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Via Romea Francigena: da Londra a Brindisi passando per Roma

  • Ciclovia del Volturno

     

    Da Rocchetta a Volturno (Is) a Capua (Ce)

    Itinerario suggestivo, agevolato da una leggera discesa (più di 500 metri il dislivello negativo), ma purtroppo sprovvisto di una sede protetta, limite che incide sull’agibilità di questo percorso, soprattutto per le famiglie con bambini al seguito. I quasi 150 chilometri di sviluppo complessivo richiedono almeno due giorni di viaggio (meglio tre). Da evitare in piena estate per via del caldo.

    Informazioni

    Tipologia di percorso itinerario su strade secondarie con scarso traffico motorizzato
    Lunghezza 144.5 km
    Livello di difficoltà difficile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Rocchetta Volturno, Cerro al Volturno, Venafro, Capua
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Il percorso si sviluppa nella parte intermedia del fiume Volturno seguendo un corridoio studiato e attrezzato dall’associazione Mtb & Trekking Volturno all’interno di un interessante progetto di ciclovia autogestita. Il percorso prende il via ai piedi del Monte Azzone, confine di tre regioni: Abruzzo, Lazio e Molise. All’inizio si pedala su una stradina sterrata che segue il corso del Volturno per tre chilometri, costeggiando gli scavi della città monastica di Castel San Vincenzo.

    Quando si attraversa la piccola frazione di Cartiera la strada diventa asfaltata e, dopo aver superato Cerro al Volturno, comincia anche a salire. Attraversiamo i paesi di Petrara e Valloni prima di immetterci in un tratto vallonato, più divertente che impegnativo. In prossimità di Ponte Rosso riecco il Volturno che ci accompagna fino alla diga di Ripaspaccata e, poi, a Taverna di Roccaravindola. Ovunque la segnaletica è ottima: tra tabelle direzionali e informative, segnavia e piantine ci sono un migliaio di cartelli lungo il percorso.

    Si prosegue sui tratti pianeggianti dei comuni di Venafro, Sesto Campano e Presenzano. Qui si può visitare la centrale elettrica dell’Enel: il centro visite si trova a soli 500 metri dalla ciclabile. Anche senza fermarsi, comunque, si ha la possibilità di osservare l’invaso inferiore della centrale visto che la pista lo costeggia per circa 300 metri.

    Vairano Patenora, situato quasi a metà del percorso (esattamente a 65 chilometri dalla partenza), è la base logistica ideale per spezzare il viaggio. Infatti è facilmente raggiungibile con il treno, i bus (molto buoni i collegamenti con Napoli Roma e Pescara) e in auto, visto che l’uscita Caianello dell’autostrada A1 si trova poco lontano.

    Più avanti si costeggia un canale di irrigazione del Consorzio di Bonifica, qui siamo nuovamente su sterrato ma il fondo è abbastanza compatto e non dà alcun problema. Si passano i comuni di Raviscanina, S. Angelo d’Alife e Alife, il cui centro storico circondato da cinta muraria di epoca romana dista un paio di chilometri della ciclovia. A Castel Campagnano il ciclista deve affrontare le ultime fatiche: infatti, in prossimità della caratteristica frazione di Squille, comincia una serie di piccole salite che vanno avanti anche ne territori dei comuni di Caiazzo, Piana di Monteverna, Castel di Sasso, Pontelatone e Bellona.

    Il capolinea è annunciato dal Ponte Annibale, sul Vulturno, che segna l’ingresso a Capua.

    IDEE PER LA SOSTA

    Pane di Venafro

    La ricetta tradizionale del pane molisano, che ancora viene prodotto in alcuni panifici, prevede l’uso della patata che gli conferisce una particolare morbidezza. Da provare anche i tipici taralli all’olio di oliva.

