ceraino e poi a Volargne si prende un’evidente strada a destra che tra i laboratori di taglio del marmo porta direttamente al ponte sull’Adige di Ponton da dove siamo partiti

    IDEE PER LA SOSTA

    RIVOLI

    Il paese di Rivoli si trova al centro dell’omonimo circo morenico formato dalla parte terminale del ghiaccio atesino; costituisce lo snodo tra la ciclabile Bicitalia 1 ed Eurovelo 7 che scende da Bolzano – Trento con le diramazioni verso il lago di Garda e Peschiera – Mantova Roma, e la ciclabile verso Verona detta ciclopista dell’Adige.

    Rivoli è famosa per le sue numerose fortificazioni austriache che ne circondano la conca e la sottostante chiusa di Ceraino e per la nota battaglia di Rivoli.

    La battaglia di Rivoli fu uno degli scontri decisivi combattuti dalle truppe francesi dell'Armata d'Italia, al comando del generale Napoleone Bonaparte, contro l', durante la primacampagna d'Italia, nel 1797. La battaglia di Rivoli fu la più brillante vittoria dell'Armata d'Italia durante la campagna del 1796-1797 e viene considerata la prima vera battaglia di annientamento combattuta e vinta da Napoleone Bonaparte nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera.

    AVIO

    Il Castello di Avio, o Castello di Sabbionara (Schloß Aue nei testi di lingua tedesca), è tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino. È situato nella frazione di Sabbionara d'Avio e grazie al suo imponente mastio domina la Vallagarina. Il castello è stato donato nel 1977 dalla contessa Emanuela di Castelbarco al Fondo Ambiente Italiano (FAI), che lo gestisce e ne cura la manutenzione.

    La collina di Sabbionara d'Avio, protetta alle spalle dalla montagna e dominante gli antichi guadi sull'Adige, era naturale che venisse scelta come punto di difesa e vedetta della valle, nonché luogo prestigioso di un potente.

    La Vallagarina che il castello domina fu una delle principali vie di comunicazione tra il Mediterraneo e l'Europa settentrionale, la pianura padana col mondo germanico. Le stesse arterie moderne non fanno che ripercorrere il medesimo tracciato dell'antica via Claudia Augusta, che attraversa la valle dal 15 a.C.

    Le prime fonti storiche che parlano di una fortezza costruita in questo luogo, con il nome Castellum Ava, sono datate 1053. Nel XIIsecolo I proprietari appartenevano alla famiglia dei Castelbarco, vassalli del Vescovo di Trento i quali, nel 1411, lo cedettero per testamento a Veneziani. Dopo questo passaggio di proprietà il Castello di Avio venne ampliato e decorato con una cappella in onore di San Michele insieme ad una facciata riportante gli stemmi dei loro dogi. Nel 1509 il maniero passò in mano alle truppe imperiali di MassimilianoI che, dopo aver fatto dipingere le proprie insegne araldiche, lo ipotecò ai Conti d'Arco. Ulteriori passaggi di mano fanno seguito a questa fase finché, nel XVIIsecolo, il castello ritornò ai Castelbarco.

    Nel 1977 Emanuela Castelbarco, nipote di Arturo Toscanini, donò al FAI il Castello di Avio e la fondazione iniziò subito a intervenire con lavori di restauro e recupero.

  • Ciclabile Valle dell'Anapo

    scorcio significativo della pista

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    Da Cassaro a Ferla (SR)

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 15 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Riserva Naturale di Pantalica
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/anapo

    Alloggi per cicloturisti

    Fotoscorcio significativo della pista (A. Dalla Venezia, 2014)

    Descrizione

    Non disponibile
  • Ciclopedonale su ex ferrovia Treviso-Ostiglia

    Tratto di ciclabile nel padovano

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    Da Treviso (ultimi 2 km in costruzione) a Grisignano di Zocco (VI)

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 50 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Treviso, ParcoSile, Ville Venete, Brenta, Piazzola
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/trevisoostiglia

    Alloggi per cicloturisti

    FotoTratto di ciclabile nel padovano (A.Dalla Venezia, 2012)

    Descrizione

    Non disponibile
  • Ciclovia Destra Po

    ciclabile nei pressi di Lanterna Vecchia

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    Da Stellata (Fe) a Gorino Ferrarese (Fe)

    Inserito nel progetto Eurovelo, l’itinerario Destra Po è il tratto centrale del percorso numero 8 (chiamato “The Mediterranean Route”) che collega Cadice con Atene. Soprattutto però è una delle piste ciclabili importanti d’Italia, lungo il fiume nazionale, il Po, e verso un altro elemento di forte richiamo, il mare. Pianeggiante e solo per pochi chilometri a traffico misto, è un viaggio alla portata di tutti.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 125 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Stellata, Gorino Ferrarese
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/destrapo

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi di Lanterna Vecchia (C. Pedroni)

    Descrizione

    È una delle ciclovie più lunghe d’Italia con una elevata quota ciclabile e, ormai, sono più di dieci anni (è stata inaugurata nel 2001) che fa sognare cicloviaggiatori provenienti da tutta Europa. Si parte da Stellata, affascinante borgo di pianura che, tra i pioppeti, nasconde il suo tesoro, la Rocca Possente. Si tratta di una fortezza costruita per controllare tutto l’entroterra ferrarese, all’estremo nord del territorio estense. A sorpresa, subito dopo il via, la pista si allontana decisamente dal Po (sarà l’unica volta nei suoi 125 chilometri di sviluppo) per condurre il ciclista a Bondeno: una deviazione obbligata dovuta alla necessità di aggirare il fiume Panaro che, qui, conclude il suo corso.

