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Sun Route: da Capo Nord a Malta
  • Ciclovia Adige - Po

    Lungo il Canalbianco

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    Da Barbuglio (Lendinara) a Polesella

    Percorso lineare dall’Adige al Po di circa 34 km, strade sempre asfaltate, totalmente segnalato con segnaletica cicloturistica dedicata, 70% in sede propria, rimanente a basso traffico, costeggiando canali e attraversando cittadine di grande interesse storico – artistico come Lendinara, Fratta Polesine e Polesella. Per maggiori informazionihttp://www.ciclabileadigepo.it/it/ciclabile.html ove scaricare cartoguida, traccia GPS visualizzare un simpatico filmatino cicloturistico – video guida ed un interessante Visual Tour che percorre l’itinerario a volo d’uccello.

     

     

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 34 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Lendinara, Fratta Polesine, Arquà Polesine, Polesella
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/adigepo

    Alloggi per cicloturisti

    FotoLungo il Canalbianco (M. Passigato, 2014)

    Descrizione

     

    L’itinerario che collega l’Adige al Po, ha il fascino della scoperta e la peculiarità unica nel Polesine di raccontare, in meno di 50 km contando alcune piccole deviazioni, le tappe fondamentali dell’evoluzione geomorfologica del paesaggio e le principali fasi di antropizzazione: dai primi insediamenti di più di 3.000 anni fa, alle varie occupazioni che si sono susseguite nei secoli determinando stili architettonici e tradizioni.

    In questi luoghi si sono scritti anche importanti e recenti capitoli italiani della storia, dell’arte e dell’economia: i musei locali hanno il pregio di raccontarne, in modo innovativo e coinvolgente, le fasi fondamentali.

    Parte integrante dell’itinerario sono gli ambienti naturali fluviali (golene, gorghi) e le aperte campagne che ad ogni stagione cambiano aspetto conferendo al paesaggio colori e dimensioni sempre nuove

    Il percorso inizia da Barbuglio in prossimità del Ponte sull’Adige di Ca’ Morosini, raggiungibile anche sulla strada presente sull’argine destro dell’Adige, dopo 4 Km si raggiunge Lendinara; dopo 6 km seguendo l’Adigetto si arriva a Villanova del Ghebbo e dopo altri 4 km lungo il canale Scortico arriviamo a Fratta Polesine. A Sud di Fratta c’è l’area archeologica della Frattesina ove sono state ritrovate due grandi necropoli dell’età del Bronzo.

    Il percorso imbocca gli argini del Canal Bianco e con una breve deviazione si raggiunge il Mulino del Pizzon con annessa conca di navigazione. Riprendendo l’argine del Canal Bianco si arriva a Passo di Frassinelle ove con una piccola deviazione si può raggiungere Villamarzana tristemente famosa per l’eccidio fascista del 43 che diede la morte a 43 partigiani. Proseguendo lungo il Canal Bianco si arriva al ponte di Bussari, ponte mobile per il passaggio dei natanti, e a pochissima distanza si trova Arquà Polesine caratterizzata dal suo Castello Estense circondato dalle acque. Pregevoli gli affreschi contenuti all’interno come il celebre Mito di Fetonte.

    Superato il Canal Bianco arriviamo in Comune di Polesella, ormai sulle sponde del Po.

    IDEE PER LA SOSTA

    Lendinara

    Lendinara, importante centro del Polesine sito sull’Adigetto, con magnifici palazzi in stile veneziano e interessanti chiese, come il duomo di Santa Sofia, la chiesa di San Biagio e la Madonna del Pilastrello, Santuario famoso in tutto il Polesine. Affascinante la Piazza Risorgimento con il Palazzo Pretorio, la Torre dell’Orologio e la Loggia del Palazzo municipale; degni di nota Ca’ Dolfin con il suo giardino romantico, il Teatro Ballarin prospiciente l’Adigetto e il Palazzo Cattaneo di impianto cinquecentesco.

    Fratta Polesine

    Fratta Polesine, è nota per la splendida villa Badoer del Palladio, patrimonio Unesco e sede del Museo Archeologico Nazionale. A fianco della villa Badoer con il suo meraviglioso portico sorge Villa Molin-Avezzù, poco distante da queste la villa ora moderno Museo che ha dato i natali a Giacomo Matteotti. Fratta è famosa per essere stata all’inizio dell’800 teatro dei Moti Carbonari contro la dominazione Austriaca.

    Polesella

    Il Paese di Polesella è stato all’epoca costruito lungo la Fossa di Polesella, un antico canale ora interrato che metteva in contatto il Po con il Canal Bianco, al suo posta ora si trova un grande parco contornato da splendide ville padronali come Ca’ Rosetta, Villa Armellini, Villa Selmi. Nella golena del Po è ancora abitato il magico Borgo di Santa Maura e di fronte, bassa nella campagna è stata recentemente restaurata la splendida villa Morosini abitata nel ‘600 dal Doge Francesco Morosini, con magnifica scalinata e recinzione con torri merlate che ne cingono il giardino.

  • Ciclovia Peschiera del Garda - Mantova

    greenway tra Mantova e Soave

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    Da Peschiera del Garda (Vr) a Mantova (Mn)

    Itinerario lungo ma totalmente protetto, pianeggiante e dotato di una buona segnaletica (a parte i primi chilometri a Peschiera del Garda). L’unica insidia potrebbe essere il vento, vista l’esposizione del percorso. Per la stessa ragione è bene fare attenzione anche ai mesi caldi (giugno, luglio e agosto), in cui la temperatura può rendere davvero difficile pedalare.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 44 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Peschiera del Garda, Valeggio sul Mincio, Pozzolo, Marengo, Soave, Mantova
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/peschieramantova

    Alloggi per cicloturisti

    Fotogreenway tra Mantova e Soave (C. Pedroni, 2006)

    Descrizione

    Siede Peschiera, bello e forte arnese. È già in questo verso di Dante, canto XX dell’Inferno, lo spirito militare di Peschiera del Garda ricca di fortificazioni, bastioni e fossati, già roccaforte strategica per Venezia, Napoleone e gli austriaci.