    Castello Pandone

    Ritratto in un francobollo emesso nel 1980, in origine era un semplice recinto, situato in cima ad una montagna che domina la valle, voluto dalla popolazione locale a protezione dei prodotti alimentari. Il castello di Venafro fu costruito nel XV secolo da Federico Pandone, da cui prende il nome. Per informazioni: www.castellopandone.beniculturali.it

    Santa Maria Capua a Vetere

    Si trova a pochi chilometri da Capua ed è considerata una delle più grandi città dell’Italia antica. Come testimonia l’anfiteatro capuano, secondo per dimensioni solo al Colosseo di Roma, al quale probabilmente fece da modello visto che, con ogni probabilità, fu il primo a essere costruito.

  • EuroVelo 5 - Via Romea (Francigena)

     

    EuroVelo 5 Via Romea (Francigena)is a cultural cycle route London to Brindisi inspired by The Via Francigena.

    The Via Francigena was a major pilgrimage route and a communication corridor in medieval Western Europe from the Kingdom of the Franks, a bridge of cultures between Anglo-Saxon and Latin Europe that contributed to shaping the European identity (Le Goff). From Rome the way continued to Jerusalem, crossing Southern Italy up to the Adriatic Sea at Brindisi. Cultural Route of the Council of Europe since 1994, The Via Francigena is now a hiking route, based on the travel diary of Sigeric, the Archbishop of Canterbury who noted the places where he stopped on his way back from Rome to Canterbury in 990 after receiving his symbols from the Pope. Since 2007 it is promoted by the European Association of Vie Francigene. 

    European website:  www.viaromeafrancigena.com

    In Italy, the EV5 planned cycle route crosses the peninsula from the Swiss border near Lake Como up to Brindisi, following the Sigeric corridor from Pavia to Rome. It goes through the Po river plain, crosses the Cisa Pass to reach the Versilia Sea coast in Tuscany, moves through the hilly Apennines in central Italy and, passed Rome, goes through Southern Apennines up to the Adriatic Sea coast. It follows minor roads, cycle paths along canals and rivers, reused former railways, passing by 8 Unesco heritage sites (S. Maria delle Grazie in Milan with Leonardo’s Last Supper, Palazzo Medici of Seravezza, Val d’Orcia, historic centres of San Gimignano, Siena, Rome, Longobards’ heritage in Benevento, Sassi of the ancient city of Matera) and charming medieval towns and villages, archeological areas, remains of the Roman Via Cassia, witnesses of pilgrimages. South of Rome the itinerary follows stretches of the ancient Roman consular road Via Appia and ends in Brindisi, where the Mediterranean is open toward East.
    The route is enriched by Italy’s distinctive variety of local traditions, wines and foods.

    Currently, the Italian EV5 route is at the planning stage, embedded in the existing plans of regional cycle networks. Most of the Regions are working to develop the route. Within the framework of the European project "EuroVelo 5-Via Romea Francigena", one of the route proposals was surveyed according to the European Cycle Route Certification Standard. A mtb itinerary was identified and promoted by the European Association of Vie Francigene. FIAB and EAVF are collaborating to combine existing proposals into one route as close as possible to the European Standard.

    EuroVelo 5 is part of the national cycle routeBicitalia 3 Ciclovia Francigena, which includes the national alternatives Sigerico and Moncenisio.

    BI3 cut

     

    Accommodation services for cycle tourists along the route: Albergabici Ciclovia Francigena  

    A pilgrim style hospitality at low cost, often in ancient monasteries, convents, granaries converted into a room and board facilities, is developed between Pavia and Rome.