    Superata l’oasi di Bosco di Porporana si può notare alla base dell’argine la biconca del canale Boicelli, scavato agli inizi del Novecento come idrovia di collegamento con il Po di Volano. Quando sul contachilometri appare il numero 35, eccoci alle porte di Pontelagoscuro, che anticipa di poco la splendida Ferrara, città d’arte e… di biciclette. I collegamenti tra la pista e il capoluogo romagnolo sono assicurati da due ciclabili, la prima (e più breve) parte proprio da Pontelagoscuro, la seconda da Francolino.

    Un tempo importante porto commerciale sul Po, non è un caso che Francolino debba il suo toponimo a “luogo franco”. Qui si torna a pedalare sull’argine del fiume mentre il Po inizia a scorrere per alcuni chilometri lungo argini senza golene. Visto il continuo innalzamento del livello delle acque per l’apporto di materiale sedimentario, infatti, gli argini vengono alzati sempre di più, tanto da sembrare delle grandi muraglie verdi. A Ro si trova il ponte che permette di sconfinare a Polesella, in territorio Veneto, mentre sull’argine destro, poco oltre, si incontra l’oasi Mulino sul Po dove si può visitare un magnifico esempio di mulino fluviale.

    Le case che si intravedono dalla ciclabile intorno al chilometro 50 sono quelle di Guarda Ferrarese, tra cui spicca la chiesa settecentesca con la facciata rivolta verso al fiume. Si viaggia in un ambiente ben conservato e, con un po’ di attenzione, si possono avvistare alcune case che, in passato, erano abitate dai golenanti. A Serravalle ci si trova di fronte alla prima biforcazione del Po: sulla destra, infatti, si stacca il ramo del Po di Goro, che origina l’ampio territorio deltizio fino all’Adriatico.

    In questo bivio la pista ciclabile segue il Po di Goro che, nel primo tratto, scorre parallelo al Canal Bianco. È questo binario fluviale che ci accompagna fin quasi a Mesola, inconfondibile anche in lontananza per via del suo maestoso Castello, voluto nel Cinquecento dal duca Alfonso II d’Este in prossimità di un vastissima tenuta di caccia.

    Siamo ormai vicini al limite dei 100 chilometri dalla partenza da Stellata. La pista si immerge nell’ansa che precede la piega verso sud che il Po di Goro prende subito dopo Mesola. Una curva che circoscrive una delle aree naturalistiche più importanti del Parco del Delta del Po e che, in bicicletta, si può ammirare da posizione privilegiata. Si passa di fronte alla macchia del Bosco di Santa Giustina, poi è la volta della discreta e allungata Isola Rossi, su cui abbonda il salice bianco.

    Sono le ultime sorprese di una ciclabile fantastica che ormai è giunta al suo capolinea: Gorino Ferrarese.

    IDEE PER LA SOSTA

    Ferrara

    Chi decidesse di allungare un po’ il percorso per visitare Ferrara, difficilmente se ne pentirà. Il ritmo della città è dettato dalle biciclette, il mezzo di trasporto di gran lunga più utilizzato. Imperdibile il Castello Estense (per informazioni: www.castelloestense.it), simbolo della città.

    Oasi di Ro

    Boschetti di salici e pioppi, fanno da rifugio alla fauna selvatica mentre la campagna circostante, ricca di siepi e filari di piante, riporta il visitatore alla suggestiva atmosfera bacchelliana, arricchita dalla ricostruzione storica dell’antico mulino. Proprio Il Mulino del Po che è il romanzo più noto (racconta quattro generazioni della famiglia Scacerni attraverso un secolo di storia, dalla fine del periodo napoleonico fino alla Prima guerra mondiale) di Riccardo Bacchelli, a cui l’oasi è dedicata.

    Parco del Delta del Po

    Il Delta del Po è un complesso sistema di diramazioni fluviali attraverso cui il fiume Po sfocia nell’Adriatico. Un territorio in equilibrio tra acqua e terra che interesserà i visitatori per le sue molteplici attività: dall’acquacoltura alla pesca tradizionale, fino a una varietà senza pari di flora e fauna. Per informazioni: www.parcodeltapo.it

    Crociere sul Delta

    A Gorino Ferrarese, destinazione finale della ciclovia, è possibile organizzare piacevoli crociere fluviali alla scoperta del Delta del Po. Per informazioni: www.motonaveprincipessa.it

  • Greenways

    Nella mappa qui sopra sono visualizzate alcune Greenways italiane che costituiscono parte delle reti EuroVelo e Bicitalia o che vi sono collegate.

    Secondo la dichiarazione di Lille (anno 2000) le Greenways sono “Communication routes reserved exclusively for non-motorised journeys, developed in an integrated manner which enhances both the environment and quality of life of the surrounding area. These routes should meet satisfactory standards of width, gradient, and surface condition to ensure that they are both user-friendly and low -risk for users of all abilities. In this respect, canal towpaths and disused railway lines are a highly suitable resource for the development of greenways».