    Per raggiungere la sponda destra del Mincio da cui parte la pista ciclabile si esce da Porta Brescia e si segue un filare di pioppi che indica la via al fiume. Monzambano è il primo paese che si incontra: è uno dei tredici comuni che fanno parte del Parco Regionale del Mincio, un’area protetta che si allunga dal Garda al Po e che ospita l’intera ciclabile. Una buona occasione per scoprirsi birdwatcher (sono oltre 200 le specie di uccelli registrate all’interno del parco) e per osservare le cicogne bianche, reintrodotte qualche anno fa presso il Centro di Bertone, a Goito (raggiungibile con una deviazione di pochi chilometri).

    Pedalare verso Mantova è un tuffo nella natura e nel silenzio, un paesaggio ipnotico dal quale però è bene non farsi distrarre troppo visto che i margini del Mincio e dei suoi canali sono quasi sempre senza protezione. Lungo la strada si possono ammirare il ponte-diga di Valeggio, costruito nel XIV secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, e i mulini di Borghetto, un minuscolo villaggio che sfruttava il corso dell’acqua per la macinazione di cereali, frumento e riso. Qui c’è ombra in abbondanza e una bella vista del ponte visconteo e se l’appetito si fa sentire chioschi, trattorie e ristoranti offrono menu per ogni esigenza.

    La pista ciclabile e il Mincio continuano a braccetto fino a Pozzolo, dove la strada piega leggermente a oriente, verso Mantova. Si attraversano i canneti che un tempo furono paludi prima di avvistare i quattro laghetti su cui Mantova sembra sospesa. Ma non è ancora finita. A Marmirolo, cinque chilometri dal centro città, si può iniziare un altro viaggio, quello all’interno della Riserva naturale Bosco Fontana, un tempo luogo di caccia dei Gonzaga, oggi area protetta e custode delle antiche foreste di latifoglie.

    IDEE PER LA SOSTA

    Peschiera del Garda

    Si chiama così da meno di un secolo (dal 1930, per l’esattezza) ma è abitata fin dalla preistoria, quando era un importante centro di scambi. I primi insediamenti risalgono all’età del Bronzo e gli studiosi hanno individuato almeno sette villaggi palafitticoli. Oggi il monumento più visitato è il Santuario della Madonna del Frassino che deve il suo nome a una curiosa vicenda che interessò il suo fondatore, Bartolomeo Broglia, nel 1510. Aggredito da un serpente, invocando la statuetta della Madonna che vide materializzarsi tra i rami di un frassino.

    Gastronomia fluviale

    Inevitabile che il Mincio, protagonista di questa ciclovia, sia protagonista anche a tavola: gli amanti delle specialità locali possono sbizzarrirsi tra luccio, anguilla e trota. Tra i primi piatti i grandi protagonisti sono i tortelli, oltre alla zucca, classica preparazione mantovana con amaretti, mostarda e noce moscata, vengono spesso proposti anche alle erbette.

    Riserva naturale Bosco Fontana

    Si estende su un’area di oltre 230 ettari ed è ciò che rimane delle antiche foreste che, un tempo, ricoprivano tutta la Pianura Padana. Ha la forma di un quadrilatero pianeggiante, con i lati di circa 1.500 metri di lunghezza. Nel cuore della foresta c’è una palazzina seicentesca, fatta costruire da Vincenzo I, duca di Mantova, quando la foresta era riserva di caccia della famiglia Gonzaga. Oggi è abitata soprattutto da donnole, faine e puzzole.

    Palazzo Te

    Costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga, l’opera dell'architetto Giulio Romano ha reso Mantova celebre nel mondo. Il palazzo è un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile, pure quadrato, attrezzato con quattro entrate (una per lato). L’ingresso principale rivolto verso la città è la cosiddetta Loggia Grande, nella parte esterna composta da tre grandi arcate.

  • EuroVelo 7 - Sun Route

    La rotta verso il Sole

  • Pista ciclabile Bassa Atesina

    ciclabile su ex ferrovia a Bolzano

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    Da Bolzano (Bz) a Salorno (Bz)

    Più che qualche salitella, il vero punto debole di questa ciclabile sono i tratti in cui affianca l’autostrada. Per fortuna sono pochi e abbastanza brevi. Per il resto dei suoi 36 chilometri la pista è una piacevole sorpresa, tra ponti di ogni genere e immensi frutteti. Con una quindicina di chilometri extra, è possibile allungare il percorso fino a Trento.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 36 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bolzano, Ora, Egna, Salorno
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/bassaatesina

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile su ex ferrovia a Bolzano (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    Si parte dal centro di Bolzano, di fronte all’avveniristico Teatro Comunale inaugurato nel 1999. Ci dirigiamo in direzione Ponte Loreto per poi svoltare su un ponte che ci porta sulla ciclabile. Costeggiando la riva del fiume Isarco proseguiamo verso la Bassa Atesina: poco più avanti ecco il bivio, da una parte la ciclabile che porta a Merano e Appiano, dall’altra quella per Salorno Trento. Noi proseguiamo praticamente dritti, verso Trento, e di fatto abbiamo già messo le ruote sulla famosa Via Claudia Augusta, ora anche ciclabile della Val d’Adige.

    La pianura erbosa che circonda il corso del fiume si chiama Ischia Frizzi ed è l’habitat ideale per numerose specie di uccelli. Spesso dalla sella può capitare di fare avvistamenti davvero insoliti… ma attenzione a non perdere di vista la strada! Dopo aver raggiunto e superato il ponte di Vadena, sotto la parete di granito che nasconde l’altopiano e i laghi di Monticolo, buttando lo sguardo all’orizzonte si ha una buona prospettiva per osservare la strozzatura di Salorno, vale a dire il punto in cui la valle si chiude, che poi è anche la destinazione finale della nostra pedalata.

    Passiamo un altro ponte sull’Adige, questa volta è quello di Bronzolo che, con la sua massiccia struttura di metallo smaltato di bianco, indica la giusta direzione verso Ora. In questo tratto la ciclabile è una splendida passerella all’ombra degli incombenti rilievi e vicina al fiume Adige. Più avanti, invece, tra Ora ed Egna, per oltre un chilometro si affianca all’autostrada perdendo decisamente punti. Lungo tutto il percorso è facile trovare aree di sosta dove si può anche fare rifornimento d’acqua: un’ottima notizia visto che in estate la temperatura può essere molto elevata.

    Molto buona anche la segnaletica della pista, con diversi cartelli lungo la ciclabile che segnalano il numero di chilometri che ci separano dalla prossima destinazione e da quella finale. Destinazioni che, nel punto in cui ci troviamo, coincidono visto che siamo ormai in vista di Salorno. Arriviamo al capolinea della ciclabile della Bassa Atesina al termine di un lungo passaggio tra i meleti che contraddistinguono tutto il paesaggio della valle.