     

     

     

     

  • Pista ciclabile Fiuggi Paliano

     

    Da Fiuggi (Fr) a Paliano (Fr)

    Il percorso di questa pista ciclabile ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone e appartiene alle reti Bicitalia ed Eurovelo (n. 3, Ciclovia dei Pellegrini). Purtroppo manca una segnaletica dedicata e il dislivello (oltre 500 metri in salita) non è trascurabile: potrebbe farsi sentire soprattutto nelle salite a Fiuggi e Acuto.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 23.5 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Fiuggi, Acuto, Piglio, Paliano
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/fiuggipaliano

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Anche se poco conosciuta è una delle più belle piste ciclabili del Lazio e darà ancora più soddisfazione agli amanti della quiete visto che il suo tracciato non passa da alcun centro abitato. Attenzione però: prima di partire da Paliano è bene fare adeguato rifornimento idrico visto che, nei successivi chilometri, non ci sarà altra occasione per riempire le borracce (la prima fontanella si trova ad Acuto).

    La partenza da Paliano è in salita. Il primo chilometro affianca la Prenestina, poi, dopo l’incrocio con la strada che sale a Olevano e Bellegra, la ciclabile si allontana per seguire il suo percorso intorno alla montagna. I cani sono sempre un pericolo per i ciclisti ma quelli che potreste sentire abbaiare in questo tratto non devono preoccuparvi: sono quelli di un vicino canile. La strada che devia verso Roiate, annuncia che la salita è quasi finita. Poco più avanti, infatti, si giunge alla ex stazione di Serrone, ottimamente restaurata.

    A Serrone comincia un falsopiano su cui è possibile tirare un po’ il fiato (tra l’altro un comodo parcheggio per l’automobile permette di iniziare da qui la pedalata, risparmiandosi i primi faticosi chilometri): si torna a seguire la via Prenestina e, dopo un chilometro e mezzo, si incrocia il bivio con la strada per Piglio (prestare attenzione perché gli automobilisti hanno scarsa visuale sulla ciclabile che si immette sull’incrocio). A Piglio comincia il tratto più bello di tutto il percorso: nove chilometri in cui non si sente il rumore di alcun macchinario umano. Un vero angolo di paradiso. La pista ha letteralmente “tagliato” la collina e, ai lati della campagna sassosa, solo a tratti coltivata a ulivi, gli unici incontri possibili sono quelli con ciclisti o podisti. Anche qui siamo in leggera salita, che diventa più tosta solo nei tre chilometri che precedono Acuto.

    Ma una volta arrivati fin qui, ci si può sentire arrivati, dal momento che mancano poco più di sei chilometri al traguardo Fiuggi. In realtà la pista ciclabile non arriva fino al paese famoso per le proprietà delle sue acque, ma si ferma alla fine di un falsopiano, nuovamente a fianco della Prenestina. Per salire a Fiuggi è necessario immettersi sulla strada provinciale, poco trafficata in qualsiasi periodo dell’anno, e attingere alle ultime energie visto che, anche in questo caso, si deve affrontare una salita.

    A Fiuggi può essere interessante fare una capatina al museo sulla vecchia linea ferroviaria, ospitato all’interno dell’ex stazione, oggi completamente restaurata.

    IDEE PER LA SOSTA

    Terme di Fiuggi

    Per capire l’importanza del centro termale di Fiuggi, famoso in tutta Europa, basti pensare che la piccola cittadina frusinate ha il maggior numero di alberghi del Lazio, dopo Roma. La Fonte Bonifacio VIII è stata progettata da Luigi Moretti negli anni Settanta ma della vecchia architettura liberty conserva lo scenografico ingresso. Per informazioni: www.termedifiuggi.com

    Ski Roll

    A giugno, Piglio ospita l’arrivo di una gara di coppa del mondo di ski roll su una lunghezza di 15 chilometri. La partenza si trova a Genazzano mentre il tracciato si sviluppa lunga la strada statale Prenestina (ss 155), attraversando anche il comune di Serrone

    Via Prenestina

    La strada che segna la via di questa ciclabile è l’antica consolare romana costruita per collegare Roma a Palestrina. Inizialmente si chiamava via Gabina, da Gabii, la città dove un tempo la via terminava. Il nome attuale, invece, deriva da Preneste (dal latino Praeneste), antico nome di Palestrina.