    Per approfondire si veda il sito dell'Associazione Europea delle Greenways: www.aevv-egwa.org

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  • Pista ciclabile Bassa Atesina

    ciclabile su ex ferrovia a Bolzano

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    Da Bolzano (Bz) a Salorno (Bz)

    Più che qualche salitella, il vero punto debole di questa ciclabile sono i tratti in cui affianca l’autostrada. Per fortuna sono pochi e abbastanza brevi. Per il resto dei suoi 36 chilometri la pista è una piacevole sorpresa, tra ponti di ogni genere e immensi frutteti. Con una quindicina di chilometri extra, è possibile allungare il percorso fino a Trento.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 36 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bolzano, Ora, Egna, Salorno
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/bassaatesina

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile su ex ferrovia a Bolzano (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    Si parte dal centro di Bolzano, di fronte all’avveniristico Teatro Comunale inaugurato nel 1999. Ci dirigiamo in direzione Ponte Loreto per poi svoltare su un ponte che ci porta sulla ciclabile. Costeggiando la riva del fiume Isarco proseguiamo verso la Bassa Atesina: poco più avanti ecco il bivio, da una parte la ciclabile che porta a Merano e Appiano, dall’altra quella per Salorno Trento. Noi proseguiamo praticamente dritti, verso Trento, e di fatto abbiamo già messo le ruote sulla famosa Via Claudia Augusta, ora anche ciclabile della Val d’Adige.

    La pianura erbosa che circonda il corso del fiume si chiama Ischia Frizzi ed è l’habitat ideale per numerose specie di uccelli. Spesso dalla sella può capitare di fare avvistamenti davvero insoliti… ma attenzione a non perdere di vista la strada! Dopo aver raggiunto e superato il ponte di Vadena, sotto la parete di granito che nasconde l’altopiano e i laghi di Monticolo, buttando lo sguardo all’orizzonte si ha una buona prospettiva per osservare la strozzatura di Salorno, vale a dire il punto in cui la valle si chiude, che poi è anche la destinazione finale della nostra pedalata.

    Passiamo un altro ponte sull’Adige, questa volta è quello di Bronzolo che, con la sua massiccia struttura di metallo smaltato di bianco, indica la giusta direzione verso Ora. In questo tratto la ciclabile è una splendida passerella all’ombra degli incombenti rilievi e vicina al fiume Adige. Più avanti, invece, tra Ora ed Egna, per oltre un chilometro si affianca all’autostrada perdendo decisamente punti. Lungo tutto il percorso è facile trovare aree di sosta dove si può anche fare rifornimento d’acqua: un’ottima notizia visto che in estate la temperatura può essere molto elevata.

    Molto buona anche la segnaletica della pista, con diversi cartelli lungo la ciclabile che segnalano il numero di chilometri che ci separano dalla prossima destinazione e da quella finale. Destinazioni che, nel punto in cui ci troviamo, coincidono visto che siamo ormai in vista di Salorno. Arriviamo al capolinea della ciclabile della Bassa Atesina al termine di un lungo passaggio tra i meleti che contraddistinguono tutto il paesaggio della valle.

    IDEE PER LA SOSTA

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria.

    Castel Firmiano

    Imponente architettura alla periferia sudoccidentale di Bolzano, domina dall’alto il corso del fiume Adige. In seguito a un’accurata ristrutturazione, ospita la sede principale del Museo della Montagna, ideato dall’alpinista Reinhold Messner e inaugurato il 9 aprile 2006. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Castello di Salorno

    Piccolo ma inconfondibile castello arroccato in cima a uno spuntone di roccia sopra l’omonimo paese. Costruito tra il XII e il XIII secolo dai nobili di Salorno passò agli Asburgo per mano di Federico III che, nel 1463, giustiziò pure il nobile proprietario Hans von Spaur. Oggi appartiene al barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi che l’ha restaurato e aperto al pubblico. Per informazioni: http://haderburgschenke.com/it

  • Pista ciclabile della Val d'Adige trentina

     

    Da Salorno (BZ) a Borghetto di Avio

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Avio
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valadigetrentina

    Alloggi per cicloturisti

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    Descrizione

    Non disponibile
  • Pista ciclabile della Val d’Adige da Bolzano a Merano

    ciclabile lungo l'Adige tra Bolzano e Merano

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    Da Bolzano (Bz) a Merano (Bz)

    La salita che porta da Bolzano a Merano è talmente leggera (appena 80 metri di dislivello in 30 chilometri) da non risultare quasi percepibile. Questo itinerario, facile e alla portata di tutti, permette inoltre interessanti “allacciamenti” con altre piste ciclabili: quelle per Bressanone, Caldaro, Trento, la val Passiria e la val Venosta.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 28 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bolzano, Nalles, Lana, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/adigebolzanomerano

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile lungo l'Adige tra Bolzano e Merano (M. Passigato, 2010)

    Descrizione

    Si parte da Bolzano e si pedala in direzione sud seguendo il corso del fiume Isarco. Appena fuori dai confini urbani la pista ciclabile si immerge nei frutteti che rappresentano un po’ il filo conduttore di questo percorso. Qualche chilometro più avanti è già ora di lasciare l’Isarco per seguire l’Adige, imboccando l’omonima valle. Da questo momento in avanti si pedala costantemente in leggera salita, ma il dislivello è talmente minimo che quasi non ci si accorge della pendenza sfavorevole.

    In Val d’Adige si attraversano subito due passaggi a livello per poi proseguire sull’argine orientale del fiume. Si passa in mezzo agli abitati di Andriano e Terlano che si trovano proprio uno di fronte rispetto alla ciclabile. Questa è zona di produzione del Terlano, un vino bianco dal colore giallo paglierino a denominazione di origine controllata, la cui produzione è consentita solo in provincia di Bolzano.

