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Descrizione delle ciclovie bicitalia

  • Ciclopedonale su ex ferrovia Treviso-Ostiglia

    Tratto di ciclabile nel padovano

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    Da Treviso (ultimi 2 km in costruzione) a Grisignano di Zocco (VI)

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 50 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Treviso, ParcoSile, Ville Venete, Brenta, Piazzola
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/trevisoostiglia

    Alloggi per cicloturisti

    FotoTratto di ciclabile nel padovano (A.Dalla Venezia, 2012)

    Descrizione

    Non disponibile
  • Ciclovia delle Risorgive

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    Da S.Giovanni Lupatoto (loc. Pontoncello) a Valeggio sul Mincio

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 35 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Valeggio,ParcodelMincio,Adige
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/risorgive

    Alloggi per cicloturisti

    Foto (M.Passigato, 2017)

    Descrizione

    La ciclovia delle Risorgive corre lungo il canale raccoglitore delle risorgive della media pianura veronese, che parte dal Mincio (Valeggio s.M.) e arriva all'Adige (in localita` Ca’ Bombarda`, punto di confine tra San Giovanni Lupatoto e Zevio posto a 12 km dal centro di Verona) passando nell’ordine anche dai comuni di Villafranca di V., Povegliano V., Vigasio, Castel d’Azzano, Buttapietra.
    La sua lunghezza e` di circa 35 km, dei quali i primi 10 km tra Valeggio e Villafranca sono prevalentemete sterrati su panoramici percorsi di campagna mentre i 25 km tra Villafranca e l’Adige sono asfaltati e perlopiu` in pregevole sede propria, percorribili con piacere anche in bdc.

    Si tratta di un'opera bella e importante per la mobilità intercomunale e il cicloturismo, che ha mostrato quanto la sintonia di diverse amministrazioni e il pregevole lavoro di progettazione e coordinamento di un Consorzio di Bonifica che non pensa solo all'ordinario ma anche al miglioramento del territorio possano portare a un progetto di qualità e a grandi risultati; è uno schema virtuoso che, per inciso, qui a Verona cercheremo di riavviare nei mesi a venire anche per i progetti Verona-Ostiglia e Villafranca-Sorgà sugli argini di Tartaro e Tione.

    Dal punto di vista cicloturistico la ciclovia e` una significativa interconnessione orizzontale tra la ciclopista del Sole (BI1, di cui la Peschiera-Mantova lungo il Mincio e` una componente) e la ciclovia dell’Adige-Isarco, che dai passi Resia e Brennero transitando per Bolzano, Trento, e Verona porta il Nord Europa fino alle spiagge dell’Adriatico di Rosolina mare, a breve distanza da Chioggia.
    Nei paraggi di Vigasio la ciclovia incrocia sul Tartaro quella che dovrebbe diventare la Verona-Ostiglia, tassello della nascente ciclovia Verona-Bologna lungo le tracce della Via Claudia Augusta Ostiliense.
    Va inoltre aggiunto che a brevissima distanza dal punto di arrivo sull’Adige sta per essere inaugurata anche una passerella ciclopedonale sulla diga Enel (lavoro realizzato da Enel come opera compensativa per la costruzione di una centrale ad acqua fluente sotto la diga) che, tagliando a meta` la lunga distanza tra il ponte di Porto San Pancrazio a Verona e il ponte Perez a Zevio, permettera` un facile passaggio tra le ciclovie delle sponde destra e sinistra dell’Adige con la creazione di interessanti anelli tra i cosiddetti Paesi Adesanti delle due sponde e la valorizzazione del Parco di Pontoncello.

  • Pista ciclabile della Valsugana

    la ciclabile in livrea autunnale

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    Da Calceranica (Tn) a Pianello-Vallon (Tn)

    L’austera Valsugana, vista dalla bicicletta, è un’autentica rivelazione, un lungo susseguirsi di borghi e piccole cittadine adagiate lungo un itinerario affascinante che resta dolce nonostante alcuni tratti in leggera salita. Il lago di Caldonazzo e l’elegantissima Borgo Valsugana sono i punti clou di una pista ciclabile ben segnalata e priva di difficoltà significative, l’ideale per ogni tipo di gamba e di bici.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 44 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Caldonazzo, Levico Terme, Borgo Valsugana
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valsugana

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile in livrea autunnale (M. Passigato, 2013)

    Descrizione

    L’incursione alla scoperta della Valsugana parte da una delle sue maggiori attrazioni turistiche: il lago di Caldonazzo. Con una superficie di circa cinque chilometri quadrati è il più grande lago interamente trentino. Un tempo le sue acque bagnavano anche la vicina Pergine, ma in seguito alle bonifiche del Settecento, le sue sponde si sono ritirate di quasi un chilometro. Si parta dal piccolo comune di Calceranica che ospita la più antica chiesa di tutta la Valsugana, quella dedicata a S. Ermete, risalente al I secolo d.C.

