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Da Mirandola (Mo) a Finale Emilia (Mo)

Fino ai primi anni Sessanta la ferrovia a scartamento ridotto che entrò in funzione nel 1882 collegava i vari centri della provincia al capoluogo modenese. Questa pista ciclabile, piacevole passeggiata senza alcun tipo di difficoltà, rappresenta il recupero del vecchio sedime ferroviario e attraversa campagne e vecchie stazioni.

Informazioni

Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
Lunghezza 30 km
Livello di difficoltà facile
Fondo stradale prevalente asfalto
Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
Luoghi d"interesse Mirandola, Villafranca, Finale Emilia
Informazioni pratiche
Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/mirandolafinale

Alloggi per cicloturisti

Fotociclabile nei pressi di Medolla (C. Pedroni, 2010)
 
 

Descrizione

Si parte dal centro di Mirandola, proprio di fronte al Municipio. A pochi passi da qui si trova la chiesa di San Francesco al cui interno sono custodite le reliquie della dinastia nobile dei Pico, tranne quella del più famoso della famiglia, Giovanni (detto Pico della Morandola), filosofo passato alla storia per la sua formidabile memoria, le cui spoglie mortali si trovano a Firenze nella chiesa di San Marco.

Dopo qualche piacevole tratto all’interno dell’abitato di Mirandola eccoci finalmente in aperta campagna dove la pista ciclabile è intitolata a Chico Mendes, sindacalista e politico brasiliano ucciso nel 1988 sulla porta di casa per mano dei fratelli Alves da Silva, proprietari di una riserva estrattiva espropriata dallo stato su iniziativa di Mendes. Si pedala in corsia protetta, ma proprio a lato della strada carrabile. Subito dopo un lampione della luce, riconoscibile per l’alimentazione attraverso un pannello solare, si svolta a sinistra in direzione Villafranca.

La piccola stazione ferroviaria si trova a sud del paese e proprio da qui comincia la seconda parte del percorso che punta verso est in direzione di San Felice sul Panaro. Adesso pedalare è diventato decisamente più piacevole, visto che la strada attraversa campi coltivati e piccoli boschi. In vista di San Felice il tracciato della pista si confonde con diverse stradine secondarie ma è sufficiente mantenere la marcia verso est (non è difficile con l’abitato ormai in vista) per evitare di finire fuori strada. San Felice sul Panaro è un paese di circa 10 mila abitanti, si trova a metà del percorso ed è l’ideale per una sosta, magari sotto i portici del centro.

Anche l’ultimo segmento di pista ciclabile conserva un’anima bucolica, con un’abbondante vegetazione spontanea tra i canali della bonifica. Un ambiente suggestivo che, però, rende il percorso abbastanza critico nelle ore centrali dei mesi estivi, per via delle elevate temperature e dell’umidità. Ancora pochi chilometri ed eccoci a Finale Emilia. Un tempo la chiamavano Venezia Estense per via della sua fitta rete di canali, oggi il suo fascino d’antan lo si ritrova nelle stradine porticate del centro all’ombra delle torri della Rocca.

IDEE PER LA SOSTA

Castello dei Pico

Si trova in centro a Mirandola, in Piazza Costituente. Edificato in epoche differenti, rappresentava il simbolo del potere militare e politico della famiglia Pico. Più che un castello è una vera e propria cittadella fortificata dove per più di quattro secoli la famiglia nobile governò il territorio. Oggi ospita il museo civico. Per informazioni: www.castellopico.it

Fiera di settembre di San Felice sul Panaro

Nel 2013 è stata organizzata l’edizione numero 400 di questa sagra che si svolge tradizionalmente intorno alla metà di settembre. Coinvolge tutto il paese e prevede incontri, concerti, dibattiti e ovviamente tanta buona cucina locale. Gran parte del ricavato viene devoluto in beneficienza.

Rocca Estense

Il quadrilatero con le torri (in cima alle quali svettano le aquile estensi) visibile da ogni parte del centro di Finale Emilia è la Rocca Estense che ha un cortile con triplice loggiato. Nel XV secolo era protetta dal fiume Panaro su un lato, mentre sugli altri tre era difesa da fossati, oggi questo assetto è un po’ cambiato per via di alcuni interventi successivi. Purtroppo la Rocca è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2012.

Informazioni pratiche

Il volume “Dalle rotaie alle bici”, curato da Giulia Cortesi e Umberto Rovaldi per il Centrostudi Gallimbeni di Fiab (Federeazione Italiana Amici della Bicicletta) documenta la storia del recupero di una quarantina di linee ferroviarie dismesse, tra cui la Villafranca - Finale Emilia, che rappresenta gran parte di questo percorso.

Lo stesso segmento (Villafranca - Finale Emilia) lo descrive la guida “Giro in Italia, 50 itinerari di turismo dolce”, a cura del Touring Club Italiano (Touring Editore) nel capitolo dedicato alla pista ciclabile da Modena e Finale Emilia.