    Se il vino e la frutta sono produzioni tipiche di tutta la valle i roseti sono una prerogativa di Nalles, un piccolo comune che si trova a metà strada tra Merano e Bolzano e che, già ai tempi degli antichi romani, era una stazione lungo la Via Claudia Augusta. Nalles merita una visita, per farla però sarà necessario abbandonare la ciclabile e affrontare una piccola salita. Gargazzone, invece, è un piccolo centro che si trova proprio a fianco della pista e offre al visitatore che decide di sostare in zona un’area naturale protetta, il Biotopo Laghetto di Gargazzone.

    Ancora qualche chilometro e ci troviamo alla stazione di Lana dove proseguiamo in direzione di Postal. Qui dobbiamo abbandonare la pista e prendere la strada provinciale verso Sinigo, che si raggiunge in pochi chilometri. Si torna sulla pista ciclabile e, poco più avanti, ecco Maia Bassa. Ormai siamo alle porte di Merano. Volendo è possibile collegare questa ciclabile con quella che si inoltra in Val Passiria, fino a San Leonardo o addirittura a Vipiteno. In questo caso, però, bisogna considerare che, dopo Merano, la salita diventa decisamente più impegnativa con pendenze non proprio alla portata di tutti.

    IDEE PER LA SOSTA

    Castello di Brunico

    Costruito nel 1251 dal vescovo di Bressanone Bruno von Kirchberg, il castello di Brunico è raggiungibile dal centro del paese con una piccola passeggiata. All’interno si trova un bel cortile con torre circolare mentre ai piani superiori ci sono alcune delle stanze vescovili e una piccola cappella. Dal 2011 una delle sue ali è diventata (la quinta) sede del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Plan de Corones

    La salita per questo luogo magico è uno sterrato micidiale di circa 5 chilometri con pendenze che arrivano al 24% e comunque mai inferiori al 14%. Ognuno dei 13 tornanti è dedicato a un vincitore del Giro d’Italia. L’ultimo, prima dell’arrivo, porta il nome di Marco Pantani. Per fortuna, per salire a Plan de Corones, c’è una comoda funivia: da qui si gode di un panorama fantastico, dalla Marmolada al Val Venosta.

    Castello di Tures

    Potreste trovarlo anche scritto così: Burg Taufers, che è il nome tedesco di questo castello medioevale in posizione dominante su Campo Tures. La fortezza svetta su un promontorio che forma una chiusa naturale e che determina, geograficamente, l’inizio della Valle Aurina. Qui Ettore Scola ha girato “La più bella serata della mia vita”, film con Alberto Sordi. Per informazioni: telefono 0474/678053, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Pista ciclabile della Val Venosta

    La ciclabile della Val Venosta

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    Da Malles (Bz) a Merano (Bz)

    È una delle piste più belle dell’Alto Adige e, a suo vantaggio, può giocarsi anche la costante discesa che accompagna il ciclista verso la destinazione finale (tra la partenza e l’arrivo c’è un dislivello di quasi mille metri). Adatta a tutti, si può “spezzare” facilmente grazie alla linea ferroviaria che corre lungo tutta la valle.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 65 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Malles, Prato allo Stelvio, Silandro, Naturno, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valvenosta

    Alloggi per cicloturisti

    FotoLa ciclabile della Val Venosta (A. Dalla Venezia, 2010)

    Descrizione

    Merano è l’arrivo di questa ciclabile ma, per la maggior parte dei ciclisti, rappresenta il vero punto di partenza, essendo la località più facile da raggiungere. Da qui conviene prendere il trenino - che carica le biciclette senza problemi - per poi affrontare la ciclabile con il favore della discesa. La ferrovia, tra l’altro, è l’occasione giusta per ammirare il maestoso massiccio dell’Ortles e le futuristiche stazioni di Rablà, Stava e Ciardes, di recente costruzione.

    Scesi dal treno, vale la pena concedersi un po’ di tempo per visitare Malles che, oltre a essere uno dei quattro comuni italiani a confinare con due stati diversi (gli altri tre sono Courmayeur, Curon Venosta e Tarvisio), segna la confluenza di tre valli laterali: Val di Mazia, Valle di Planol e Valle Slingia. Dopo una sosta all’ombra dei campanili romanici di Malles, si parte in direzione Glorenza che si raggiunge nel giro di pochi chilometri. La piccola cittadina, affacciata sull’Adige, è cinta da antiche mura perfettamente conservate e, con il suo fascino pittoresco, attirerà senz’altro l’attenzione dei fotografi.

    Lo sviluppo della pista, che pure segue il corso del fiume, è meno lineare di quel che ci si aspetterebbe e dopo aver puntato verso sud-est, piega a sud-ovest verso Prato allo Stelvio, costeggiando l’omonimo parco nazionale. Qui comincia la salita che porta al passo carrabile più alto d’Italia, 2.758 metri sul livello del mare, amatissimo dai ciclisti, ma, fortunatamente, la nostra pista resta in pianura per immergersi in sconfinate distese di meleti. Alberelli bassi e (in stagione) carichi di frutta occupano tutto l’orizzonte di valle, almeno fino ai primi pendii dove conifere e latifoglie segnano un confine netto. Superato il campanile rosso di Cengles, per un lungo tratto unico riferimento visivo, in prossimità di Lasa ritroviamo le acque dell’Adige che ci accompagnano fino a Silandro. Per vistare il paese occorre una piccola deviazione perché la pista si perde nuovamente tra i meleti fino a Laces. Qui la valle si strozza e in poche decine di metri si trovano affiancate la strada statale, la ferrovia, il fiume e naturalmente anche la pista ciclabile. Si tratta comunque di un tratto piuttosto breve: in prossimità di Naturno, cinque chilometri più avanti, la valle si è aperta e l’unico, gradito, compagno di viaggio resta l’Adige.