    Dopo pochi chilometri dalla partenza si raggiunge Caldonazzo, il borgo che ha dato il nome all’omonimo lago e che si trova all’interno di un´ampia pianura compresa tra frutteti e il torrente Centa. La cittadina lacustre offre una piacevole passeggiata tra stradine e abitazioni tipicamente trentine, dominate dalla sagoma merlata della Magnifica Corte Trapp (del XVI secolo), residenza-castello dove un tempo si amministrava la giustizia.

    Quando si ritorna in sella e ci si lascia alle spalle il lago si comincia a seguire il Brenta che, oltre il confine trentino di questa ciclabile, arriva fino Bassano del Grappa e poi nel mar Adriatico nei pressi di Chioggia. Pedalare in mezzo ai meleti della Valsugana (qui si raccolgono circa 200 mila quintali di mele all’anno) è un piacere che può mettere anche un certo appetito. Meno male che a Levico Terme si incontra il bici-grill “Big Fish”, un’area attrezzata che mette a disposizione del ciclista una piccola officina per le riparazioni, servizi igienici e panchine per fare il picnic in tutto comfort.

    Levico Terme, ovviamente, merita una sosta a prescindere dal bici-grill. Città d’acqua d’impronta ottocentesca fa delle acque termali il suo punto di forza: le proprietà arsenicali-ferruginose, uniche in Italia, hanno una riconosciuta azione terapeutica, anche se forse non sono esattamente il tipo di trattamento adatto al ciclista. Ma oltre al benessere, Levico offre ai suoi ospiti passeggiate sui colli circostanti, fra castelli e biotopi, o nell’antico centro storico alla scoperta dell’artigianato tipico.

    La strada per Pianello-Vallon è ancora lunga ed è meglio non attardarsi troppo tra i piaceri di Levico. Anche perché lungo la ciclabile della Valsugana, in alta stagione (cioè i mesi primaverili e autunnali), è possibile trovare un bel traffico, visto che sono molti i ciclisti della zona a darsi appuntamento proprio qui. Nei pressi di Novaledo, la ciclabile affronta un tratto di traffico promiscuo ma non c’è da preoccuparsi: difficilmente il numero delle macchine sarà superiore a quello delle bici. Un lungo rettifilo annuncia Borgo Valsugana: l’abitato è tagliato dal fiume Brenta ed è connotato da una particolare impronta veneta. Dominato dall’imponente Castel Telvana, Borgo Valsugana è una cittadina caratteristica: il centralissimo Corso Ausugum con i portali barocchi e le botteghe per l’acquisto dei prodotti tipici è un passaggio da non mancare.

    Nell’ultimo tratto fino al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, capolinea della pista ciclabile, la valle continua a essere larga e soleggiata, così da restare godibile fino alla fine del pomeriggio. Diversa la situazione nel tratto fino a Bassano del Grappa. Ma questa è un’altra storia. Anzi, un’altra pista ciclabile.

    IDEE PER LA SOSTA

    Ferrovia della Valsugana

    La sua costruzione è cominciata nel 1908: questa ferrovia, ancora in funzione tra Trento e Venezia, svolge un utile servizio in appoggio alla pista ciclabile. Per informazioni: www.trasporti.provincia.tn.it

    Sentiero dei castelli

    Con tre-quattro ore a disposizione e gambe da sgranchire si può seguire a piedi da Borgo Valsugana la segnaletica del ‘Sentiero dei Castelli’ che tocca tra l’altro, il panoramicissimo e suggestivo Castel Telvana (ora di proprietà privata, non visitabile all’interno), oltre a tracce di altre fortificazioni, chiesette antiche, nello scenario dei boschi della valle.

    Museo degli spaventapasseri

    A Marter, poco prima di arrivare a Borgo Valsugana, si trova questo museo che nella classifica dei più bizzarri d’Italia sarebbe di certo nelle prime posizioni. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e, a completare virtualmente la collazione, c’è pure una ricca mostra fotografica. Per informazioni: www.lacasadeglispaventapasseri.net

  • Pista ciclabile Dobbiaco - Cortina - Calalzo di Cadore

    ciclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza

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    Da Dobbiaco (Bz) a Calalzo di Cadore (Bl)

    La pista ciclabile sfrutta tutta la vecchia linea ferroviaria delle Dolomiti, con l’eccezione di alcuni brevi tratti. Nella prima parte, fino a Cortina, il fondo è ricoperto di ghiaia mentre nel tratto di Cadore il fondo stradale è interamente asfaltato. Il dislivello (appena 300 metri in salita, mentre in discesa sono 850!) è ben poca cosa rispetto agli spettacolari scorci panoramici che questa ciclabile è in grado di offrire.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 68 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Dobbiaco, lago di Landro, Cimabanche, Cortina, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Pieve di Cadore, Calalzo di Cadore.
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/dobbiacocalalzo

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi della stazione di Chiappuzza (A. Dalla Venezia, 2009)

    Descrizione

    La lunga cavalcata dolomitica inizia sulle rive del lago di Dobbiaco, che si incontra proprio lungo la ciclabile subito dopo aver passato il nuovo stadio dello sci di fondo. La strada è in leggero saliscendi fino alla piana di Landro, che anticipa l’omonimo lago. Prima di raggiungerlo, nei pressi di un cimitero di guerra, voltando lo sguardo a sinistra si possono scorgere le Tre Cime di Lavaredo, valorizzate da una prospettiva particolarmente esaltante.