    IDEE PER LA SOSTA

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria.

    Castel Firmiano

    Imponente architettura alla periferia sudoccidentale di Bolzano, domina dall’alto il corso del fiume Adige. In seguito a un’accurata ristrutturazione, ospita la sede principale del Museo della Montagna, ideato dall’alpinista Reinhold Messner e inaugurato il 9 aprile 2006. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

    Castello di Salorno

    Piccolo ma inconfondibile castello arroccato in cima a uno spuntone di roccia sopra l’omonimo paese. Costruito tra il XII e il XIII secolo dai nobili di Salorno passò agli Asburgo per mano di Federico III che, nel 1463, giustiziò pure il nobile proprietario Hans von Spaur. Oggi appartiene al barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi che l’ha restaurato e aperto al pubblico. Per informazioni: http://haderburgschenke.com/it

  • Pista ciclabile Bologna - Casalecchio

    ciclabile presso la Certosa

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    Da Bologna (Bo) a Casalecchio di Reno (Bo)

    piacevole passeggiata (andata e ritorno) che parte dal centro storico del capoluogo emiliano per poi svilupparsi in direzione sud ovest verso Casalecchio di Reno. A metà del percorso si può deviare verso il quartiere Barca. Non presenta alcuna difficoltà e si può sfruttare anche in inverno.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 15 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Bologna, Casalecchio di Reno
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile presso la Certosa (C. Pedroni)

    Descrizione

    Per promuovere la sua rete ciclabile di circa 150 chilometri, il Comune di Bologna ha tracciato una dozzina di percorsi che permettono al ciclista di partire alla scoperta della città. Ogni pista è attrezzata con una doppia segnaletica: un cartello piccolo, ogni 200 metri circa e in prossimità delle intersezioni con la rete stradale, conferma la continuità del percorso ciclabile e segnala la distanza delle varie destinazioni; un cartello più grande è posizionato agli incroci con altre piste per segnalare possibili varianti.

    Il punto di partenza dell’itinerario 1, denominato appunto “Casalecchio”, è la cerchia dei viali, appena al di fuori dal centro storico. Si comincia a pedalare dalla Grada del Reno, all’incrocio tra l’alberata viale Vicini e via Sabotino: in questo tratto la pista si trova sul marciapiede ed è bene procedere a velocità moderata. Si prosegue sempre dritto fino a quando via Sabotino diventa via Valdossola: a questo punto, sulla destra, merita una fermata il Cimitero monumentale della Certosa di Pavia; gli amanti del calcio, invece, potranno scattarsi una foto davanti allo stadio Dall’Ara, casa del Bologna Football Club, società fondata nel 1909 con sette scudetti in bacheca.

    All’altezza di via Sacco e Vanzetti, nella zona della Certosa, si può prendere la diramazione ciclabile verso la zona Barca, parte del quartiere Reno (itinerario 1/A). Si passa vicini al parco Gallarani (dove attraverso un breve tratto di traffico promiscuo lungo Via Giotto ci si può collegare all’itinerario 9 “Casteldebole”) e si prosegue per le vie Grandi e Di Vittorio fino a piazza Giovanni XXIII, epicentro della zona Barca. È un’ampia zona residenziale caratterizzata del cosiddetto Treno, un curioso condominio di forma bassa e allungata.

    Tornando all’itinerario principale, sulla destra rispetto alla via della Certosa che stiamo percorrendo, si trovano Villa Serena e Villa della Filanda due aree verdi ben tenute che faranno la felicità dei più piccoli. In questo punto il percorso costeggia per lunghi tratti il Canale Reno e si allontana dalla rete stradale, condendo anche un po’ di relax acustico al ciclista. Superata via Panfili l’itinerario esce dal territorio comunale di Bologna per entrare nella rete ciclabile di Casalecchio di Reno, con diramazioni verso il centro del paese e verso il Parco della Chiusa (noto anche come Parco Talon).

    Conviene senz’altro puntare verso quest’ultimo che offre piacevoli attrazioni come il giardino all’italiana accanto alle ville, la tenuta agricola e la zona boscosa, parte della quale cresciuta sulle rive del Reno. Tutto questo complesso è frutto di un progetto voluto dai marchesi Sampieri nel secolo XVIII e poi costruito con pazienza e perizia nel corso di oltre due secoli. Dopo una piacevole sosta al Parco Tolon si può tornare a Bologna seguendo la stessa strada dell’andata.

    IDEE PER LA SOSTA

    Torri di Bologna

    Forse l’elemento architettonico più famoso della città. Alcuni studi ritengono che in origine fossero addirittura un centinaio, tra torri e case-torri. Oggi ne restano solo 17: oltre alle più note Torre degli Asinelli (97 metri) e della Garisenda (48), simbolo della città, le più notevoli sono la Torre Azzoguidi (61 metri) e la Torre Prendiparte (60).

    Cimitero monumentale della Certosa di Bologna

    Fondato nel 1801 sulla preesistente Certosa di San Girolamo di Casara (risalente al XIV secolo), soppressa qualche anno prima da Napoleone, è diventato un museo all’aria aperta grazie alla passione della nobiltà e della borghesia dell’epoca per i sepolcri familiari. Lo visitarono, tra gli altri, Chateaubriand, Byron, Dickens e Stendhal. Vi riposano: Giosuè Carducci, Lucio Dalla e Alfieri Maserati.