    Prima di arrivare a destinazione si può fare una breve deviazione per raggiungere l’abitato di Parcines, dove ha sede il curioso Museo delle Macchine per scrivere. Chi fosse più interessato ai prodotti della terra può optare per una sosta a Lagundo centro a vocazione agricola che, al fianco dei soliti meleti, può vantare anche diversi ettari di vigna. Un tratto in leggera discesa annuncia l’ingresso a Merano.

    IDEE PER LA SOSTA

    Abbazia di Monte Maria

    È il monastero benedettino più alto d’Europa, si trova a 1.335 metri sul livello del mare, in località Burgusio, poco lontano da Malles. La parte più antica dell’abbazia è la cripta in cui si possono ammirare affreschi romanici con influenze bizantine. Per informazioni: www.marienberg.it

    Museo delle Macchine per scrivere

    Nel 1993, in occasione del centesimo anniversario della scomparsa di Peter Mitterhofer, considerato l’inventore della macchina per scrivere, il Comune di Parcines ha allestito un museo con centinaia di pezzi. Aperto tutto l’anno, visite guidate solo in luglio e agosto. Per informazioni: www.schreibmaschinenmuseum.com

    Castello Juval

    Sopra l’abitato di Naturno, dove la Val Venosta incontra la Val Senales, il castello Juval deve il suo nome al latino Mons Jovis (monte di Giove). Citato per la prima volta nel 1278, oggi il castello è residenza estiva dell’alpinista Reinhold Messner che l'ha parzialmente adibito a museo: sono esposte opere di arte tibetana e una collezione di maschere dai cinque continenti. È una delle cinque sedi del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Merano International WineFestival

    Ideato nel 1992 da tre amici meranesi accomunati dalla passione per i grandi vini e i prodotti gastronomici d’eccellenza, è ormai diventato un evento di livello internazionale. Si svolge ogni anno a novembre con l’intento di stimolare con contatto diretto dei consumatori con vignaioli e produttori. Per informazioni: www.meranowinefestival.com

  • Pista ciclabile della Valle Isarco: Brennero - Bolzano

    Mezzaselva

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    Da Brennero (Bz) a Bolzano (Bz)

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’ideale per il cicloturismo di qualunque genere: è ben asfaltata e segnalata, sempre in sede protetta e con il vantaggio non da poco di essere costantemente in discesa. Priva di difficoltà, ma assai generosa negli spunti turistici, si presta benissimo ai viaggi familiari.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Brennero, Vipiteno, Fuldres, Fortezza, Bressanone, Chiusa, Bolzano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valleisarcobrennerobolzano

    Alloggi per cicloturisti

    FotoMezzaselva (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’inizio della Ciclopista del Sole, una dorsale pensata per il turismo lento che dovrebbe collegare l’Alto Adige con la Calabria, per poi estendersi anche in Sicilia e Sardegna. Il progetto è stato presentato per la prima volta dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a VeloCity, nel 1991.

    Si parte dal passo del Brennero, 1.370 metri di altezza, che si può raggiungere facilmente anche in treno da Verona o Bolzano. I grandi spazi progettati per quella che un tempo era una frontiera caotica di uomini e merci, oggi appaiono decisamente fuori scala. I primi chilometri sono in forte discesa e può essere una buona idea trovare dei punti in cui sostare per far riposare un po’ i freni e… le mani. Purtroppo in questo tratto la pista ciclabile passa proprio di fianco all’autostrada e il rumore del traffico motorizzato toglie un po’ di fascino a questi chilometri.

    Dopo circa 10 chilometri si raggiunge Colle Isarco, punto d’incrocio tra l’omonima valle e quella di Fleres, verso ovest. Poco più avanti si arriva a Vipiteno: l’ingresso è di quelli memorabili visto che si passa proprio sotto la torre che è il simbolo della città, la Zwölfertum, per poi proseguire lungo la via principale. Vipiteno, Sterzing in tedesco, è tagliata dal fiume Isarco e situata a poco meno di mille metri sul livello del mare. Ottima scelta per una sosta, soprattutto per i golosi che nelle pasticceria del centro potranno trovare torte di ogni genere.

    Si torna a pedalare su un tratto piuttosto monotono, un lungo rettilineo proprio di fianco all’autostrada che, in estate, può essere anche molto assolato vista la mancanza di vegetazione. Prima di arrivare a Bressanone si passa da Fuldres, si scavalca l’Isarco e si costeggia il lago artificiale di Fortezza. Come Vipiteno, anche Bressanone richiama il ciclista a una sosta quasi obbligatoria: oltre al Duomo di origine romanica, ma oggi evidentemente barocco, e la sua piazza, la cittadina offre servizi di ogni tipo, meccanici compresi. Raramente un contesto urbano si presta così piacevolmente al transito ciclistico (la stesse impressione si ripeterà a Bolzano). Per questa ragione, forse, può capitare di lasciare Bressanone con la stessa allegria con cui si riparte dopo una sosta a una cascata o a un belvedere.

