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Questo itinerario ciclabile lungo l’argine maestro del Po non presenta salite di rilievo ma non è totalmente protetto. Chi volesse tagliare una decina di chilometri può partire da Colorno che ha il vantaggio di essere raggiungibile in treno da Parma. Buono il fondo stradale, quasi sempre asfaltato.

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Più che qualche salitella, il vero punto debole di questa ciclabile sono i tratti in cui affianca l’autostrada. Per fortuna sono pochi e abbastanza brevi. Per il resto dei suoi 36 chilometri la pista è una piacevole sorpresa, tra ponti di ogni genere e immensi frutteti. Con una quindicina di chilometri extra, è possibile allungare il percorso fino a Trento.

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Itinerario lungo ma totalmente protetto, pianeggiante e dotato di una buona segnaletica (a parte i primi chilometri a Peschiera del Garda). L’unica insidia potrebbe essere il vento, vista l’esposizione del percorso. Per la stessa ragione è bene fare attenzione anche ai mesi caldi (giugno, luglio e agosto), in cui la temperatura può rendere davvero difficile pedalare.

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È la pista ciclabile più balneare d’Italia, si sviluppa completamente in riva al mare e offre innumerevoli possibilità per improvvisare un tuffo. L’unica deviazione (facoltativa) è la salita a Pietrasanta, qualche chilometro all’interno. Facile e alla portata di tutti.

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Poco meno di 40 chilometri, tutti in piano, all’interno del parco fluviale di Lucca. Un percorso ideale per scoprire i luoghi natali del compositore Giacomo Puccini, a cui questa pista ciclabile è dedicata. Si pedala lungo la riva destra del fiume Serchio, per lasciarsi alle spalle i Monti Pisani e raggiungere il mare a Bocca di Serchio.

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Itinerario suggestivo nell’entroterra siciliano a sud di Palermo. Si sviluppa senza dislivelli impegnativi (anche se la salita a Corleone si fa sentire) e gode di una sede protetta per quasi tutto il tracciato, fanno eccezione soltanto alcune interruzioni in prossimità di qualche galleria e del viadotto Batticano. La segnaletica, peraltro prevista nel progetto, è ancora insufficiente. Attenzione alle temperature: in estate, soprattutto durante le ore mattutine, il caldo può risultare insopportabile.

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L’austera Valsugana, vista dalla bicicletta, è un’autentica rivelazione, un lungo susseguirsi di borghi e piccole cittadine adagiate lungo un itinerario affascinante che resta dolce nonostante alcuni tratti in leggera salita. Il lago di Caldonazzo e l’elegantissima Borgo Valsugana sono i punti clou di una pista ciclabile ben segnalata e priva di difficoltà significative, l’ideale per ogni tipo di gamba e di bici.

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La Pista Ciclabile del Parco Costiero è il primo tassello di un ambizioso progetto che punta alla costruzione di un percorso dedicato al turismo lento da Genova a Marsiglia. Quando (e se) sarà terminato, grazie all’impareggiabile offerta climatica, gastronomica e paesaggistica, avrà tutte le carte in regola per competere con le mete più gettonate del cicloturismo europeo. Nel frattempo ci si può godere questi 25 chilometri quasi totalmente pianeggianti ricavati dalla dismessa linea ferroviaria, preziosa alternativa alla congestionata Aurelia.

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La pista ciclabile sfrutta tutta la vecchia linea ferroviaria delle Dolomiti, con l’eccezione di alcuni brevi tratti. Nella prima parte, fino a Cortina, il fondo è ricoperto di ghiaia mentre nel tratto di Cadore il fondo stradale è interamente asfaltato. Il dislivello (appena 300 metri in salita, mentre in discesa sono 850!) è ben poca cosa rispetto agli spettacolari scorci panoramici che questa ciclabile è in grado di offrire.

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piacevole passeggiata (andata e ritorno) che parte dal centro storico del capoluogo emiliano per poi svilupparsi in direzione sud ovest verso Casalecchio di Reno. A metà del percorso si può deviare verso il quartiere Barca. Non presenta alcuna difficoltà e si può sfruttare anche in inverno.

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