    Santuario della Madonna di San Luca

    Adagiato sul Colle della Guardia, 300 metri d’altezza a sud ovest di Bologna, il santuario è da secoli meta di pellegrinaggi per venerare l’icona della Vergine col Bambino. La salita di San Luca, ai ciclisti, è una familiare perché più volte affrontata nel corso del Giro dell’Emilia e del Giro d’Italia. Per informazioni: www.sanlucabo.org

  • Pista ciclabile della Val d'Adige trentina

     

    Da Salorno (BZ) a Borghetto di Avio

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Avio
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valadigetrentina

    Alloggi per cicloturisti

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    Descrizione

    Non disponibile
  • Pista ciclabile della Val Passiria

    ciclovia nei pressi di Saltusio

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    Da San Leonardo (Bz) a Merano (Bz)

    Il grande vantaggio di questo percorso, oltre a essere costantemente in leggera discesa e in sede protetta, è la possibilità di collegarsi ad altre piste ciclabili della zona. Da Merano è possibile raggiungere su pista ciclabile anche Naturno (9 km) e Gargazzone (12 km), mentre la stessa città offre ai ciclisti un giro turistico per le vie del centro lontano dal traffico motorizzato.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 19 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse San Leonardo, San Martino, Saltusio, Merano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valpassiria

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclovia nei pressi di Saltusio (C. Pedroni, 2003)

    Descrizione

    La Val Passiria, solcata dal torrente Passirio, è situata tra le alpi Venoste e le alpi dello Stubai. Questa ciclabile permette un’esplorazione quasi completa del territorio meridionale della valle, collegando San Leonardo a Merano. Il dislivello (si passa da 689 a 325 metri sul livello del mare) racconta chiaramente di una discesa costante verso il traguardo mentre il tracciato, che segue il Passirio, predilige la natura dei versanti montuosi ai centri delle varie località, che infatti non vengono quasi mai attraversati. Dopo aver lasciato il paese di San Leonardo si passa per il sottopassaggio della circonvallazione, ritrovandosi così sulla riva orograficamente sinistra del Passirio. Dopo circa un chilometro si raggiunge la diramazione per il maso Sandhof, la casa nativa di Andreas Hofer, patriota tirolese che nel 1809 guidò la rivolta contro Napoleone.

    Quattro chilometri più avanti c’è San Martino, che accoglie il ciclista con un bel ponte di legno coperto. Chi fosse intenzionato a visitare questo tranquillo paese di artigiani deve attraversare la strada di valle (attenzione al traffico). Proseguendo invece si attraversa un altro ponte, questa volta in ferro, nei pressi di Mora, e ci si addentra in un bosco incantevole dalle caratteristiche di riserva naturale.

    La tappa successiva, alla fine di una lunga e piacevolissima discesa, è Saltusio. Si tratta della località più a sud della valle, ai piedi del Gruppo di Tessa e della zona escursionistica del Monte Cervina. Saltusio gode di una posizione soleggiata e, nelle giornate estive, è la meta ideale per un picnic all’aperto, anche in virtù dei suoi bei giardini pubblici.

    Un altro ponte di legno ci fa nuovamente attraversare il Passirio: in questo tratto la pista ciclabile è usata anche dagli abitanti di Rifiano (che si trova quattro chilometri più avanti) e Merano, che la usano soprattutto per fare jogging. Siamo ormai in vista del traguardo ma prima di arrivare a destinazione la Val Passiria ha un’ultima sorpresa in serbo: è il Waalweg, un sentiero lungo i canali irrigui che ci accompagna fin quasi in città. A questo punto non resta che superare il Ponte Romano ed entrare per la medievale Porta Passiria: benvenuti a Merano.

    IDEE PER LA SOSTA

    Mulino glaciale

    A Plata, che si trova a un paio di chilometri da San Leonardo, si trova un mulino glaciale di 1,4 metri di diametro e 3,6 metri di profondità. Questo fenomeno naturale è l’effetto delle acque dei ghiacciai che insieme ai massi hanno formato queste buche enormi nelle rocce. Per raggiungere il Mulino glaciale si cammina da Plata verso Pianlargo, dove si trovano le indicazioni per l’omonimo sentiero.

    Malga di Pfistrad

    La vecchia malga posta sull’altura di Pfistrad, a 1.350 metri, è diventata un vero e proprio museo vivente dell’alpeggio. Molti studiosi la considerano la più antica costruzione in legno del Sudtirolo e i visitatori hanno la possibilità di entrare in contatto con aspetti della vita e dell’economia tipici dell’alpeggio. La malga si raggiunge a piedi, con una passeggiata di un’ora e mezza da San Leonardo. Per informazioni: www.museum.passeier.it/it/i-dintorni-del-museo/malga-pfistrad

    Merano International WineFestival

    Ideato nel 1992 da tre amici meranesi accomunati dalla passione per i grandi vini e i prodotti gastronomici d’eccellenza, è ormai diventato un evento di livello internazionale. Si svolge ogni anno a novembre con l’intento di stimolare con contatto diretto dei consumatori con vignaioli e produttori. Per informazioni: www.meranowinefestival.com

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria scolpito da Hans von Schussenried.

  • Pista ciclabile della Valle Isarco: Brennero - Bolzano

    Mezzaselva

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    Da Brennero (Bz) a Bolzano (Bz)

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’ideale per il cicloturismo di qualunque genere: è ben asfaltata e segnalata, sempre in sede protetta e con il vantaggio non da poco di essere costantemente in discesa. Priva di difficoltà, ma assai generosa negli spunti turistici, si presta benissimo ai viaggi familiari.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 97 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Brennero, Vipiteno, Fuldres, Fortezza, Bressanone, Chiusa, Bolzano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valleisarcobrennerobolzano

    Alloggi per cicloturisti

    FotoMezzaselva (C. Pedroni, 2008)

    Descrizione

    La pista ciclabile della Valle Isarco è l’inizio della Ciclopista del Sole, una dorsale pensata per il turismo lento che dovrebbe collegare l’Alto Adige con la Calabria, per poi estendersi anche in Sicilia e Sardegna. Il progetto è stato presentato per la prima volta dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a VeloCity, nel 1991.

    Si parte dal passo del Brennero, 1.370 metri di altezza, che si può raggiungere facilmente anche in treno da Verona o Bolzano. I grandi spazi progettati per quella che un tempo era una frontiera caotica di uomini e merci, oggi appaiono decisamente fuori scala. I primi chilometri sono in forte discesa e può essere una buona idea trovare dei punti in cui sostare per far riposare un po’ i freni e… le mani. Purtroppo in questo tratto la pista ciclabile passa proprio di fianco all’autostrada e il rumore del traffico motorizzato toglie un po’ di fascino a questi chilometri.

    Dopo circa 10 chilometri si raggiunge Colle Isarco, punto d’incrocio tra l’omonima valle e quella di Fleres, verso ovest. Poco più avanti si arriva a Vipiteno: l’ingresso è di quelli memorabili visto che si passa proprio sotto la torre che è il simbolo della città, la Zwölfertum, per poi proseguire lungo la via principale. Vipiteno, Sterzing in tedesco, è tagliata dal fiume Isarco e situata a poco meno di mille metri sul livello del mare. Ottima scelta per una sosta, soprattutto per i golosi che nelle pasticceria del centro potranno trovare torte di ogni genere.