    Peccato che anche in questo tratto le aree pic-nic siano piuttosto scarse: trovare sedie e tavolini lungo il percorso è quasi impossibile, per non parlare dei rifornimenti idrici. La situazione cambia decisamente in meglio dopo aver superato Chiusa e, fino a Bolzano, anche i tratti vicino alla statale sono pochissimi.

    La città di Bolzano accoglie il ciclista con una rete di piste ciclabili che nel nostro Paese è davvero una rarità. Non a caso, negli ultimi anni, il capoluogo altoatesino si è guadagnato il titolo di città più ciclabile d’Italia (secondo un dossier di Legambiente) con il 28 per cento dei suoi abitanti che ogni giorno usano la biciclette per muoversi in città.

    IDEE PER LA SOSTA

    Acquarena

    Per chi viaggia in famiglia, un’attrazione imperdibile è quella offerta, in ogni periodo dell’anno, da questa cittadella del divertimento d’acqua, a due passi dal centro di Bressanone, tra scivoli, piscine per tutte le età e temperature, al chiuso e all’aperto, con l’immancabile corredo di trattamenti benessere. Per scoprirlo: www.acquarena.com

    Gastronomia altoatesina

    Il Tirolo è una realtà estremamente eterogenee. Bressanone, che è la città più importante della regione, è un buon posto per assaggiare quelle specialità diffuse un po’ in tutte le valli e variamente rivisitate. Le più significative sono: strudel, canederli, crauti, würstel, strauben e speck. Ma la vera specialità di Bressanone sono gli spätzle, gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua.

    Festival dei canederli

    L’appuntamento con la sagra dedicata alla più famosa specialità gastronomica tirolese è per la seconda domenica di settembre: nelle vie del paese vengono apparecchiati lunghissimi tavoli (arrivano fino a 300 metri) e gli ospiti banchettano con i canederli. Per informazioni: www.sagradeicanederli-vipiteno.com

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria scolpito da Hans von Schussenried.

  • Pista ciclabile della Valsugana

    la ciclabile in livrea autunnale

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    Da Calceranica (Tn) a Pianello-Vallon (Tn)

    L’austera Valsugana, vista dalla bicicletta, è un’autentica rivelazione, un lungo susseguirsi di borghi e piccole cittadine adagiate lungo un itinerario affascinante che resta dolce nonostante alcuni tratti in leggera salita. Il lago di Caldonazzo e l’elegantissima Borgo Valsugana sono i punti clou di una pista ciclabile ben segnalata e priva di difficoltà significative, l’ideale per ogni tipo di gamba e di bici.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 44 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Caldonazzo, Levico Terme, Borgo Valsugana
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valsugana

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile in livrea autunnale (M. Passigato, 2013)

    Descrizione

    L’incursione alla scoperta della Valsugana parte da una delle sue maggiori attrazioni turistiche: il lago di Caldonazzo. Con una superficie di circa cinque chilometri quadrati è il più grande lago interamente trentino. Un tempo le sue acque bagnavano anche la vicina Pergine, ma in seguito alle bonifiche del Settecento, le sue sponde si sono ritirate di quasi un chilometro. Si parta dal piccolo comune di Calceranica che ospita la più antica chiesa di tutta la Valsugana, quella dedicata a S. Ermete, risalente al I secolo d.C.

    Dopo pochi chilometri dalla partenza si raggiunge Caldonazzo, il borgo che ha dato il nome all’omonimo lago e che si trova all’interno di un´ampia pianura compresa tra frutteti e il torrente Centa. La cittadina lacustre offre una piacevole passeggiata tra stradine e abitazioni tipicamente trentine, dominate dalla sagoma merlata della Magnifica Corte Trapp (del XVI secolo), residenza-castello dove un tempo si amministrava la giustizia.

    Quando si ritorna in sella e ci si lascia alle spalle il lago si comincia a seguire il Brenta che, oltre il confine trentino di questa ciclabile, arriva fino Bassano del Grappa e poi nel mar Adriatico nei pressi di Chioggia. Pedalare in mezzo ai meleti della Valsugana (qui si raccolgono circa 200 mila quintali di mele all’anno) è un piacere che può mettere anche un certo appetito. Meno male che a Levico Terme si incontra il bici-grill “Big Fish”, un’area attrezzata che mette a disposizione del ciclista una piccola officina per le riparazioni, servizi igienici e panchine per fare il picnic in tutto comfort.

    Levico Terme, ovviamente, merita una sosta a prescindere dal bici-grill. Città d’acqua d’impronta ottocentesca fa delle acque termali il suo punto di forza: le proprietà arsenicali-ferruginose, uniche in Italia, hanno una riconosciuta azione terapeutica, anche se forse non sono esattamente il tipo di trattamento adatto al ciclista. Ma oltre al benessere, Levico offre ai suoi ospiti passeggiate sui colli circostanti, fra castelli e biotopi, o nell’antico centro storico alla scoperta dell’artigianato tipico.

    La strada per Pianello-Vallon è ancora lunga ed è meglio non attardarsi troppo tra i piaceri di Levico. Anche perché lungo la ciclabile della Valsugana, in alta stagione (cioè i mesi primaverili e autunnali), è possibile trovare un bel traffico, visto che sono molti i ciclisti della zona a darsi appuntamento proprio qui. Nei pressi di Novaledo, la ciclabile affronta un tratto di traffico promiscuo ma non c’è da preoccuparsi: difficilmente il numero delle macchine sarà superiore a quello delle bici. Un lungo rettifilo annuncia Borgo Valsugana: l’abitato è tagliato dal fiume Brenta ed è connotato da una particolare impronta veneta. Dominato dall’imponente Castel Telvana, Borgo Valsugana è una cittadina caratteristica: il centralissimo Corso Ausugum con i portali barocchi e le botteghe per l’acquisto dei prodotti tipici è un passaggio da non mancare.