    Si torna a pedalare su un tratto piuttosto monotono, un lungo rettilineo proprio di fianco all’autostrada che, in estate, può essere anche molto assolato vista la mancanza di vegetazione. Prima di arrivare a Bressanone si passa da Fuldres, si scavalca l’Isarco e si costeggia il lago artificiale di Fortezza. Come Vipiteno, anche Bressanone richiama il ciclista a una sosta quasi obbligatoria: oltre al Duomo di origine romanica, ma oggi evidentemente barocco, e la sua piazza, la cittadina offre servizi di ogni tipo, meccanici compresi. Raramente un contesto urbano si presta così piacevolmente al transito ciclistico (la stesse impressione si ripeterà a Bolzano). Per questa ragione, forse, può capitare di lasciare Bressanone con la stessa allegria con cui si riparte dopo una sosta a una cascata o a un belvedere.

    Peccato che anche in questo tratto le aree pic-nic siano piuttosto scarse: trovare sedie e tavolini lungo il percorso è quasi impossibile, per non parlare dei rifornimenti idrici. La situazione cambia decisamente in meglio dopo aver superato Chiusa e, fino a Bolzano, anche i tratti vicino alla statale sono pochissimi.

    La città di Bolzano accoglie il ciclista con una rete di piste ciclabili che nel nostro Paese è davvero una rarità. Non a caso, negli ultimi anni, il capoluogo altoatesino si è guadagnato il titolo di città più ciclabile d’Italia (secondo un dossier di Legambiente) con il 28 per cento dei suoi abitanti che ogni giorno usano la biciclette per muoversi in città.

    IDEE PER LA SOSTA

    Acquarena

    Per chi viaggia in famiglia, un’attrazione imperdibile è quella offerta, in ogni periodo dell’anno, da questa cittadella del divertimento d’acqua, a due passi dal centro di Bressanone, tra scivoli, piscine per tutte le età e temperature, al chiuso e all’aperto, con l’immancabile corredo di trattamenti benessere. Per scoprirlo: www.acquarena.com

    Gastronomia altoatesina

    Il Tirolo è una realtà estremamente eterogenee. Bressanone, che è la città più importante della regione, è un buon posto per assaggiare quelle specialità diffuse un po’ in tutte le valli e variamente rivisitate. Le più significative sono: strudel, canederli, crauti, würstel, strauben e speck. Ma la vera specialità di Bressanone sono gli spätzle, gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, uova e acqua.

    Festival dei canederli

    L’appuntamento con la sagra dedicata alla più famosa specialità gastronomica tirolese è per la seconda domenica di settembre: nelle vie del paese vengono apparecchiati lunghissimi tavoli (arrivano fino a 300 metri) e gli ospiti banchettano con i canederli. Per informazioni: www.sagradeicanederli-vipiteno.com

    Duomo di Bolzano

    Dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa più importante di Bolzano nonché concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone. Nata come basilica paleocristiana nel IV secolo d.C. deve la sua attuale struttura gotica all’opera dell’architetto Burkhard Engelberg di Augusta. Da non perdere il pulpito in arenaria scolpito da Hans von Schussenried.

  • Pista ciclabile Dobbiaco - Cortina - Calalzo di Cadore

    ciclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza

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    Da Dobbiaco (Bz) a Calalzo di Cadore (Bl)

    La pista ciclabile sfrutta tutta la vecchia linea ferroviaria delle Dolomiti, con l’eccezione di alcuni brevi tratti. Nella prima parte, fino a Cortina, il fondo è ricoperto di ghiaia mentre nel tratto di Cadore il fondo stradale è interamente asfaltato. Il dislivello (appena 300 metri in salita, mentre in discesa sono 850!) è ben poca cosa rispetto agli spettacolari scorci panoramici che questa ciclabile è in grado di offrire.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 68 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Dobbiaco, lago di Landro, Cimabanche, Cortina, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Pieve di Cadore, Calalzo di Cadore.
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/dobbiacocalalzo

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza (A. Dalla Venezia, 2009)

    Descrizione

    La lunga cavalcata dolomitica inizia sulle rive del lago di Dobbiaco, che si incontra proprio lungo la ciclabile subito dopo aver passato il nuovo stadio dello sci di fondo. La strada è in leggero saliscendi fino alla piana di Landro, che anticipa l’omonimo lago. Prima di raggiungerlo, nei pressi di un cimitero di guerra, voltando lo sguardo a sinistra si possono scorgere le Tre Cime di Lavaredo, valorizzate da una prospettiva particolarmente esaltante.

    In località Carbonin, circa 15 chilometri dopo la partenza, la strada piega verso il lago di Misurina mentre la pista ciclabile punta a Cimabanche, con una salita piuttosto secca. In questo tratto il fondo è ghiaioso, ma ben tenuto e compatto, dunque senza insidie particolari. Al passo ci si può godere il meritato riposo, fare rifornimento d’acqua e soprattutto ammirare Cortina e le montagne circostanti. Fino alla “regina delle Dolomiti” è una lunga discesa, tra boschi, laghetti e intensi profumi di vegetazione. Le gallerie e i ponti della vecchia ferrovia aggiungono un fascino speciale a questa pista su cui la fatica sembra quasi non farsi sentire.

    L’antico fascino di Cortina, oggi, si fonde un la sua nuova anima glamour: lungo le vie del centro ci sono le stesse boutique di Milano e Parigi mentre alcuni ristoranti propongono le specialità tradizionali rivisitate da chef stellati. A metà strada del percorso, Cortina è il luogo ideale per chi decidesse di spalmare l’escursione in due giorni. Va da sé che il budget ne risentirà parecchio…

    Le indicazioni della ciclabile sono ben posizionate e perdere la strada è praticamente impossibile. Dopo aver attraversato lo scenografico ponte ferroviario (attenzione ai pedoni!) si riparte alla volta di Zuel da cui si può ammirare il vecchio trampolino di Cortina, usato in occasione delle Olimpiadi invernali del 1956. Adesso la pista è in leggera, ma costante, discesa e lasciarsi spingere dalla bicicletta permette di godersi in modo ancora più piacevole la Croda da Lago, il Pelmo, la Croda Marcora e l’Antelao, che con i suoi 3.264 metri d’altezza è la seconda cima delle Dolomiti.

    Circa 20 chilometri dopo Cortina si raggiunge San Vito di Cadore e il lago di Mosigo. Ancora qualche pedalata e, a Venas di Cadore, si può decidere una deviazione verso Cibiana (quattro chilometri e 200 metri di dislivello) che offre un’impareggiabile vista sul Sassolungo. Nell’ultimo tratto l’effetto delle discesa è quasi impercettibile ma il traguardo è ormai molto vicino: mancano poco più di 10 chilometri a Calalzo di Cadore.

    IDEE PER LA SOSTA

    Funivie di Cortina

    Chi decidesse di pernottare a Cortina può sfruttare la possibilità di salire in quota per ammirare da vicino le cime che l’hanno resa famosa nel mondo. Le più famose sono quelle per le Tofane e il Faloria, dove in inverno fa tappa la Coppa del Mondo di sci. Per gli amanti del brividi si può salire ancora più in alto con quelle dirette al Cristallo (2.235) e Staunies (3.000).

    Borca di Cadore

    Questo piccolo borgo è situato nell’ampio bacino tra il monte Pelmo e il monte Antelao, due autentici colossi delle Dolomiti. La pista ciclabile è un ottimo punto di osservazione per immaginare l’opera di erosione dei ghiacciai che hanno modellato il territorio così come oggi ci si presenta.

    Tiziano Vecellio

    Maestro del colore e accorto imprenditore, Tiziano è uno degli artisti più importanti del Quattrocento. La sua casa natale a Pieve di Cadore, miracolosamente sfuggita alle devastazioni belliche, è perfettamente conservata e visitabile. Per informazioni: www.magnificacomunitadicadore.it

    Gustav Mahler a Dobbiaco

    Dal centro della cittadine della Val Pusteria si può raggiungere con una piacevole passeggiata il maso Trenker, dove il compositore Gustav Mahler trascorse diverse estati e compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre Canto della terra. All'interno è possibile visitare la stanza occupata dal musicista insieme alla moglie Alma.

  • Pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa

    la ciclabile nei pressi di Moena

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    Da Molina di Fiemme (Tn) a Pozza di Fassa (Tn)

    Bellissimo percorso lungo il torrente Avisio, a cavallo tra Val di Fiemme e Val di Fassa. La salita, unica difficoltà di questa pista ciclabile, ha il vantaggio di essere pedalabile e molto regolare, soprattutto all’inizio. Gli unici due punti un po’ critici sono quelli che precedono Moena e Pozza di Fassa.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 35 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Molina di Fiemme, Cavalese, Predazzo, Moena, Pozza di Fassa
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valdifiemmefassa

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile nei pressi di Moena (M. Passigato, 2009)

    Descrizione

    Il punto di partenza della pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa si trova a sud del paese di Molina di Fiemme, sulla sponda sinistra del torrente Avisio che fa un po’ da apripista al percorso. Dopo averlo scavalcato per mezzo di una passerella, si comincia la risalita della valle verso Predazzo. Per fortuna il primo tratto è quello con la pendenza più dolce e, fino alla località Cascata, quasi non ci si accorge di essere in salita. Qui si può fare la prima sosta della giornata per osservare il grande salto d’acqua del Rio di Val Moena, il luogo è fresco e piacevole, l’ideale soprattutto nei mesi più caldi.

    La pista ciclabile continua con alcuni saliscendi, poi si infila in un’area boschiva per raggiungere, poco dopo, la stazione di fondovalle della funivia del Cermis, poco lontana dalla frazione di Masi di Cavalese. Si pedala tra prati e pascoli, si passano ponti di ferro e stazioni abbandonate, testimonianze della vecchia ferrovia a scartamento ridotto oggi riconvertita a pista ciclabile. Si attraversa il piccolo abitato di Lago di Tesero (in caso di problemi meccanici, qui si può fare riferimento al Centro del Fondo, fornito di servizi e assistenza per i ciclisti) per poi dirigersi verso Ziano di Fiemme. La natura e la mano dell’uomo, in questo tratto, hanno prodotto un paesaggio fantastico che alterna campi arati, pascoli verdeggianti e curatissime foreste. Poco prima di arrivare a Zanolin, frazione di Ziano di Fiemme, si può ammirare un ponticello di legno con copertura a due falde, uno dei pochi in Trentino.

    Seguendo il percorso dell’antica ferrovia si arriva a Predazzo che si trova quasi a metà del percorso e segna l’inizio della parte più impegnativa. La prossima destinazione è Moena: per raggiungerla si torna a pedalare sulle rive del torrente Avisio, in un passaggio in cui la valle si fa più stretta e conduce alla frazione di Forno. Qui avviene lo sconfinamento in Val di Fassa: l’incantevole Moena, adagiata su una conca tra le Dolomiti e circondata dai gruppi dolomitici del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar, si raggiunge in salita attraversando varie volte il torrente Alvisio. Il tratto successivo permette di tirare un po’ il fiato: Soraga, infatti, si trova a tre chilometri di distanza, tutti in leggera discesa. La condizione ideale per ammirare uno scorcio fantastico sulla valle con le cime del gruppo Sella e Pordoi sullo sfondo. Superato l’abitato di Soraga, si procede per alcuni chilometri fra prati e boschi nelle vicinanze di Pozza di Fassa e per poi giungere fino al centro del paese su strada comunale.

    IDEE PER LA SOSTA

    Alpe Cermis

    Famosa per la disgrazia del 1998, quando un aereo militare americano tranciò il cavo della funivia causando la morte di 20 persone, l’Alpe offre magnifiche vedute sulle valli sottostanti dall’altro dei suoi 2.250 metri. Per informazioni: www.alpecermis.it

    Foresta di Paneveggio

    È famosa per il cosiddetto abete rosso “di risonanza”, molto richiesto dagli artigiani liutai. Tra i molti costruttori di strumenti musicali che fin dal Seicento si recavano fin qui per la selezione dei legni migliori c’è anche Antonio Stradivari. Per informazioni: www.parcopan.org

    Dódes Masi de Pardàc

    Passeggiata notturna per le vie del centro storico organizzata nella parte centrale di agosto. Contadini, artigiani, donne di casa, musicanti e naturalmente turisti, rievocano le origini di Predazzo che la leggenda vuole derivare da 12 masi. Prima, ovviamente, abbondante cena a base di piatti e dolci tipici.