    Nell’ultimo tratto fino al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, capolinea della pista ciclabile, la valle continua a essere larga e soleggiata, così da restare godibile fino alla fine del pomeriggio. Diversa la situazione nel tratto fino a Bassano del Grappa. Ma questa è un’altra storia. Anzi, un’altra pista ciclabile.

    IDEE PER LA SOSTA

    Ferrovia della Valsugana

    La sua costruzione è cominciata nel 1908: questa ferrovia, ancora in funzione tra Trento e Venezia, svolge un utile servizio in appoggio alla pista ciclabile. Per informazioni: www.trasporti.provincia.tn.it

    Sentiero dei castelli

    Con tre-quattro ore a disposizione e gambe da sgranchire si può seguire a piedi da Borgo Valsugana la segnaletica del ‘Sentiero dei Castelli’ che tocca tra l’altro, il panoramicissimo e suggestivo Castel Telvana (ora di proprietà privata, non visitabile all’interno), oltre a tracce di altre fortificazioni, chiesette antiche, nello scenario dei boschi della valle.

    Museo degli spaventapasseri

    A Marter, poco prima di arrivare a Borgo Valsugana, si trova questo museo che nella classifica dei più bizzarri d’Italia sarebbe di certo nelle prime posizioni. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e, a completare virtualmente la collazione, c’è pure una ricca mostra fotografica. Per informazioni: www.lacasadeglispaventapasseri.net

  • Pista ciclabile Val di Sole

     

    Da Mostizzolo (Tn) a Cogolo (Tn)

    Quasi 600 metri di dislivello possono farsi sentire, soprattutto nell’ultimo tratto, quando la pendenza diventa più maligna. Per il resto la ciclabile, che si sviluppa lungo il corso del fiume Noce, non presenta difficoltà di alcun tipo, è ben segnalata e spaziosa. La comodità del treno Dolomiti Express e del Bici Bus, attrezzati per il trasporto delle bici, mettono una marcia in più a questa ciclabile.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 34 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Mostizzolo, Malè, Dimaro, Mezzana, Fucine, Cogolo
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valdisole

    Alloggi per cicloturisti

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    Descrizione

    Il percorso ciclopedonale della Val di Sole inizia in corrispondenza del ponte di Mostizzolo, poco lontano dalla stazione ferroviaria sulla linea Trento-Malè. Il ponte scavalca una profonda forra, proprio dove il Noce si getta nel Lago di Santa Giustina, un esteso bacino chiuso da una diga. Il primo tratto di valle, nonostante la quota ancora piuttosto bassa, è quello che si caratterizza per uno scenario più marcatamente alpino, con diversi chilometri all’interno di una splendida abetaia.

    Più si macinano chilometri e più il bosco lascia spazio ai frutteti e ad ampie distese prative. Si pedala sempre sulla destra idrografica del Noce e, in breve, si raggiunge il punto di confluenza con il torrente Rabbies, che scende dalla Valle di Rabbi e si versa nel fiume di valle, a un chilometro da Malè. Ancora qualche colpo di pedale ed eccoci nell’abitato del capoluogo della Val di Sole, raccolto nei suoi soli duemila abitanti.

    A questo punto ci siamo già lasciati alle spalle 10 chilometri, quasi un terzo dell’intero percorso, e chi sentisse il bisogno di una sosta può approfittare dell’area attrezzata che si incontra all’altezza di Ponte Stori. Sei chilometri più avanti, prima di Cavizzana, bisogna affrontare 400 metri di salita che però non conducono all’abitato, che si trova ancora più in alto, bensì a una discesa verso il Noce attraverso distese di frutteti. Raggiunta la sponda del fiume, ci troviamo ai piedi dell’imponente Castel Caldes e della Rocca di Samoclevo, che ci sovrastano dall’alto della valle. Adesso la pista è quasi completamente in piano e prosegue attraverso i vasti prati che precedono il paese di Dimaro, all’inizio della Val Meledrio, dove si biforca la strada che porta a Madonna di Campiglio.

    Dopo aver superato Dimaro è la volta di Mestriago e Mezzana, che si può facilmente riconoscere dal grande centro sportivo. Se l’appetito comincia a farsi sentire vale la pena resistere fino a Pellizzano (Km 25), che si trova poco più avanti. Qui infatti è stato allestito un nuovo bici grill, ideale per una sosta e un picnic. Si prosegue ancora in piano verso Ossana, inconfondibile per via del Castello di San Michele, ben visibile da chilometri di distanza.

    Fucine è il crocevia tra la Valle di Sole e la Valle di Peio e segna l’inizio della salita finale che conduce a Cogolo. Qui ci troviamo a quota 985 metri sul livello del mare, dobbiamo arrivare a quasi 1.200. Dopo esserci lasciati alle spalle Fucine continuiamo in direzione nord ovest mentre la pista ciclabile si inoltra nella valle di Peio. La valle è molto più stretta e, per raggiungere Cogolo, siamo costretti ad attraversare il Noce per ben tre volte mentre la salita diventa sempre più tosta. Curiosamente l’ingresso a Cogolo avviene in discesa, attraversando un ponte che immette direttamente sulla strada principale del paese.