  • Pista ciclabile Val Pusteria: da San Candido a Rio in Pusteria

    ciclovia nei pressi di Vandoies

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    Da San Candido (Bz) a Fortezza (Bz)

    La Val Pusteria, che per anni ha sofferto della concorrenza delle più rinomate Gardena e Badia (più attrezzate per il turismo invernale), oggi vive la sua rivincita grazie al cicloturismo che offre il vantaggio di una stagione molto più lunga. La ciclabile che attraversa tutta la valle, in costante discesa e sempre in sede protetta, offre l’appoggio del treno, comodo in caso di maltempo o di… stanchezza improvvisa.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 69 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse San Candido, Dobbiaco, Valdaora, Brunico, Vandoies, Rio in Pusteria, Fortezza
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valpusteria

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclovia nei pressi di Vandoies (C. Pedroni, 2011)

    Descrizione

    Il piccolo borgo di San Candido è l’ultimo avamposto italiano prima del confine con l’Austria. Da un punto di vista geografico, però, si trova al di là dello spartiacque alpino che divide il bacino idrografico del Mar Adriatico da quello del Mar Nero, visto che è attraversato dalla Drava, affluente del Danubio. La partenza è traditrice perché, nonostante il dislivello complessivo della ciclabile faccia segnare una bella discesa di 426 metri, i primi quattro chilometri fino a Dobbiaco sono in leggera salita.

    Superata la cima Coppi di questo itinerario (Dobbiaco si trova a quota 1.256 metri) comincia la lunga planata verso Fortezza. La pista ciclabile si infila in un sottopassaggio per scavalcare la linea ferrovia e immergersi in un fitto bosco di abeti. Nei mesi più caldi, i migliori (insieme a quelli autunnali) per pedalare da queste parti, l’abbassamento di temperatura è sensibile e per i più freddolosi è bene tenere un antivento a portata di mano. Non appena il paesaggio si apre con grandi distese prative ecco spuntare in lontananza il campanile della chiesa di Santo Stefano, a Villabassa, con la classica forma a cipolla.

    Superata Villabassa, sulla sinistra, è possibile allontanarsi dalla pista ciclabile e avventurarsi (ma la salita è abbastanza tosta) nella minuscola valle di Braies, un’oasi di pace e tranquillità che la serie tv “Un passo dal cielo”, girata proprio sulle rive del lago di Braies, ha rivelato - purtroppo! - al turismo organizzato. Meglio, dunque, optare per una deviazione a Monguelfo, meno faticosa e di sicura soddisfazione per merito della bella chiesa barocca di Santa Margherita, impreziosita dai dipinti settecenteschi di Paul Troger.

    Il tratto che porta fino a Valdaora è forse il più bello di tutta la Pusteria, almeno quella che si può ammirare in sella alla bicicletta. Boschi e praterie si alternano piacevolmente fino ad arrivare al lago artificiale di Valdaora, dalle insolite tonalità pastello. A rendere ancora più coinvolgente il contatto con la natura c’è il fondo stradale, che qui fa a meno dell’asfalto. Il gusto di pedalare è talmente intenso che potrebbe capitare di ritrovarsi alle porte di Brunico, 35 chilometri dopo San Candido, senza quasi accorgersene.

    Buona la segnaletica della pista che permette al ciclista di seguirla senza difficoltà anche per le vie di Brunico, dove vale la pensa di passare per la strada pedonale del centro per fermarsi in qualche invitante pasticceria (ma ci sono locali per tutti i gusti: enoteche, ristoranti, birrerie). Nell’ultimo tratto, fino a Fortezza, la pista ciclabile si sviluppa proprio di fianco al fiume Rienza e alla ferrovia, tuttavia non riesce a ritrovare il fascino della prima parte. Prima di raggiungere Rio in Pusteria e il capolinea Fortezza, ci si può fermare a Vandoies, la patria del loden.

    La ciclabile ovviamente si può percorrere in entrambi i sensi. Partendo da San Candido si può godere di una discesa costante, d’altra parte la partenza da Fortezza consente di unire alla ciclabile della Val Pusteria quella che, da Dobbiaco, permette di raggiungere il Cadore (fino a Calalzo). E ovviamente anche quella che collega San Candido a Lienz, in Austria, la pista ciclabile più battuta d’Italia. Da Lienz, poi, seguendo la pista ciclabile della Drava si può raggiungere Maribor, in Slovenia.

    IDEE PER LA SOSTA

    Collegiata di San Candido

    È il più importante monumento romanico del Sudtirolo e fu edificato a partire dall’XI secolo sui resti di un monastero benedettino. L’austero campanile in pietra di pianta quadrata e l’atrio con il fonte battesimale precedono il grandioso interno a tre navate. Tra i capolavori all’interno il più notevole è il grande crocifisso ligneo dell’altare maggiore.

    Lodenwelt

    Il loden è un materiale derivato dalla lana di pecora e usato da secoli in Alto Adige per la realizzazione di cappotti, tracolle, pantaloni e gonne. Visitando questo museo si ha la possibilità di scoprire tutti segreti di una lavorazione che, oggi, è riuscita a imporsi anche nella moda globale. Per informazioni: www.oberrauch-zitt.com/it/loden

    Gustav Mahler a Dobbiaco

    Dal centro della cittadine della Val Pusteria si può raggiungere con una piacevole passeggiata il maso Trenker, dove il compositore Gustav Mahler trascorse diverse estati e compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre Canto della terra. All'interno è possibile visitare la stanza occupata dal musicista insieme alla moglie Alma.

    Castello di Brunico

    Costruito nel 1251 dal vescovo di Bressanone Bruno von Kirchberg, il castello di Brunico è raggiungibile dal centro del paese con una piccola passeggiata. All’interno si trova un bel cortile con torre circolare mentre ai piani superiori ci sono alcune delle stanze vescovili e una piccola cappella. Dal 2011 una delle sue ali è diventata (la quinta) sede del Messner Mountain Museum. Per informazioni: www.messner-mountain-museum.it

  • Sentiero della Bonifica

    manifestazione della FIAB Toscana

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    Da Chiusi (Si) a Arezzo (Ar)

    Lunga pedalata (la lunghezza rappresenta l’unico elemento di difficoltà) sul canale Maestro della Chiana alla scoperta dell’antica civiltà etrusca. L’acqua è la protagonista assoluta di un territorio disegnato dalla natura e rimodellato dalla mano dell’uomo con un'opera ciclopica che ha invertito il corso stesso delle acque. Da evitare i mesi più caldi durante i quali questo percorso, totalmente pianeggiante, può rendersi davvero impegnativo per via dell’afa e dell’umidità.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 62 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Laghi di Montepulciano e di Chiusi, Cortona, Castiglion fiorentino, Arezzo
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/sentierobonifica

    Alloggi per cicloturisti

    Fotomanifestazione della FIAB Toscana (G. Cardinali, 2011)

    Descrizione

    L’antica strada utilizzata dai manovali per la manutenzione del canale e delle chiuse oggi è una fantastica pista ciclabile che attraversa uno dei territori magici della Toscana, icona mondiale del cicloturismo in Italia. Il percorso parte proprio nel punto in cui si trova l’argine artificiale che segna il confine tra la Chiana toscana, che digrada verso l’Arno, e la Chiana romana, che defluisce verso il Tevere.

    La prima parte del sentiero offre atmosfere da sogno: si pedala in aree verdeggianti tra il lago di Chiusi e il lago di Montepulciano, testimonianze dell’antica palude e luoghi ideali per piacevoli soste. Nei pressi del lago di Montepulciano sosta obbligata per gli amanti del birdwatching al Centro Visite "La Casetta" (gestito dagli Amici del Lago di Montepulciano www.amicilagodimontepulciano.it) che mette a disposizione dei visitatori capanni e piattaforme per l’osservazione dell’avifauna, perfino con la possibilità di navigare sulle acque del lago.

    Circa 15 chilometri dopo la partenza da Chiusi il tracciato si immerge nell’ampia Val di Chiana seguendo fedelmente gli argini del Canale Maestro. Si viaggia sempre in piano, lontani dal traffico (e dal rumore) automobilistico. Nel frattempo la pista ciclabile avvicina e costeggia il Callone di Valiano, importante opera settecentesca destinata alla regolazione del flusso delle acque provenienti dai laghi di Chiusi e Montepulciano.

    A cavallo tra le province di Siena e Arezzo troviamo un'opera unica, la Botte allo Strozzo, un manufatto idraulico che permette l'incrocio, a livelli sfalsati, di due canali. Più avanti  il Sentiero dei Principes Etruschi (si innesta sulla destra della pista ciclabile, all’altezza del chilometro 37; è lungo 12 chilometri e presenta una salita finale decisamente impegnativa) è un’affascinante deviazione che conduce il ciclista a Cortona, fiabesco avamposto della Val di Chiana aretina, abitato fin dai tempi degli etruschi, che lo chiamavano Curtun. La nascita della città come insediamento è attestata fin dall’VIII secolo a.C. mentre le mura che ancora oggi è possibile vedere verso il santuario di S. Margherita risalgono al IV secolo a.C.

    All’altezza di Cortona comincia il tratto aretino del Sentiero della Bonifica, un itinerario che adesso si addentra nell’anima agricola della Val di Chiana. La Toscana del vino, dell’olio extravergine d’oliva e del grano in questo tratto della valle si arricchisce di produzioni pregiate di pere, mele e susine. A Foiano della Chiana, raggiungibile dalla ciclabile con una deviazione breve ma tosta, ha luogo uno dei Carnevali più antichi d’Italia, documentato fin dal 1539. All’altezza del chilometro 40, nel punto in cui la pista ciclabile interseca ortogonalmente la strada asfaltata, merita una brevissima deviazione la colmata di Brolio: si tratta di un’importante opera idraulica, unica nel suo genere, che realizza l’innalzamento del suolo (bonifica per colmata) attraverso i depositi di acque torbide di provenienza collinare arginate con appositi recinti in terra.

    Ci si avvicina al capolinea di Arezzo attraversando i territori di Marciano della Chiana e Castiglion Fiorentino, quest'ultima città etrusca e medievale ricca che oggi può contare su un ricco calendario di eventi come il Maggio Castiglionese e il Palio dei Rioni. Prima del Ponte Cesa troviamo un fondamentale snodo idraulico costituito dall'incrocio di ben quattro canali.

    Il tratto finale del viaggio lungo il Canale Maestro della Chiana transita tra i frutteti e i vigneti di Civitella in Val di Chiana. Meno bucolica ma non meno affascinante è la storia dei Ponti d’Arezzo, oggi in cemento armato ma in funzione già nel XIV secolo con una serie di cinque ponticelli in legno. Da qui Arezzo dista circa sei chilometri mentre il Canale della Chiana prosegue fino all'opera che per secoli ha condizionato tutta la bonifica: la Chiusa dei Monaci, un monumento idraulico che risale al 1115, quello che vediamo oggi e del 1839. Poi con un corso naturale la Chiana si immette nell’Arno e, nei pressi della confluenza il fiume principale è sovrastato dal romanico Ponte a Buriano, con ogni probabilità lo stesso ritratto da Leonardo alle spalle della Gioconda.

    IDEE PER LA SOSTA

    I paesaggi della bonifica

    La bonifica iniziata nel XVI secolo ha fatto della Val di Chiana un importante centro agricolo. Ancora oggi il territorio vive dell’economia locale, fortemente orientata ai prodotti della terra come il formaggio, la frutta, l’olio, il vino, la carne.

    Oasi Lipu Montepulciano

    Lungo le rive del lago è possibile osservare il grande airone cenerino, la garzetta, la sgarza ciuffetto e il maestoso airone bianco, mentre nel folto del canneto nidificano l’airone rosso, il tarabuso ed il tarabusino. Tra i rapaci si segnalano il gufo comune, che sverna nei boschetti di pioppi, il gufo di palude e il falco pescatore. www.lipu.it

    Cortona

    Tra i motivi per cui fare tappa a Cortona, ville e parco archeologico primi fra tutti, il più affascinante è senz’altro la rilevanza che questo centro aveva ai tempi degli etruschi. Non a caso da Cortona viene la Tabula Cortonensis, lamina bronzea con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca.

    Arezzo Wave

    È un festival di musica rock che nel giro di pochi anni è divenuto punto di riferimento in Italia per le nuove tendenze musicali. L’evento, in calendario attorno alla metà di luglio, ha portato in città artisti del calibro di Ben Harper, Moby, Sonic Youth, David Byrne (tra l’altro grande appassionato di bicicletta) e Skin. Dal 2007 il festival si è spostato in altre città italiane divenendo Italia Wave, ma nel 2012 è ritornato “a casa”.