    IDEE PER LA SOSTA

    Museo della Civiltà Solandra di Malè

    Aperto al pubblico nel 1979, mette in mostra circa 1.600 attrezzi che testimoniano i modi di vita di un tempo e ricostruisce due ambienti tipici della casa solandra. Una sezione del museo è riservata alla vita e alle scoperte del micologo Giacomo Bresadola, morto nel 1929. Per informazioni: telefono 0463/901272.

    Pieve dell’Assunta

    Si trova a Malè e viene citata per la prima volta in un documento del 1183 ma lo stile neogotico risale a una ristrutturazione di fine Ottocento su un progetto dell’architetto Enrico Nordio. È uno dei tesori artistici più preziosi di tutta la Val di Sole.

    Rocca di Samoclevo

    Si raggiunge dall’omonimo paesino, al termine di una passeggiata di circa mezz’ora lungo la strada “delle Piscine”: il nome viene da una leggenda del passato, che racconta di una battaglia così cruenta da riempire di pozzanghere di sangue tutte questi sentieri. Dall’alo si può godere di una vista fantastica sulla valle e ammirare i frutteti che la circondano.

  • Strada del Vecchio Trenino: Pista ciclabile da Asiago a Canove

     

    Da Asiago (Vi) a Campiello (Vi)

    È uno degli itinerari ciclabili più battuti dell’Altopiano di Asiago e nonostante il fondo sterrato e qualche salitella non presenta difficoltà insormontabili. Il percorso è ben segnalato e si presta a gite primaverili, estive e autunnali. Il numero contenuto dei chilometri permette di fare avanti-indietro senza superare la mezza giornata di escursione.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 14 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Asiago, Canove
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Percorso turistico sul sedime della ex ferrovia Schio-Rocchette-Asiago (da qui il nome Strada del Vecchio Trenino), a scartamento ridotto e a cremagliera nel tratto che affrontava l’impegnativa salita del Costo. Lungo i 14 chilometri del percorso si alternano prati e boschi restando sempre ai margini dei paesi e lontano dalle strade trafficate. Si parte da Asiago e fino a Canove di Roana si può trovare un certo traffico: sono gli abitanti dei due paesi che qui vengono a passeggiare, fare jogging, spingere le carrozzine. I dislivelli sono sempre moderati e il fondo, anche se prevalentemente sterrato, è molto ben curato e non nasconde alcuna insidia.

    A Canove di Roana merita una visita il piccolo Museo della Grande Guerra che, proprio sull’Altopiano, ha visto sparare il primo colpo di mortaio dal Forte Verena: erano le prime ore del giorno del 24 maggio 1915. Chi non fosse interessate alle tragiche vicende del passato, proprio di fronte all’ingresso del museo, può scattare una foto ricordo insieme alla Vaca Mora, la locomotiva del trenino a cremagliera che si gode un meritato riposo dopo anni di onorato e faticoso servizio. Da questo punto in poi la salita comincia a farsi un po’ più decisa anche se resta sempre pedalabile. Entriamo in un’abetaia profumata, da cui si esce quasi a malincuore (ma al ritorno ci si ripassa!).

    Siamo ormai in vista dell’abitato di Cesuna che troviamo subito dopo un vecchio casello ferroviario. Dentro il paese la strada diventa asfaltata: mancano un paio di chilometri all’arrivo finale a Campiello ma, prima, c’è ancora la possibilità di una deviazione al Forte Corbin, imponente fortificazione costruita proprio in cima a uno sperone roccioso a picco sulla Val d’Astico. Il forte si raggiunge dalla pista ciclabile in pochi minuti.

    Appena fuori da Cesuna ecco una bella sorpresa: una galleria di 350 metri vanta una spettacolare illuminazione che si accende alla bisogna: poco prima di entrare nel tunnel, infatti, il ciclista viene intercettato da una fotocellula che accende l’impianto. Ormai manca pochissimo a Campiello dove, dopo un po’ di meritato relax, si può girare la bicicletta e tornare ad Asiago. Questa volta, però, la strada sarà quasi tutta in discesa.

    IDEE PER LA SOSTA

    Asiago doc

    Il Consorzio di tutela del formaggio Asiago garantisce che solo il formaggio che rispetta certi criteri di produzione sia chiamato, riconosciuto e venduto come Asiago. Il più pregiato è lo Stravecchio, che è un presidio Slow Food. Prima o dopo la gita in bicicletta ritagliatevi il tempo per una degustazione. Per informazioni: www.asiagocheese.it

    Museo della Grande Guerra

    Sono esposti soprattutto gli armamenti con cui la guerra è stata combattuta: granate, fucili, baionette ed elmetti. Ma quel che colpisce di più sono gli effetti personali dei soldati come le corone del rosario, i bottoni, le piastrine di riconoscimento, le pipe, gli orologi, le bussole e le cartoline dei soldati ai familiari. Per informazioni: www.anacanove.it

    Osservatorio astrofisico di Asiago

    Fondato dall’Università di Padova nel 1942 sorge sul colle Pennar, a 1.040 metri di altezza. Quando fu inaugurato disponeva del più potente telescopio d'Europa, con uno specchio da 122 centimetri di diametro. L’osservatorio si può visitare solo su prenotazione. Per informazioni: www.pd.astro.it