    In località Carbonin, circa 15 chilometri dopo la partenza, la strada piega verso il lago di Misurina mentre la pista ciclabile punta a Cimabanche, con una salita piuttosto secca. In questo tratto il fondo è ghiaioso, ma ben tenuto e compatto, dunque senza insidie particolari. Al passo ci si può godere il meritato riposo, fare rifornimento d’acqua e soprattutto ammirare Cortina e le montagne circostanti. Fino alla “regina delle Dolomiti” è una lunga discesa, tra boschi, laghetti e intensi profumi di vegetazione. Le gallerie e i ponti della vecchia ferrovia aggiungono un fascino speciale a questa pista su cui la fatica sembra quasi non farsi sentire.

    L’antico fascino di Cortina, oggi, si fonde un la sua nuova anima glamour: lungo le vie del centro ci sono le stesse boutique di Milano e Parigi mentre alcuni ristoranti propongono le specialità tradizionali rivisitate da chef stellati. A metà strada del percorso, Cortina è il luogo ideale per chi decidesse di spalmare l’escursione in due giorni. Va da sé che il budget ne risentirà parecchio…

    Le indicazioni della ciclabile sono ben posizionate e perdere la strada è praticamente impossibile. Dopo aver attraversato lo scenografico ponte ferroviario (attenzione ai pedoni!) si riparte alla volta di Zuel da cui si può ammirare il vecchio trampolino di Cortina, usato in occasione delle Olimpiadi invernali del 1956. Adesso la pista è in leggera, ma costante, discesa e lasciarsi spingere dalla bicicletta permette di godersi in modo ancora più piacevole la Croda da Lago, il Pelmo, la Croda Marcora e l’Antelao, che con i suoi 3.264 metri d’altezza è la seconda cima delle Dolomiti.

    Circa 20 chilometri dopo Cortina si raggiunge San Vito di Cadore e il lago di Mosigo. Ancora qualche pedalata e, a Venas di Cadore, si può decidere una deviazione verso Cibiana (quattro chilometri e 200 metri di dislivello) che offre un’impareggiabile vista sul Sassolungo. Nell’ultimo tratto l’effetto delle discesa è quasi impercettibile ma il traguardo è ormai molto vicino: mancano poco più di 10 chilometri a Calalzo di Cadore.

    IDEE PER LA SOSTA

    Funivie di Cortina

    Chi decidesse di pernottare a Cortina può sfruttare la possibilità di salire in quota per ammirare da vicino le cime che l’hanno resa famosa nel mondo. Le più famose sono quelle per le Tofane e il Faloria, dove in inverno fa tappa la Coppa del Mondo di sci. Per gli amanti del brividi si può salire ancora più in alto con quelle dirette al Cristallo (2.235) e Staunies (3.000).

    Borca di Cadore

    Questo piccolo borgo è situato nell’ampio bacino tra il monte Pelmo e il monte Antelao, due autentici colossi delle Dolomiti. La pista ciclabile è un ottimo punto di osservazione per immaginare l’opera di erosione dei ghiacciai che hanno modellato il territorio così come oggi ci si presenta.

    Tiziano Vecellio

    Maestro del colore e accorto imprenditore, Tiziano è uno degli artisti più importanti del Quattrocento. La sua casa natale a Pieve di Cadore, miracolosamente sfuggita alle devastazioni belliche, è perfettamente conservata e visitabile. Per informazioni: www.magnificacomunitadicadore.it

    Gustav Mahler a Dobbiaco

    Dal centro della cittadine della Val Pusteria si può raggiungere con una piacevole passeggiata il maso Trenker, dove il compositore Gustav Mahler trascorse diverse estati e compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre Canto della terra. All'interno è possibile visitare la stanza occupata dal musicista insieme alla moglie Alma.

  • Pista ciclabile Modena Vignola

    Ciclabile nei pressi di San Donnino

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    Da Modena (Mo) a Vignola (Mo)

    Asfaltata e ben segnalata la ciclabile che collega Modena e Vignola è il percorso ideale per una gita in bicicletta, anche se per arrivare a destinazione bisogna affrontare una piccola salita finale. La pista ciclabile, inaugurata nel 2001, sfrutta il sedime della vecchia ferrovia e rappresenta uno dei primi casi di recupero.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 28 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Modena, Castelnuovo Rangone, Spilamberto, Vignola
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/modenavignola

    Alloggi per cicloturisti

    FotoCiclabile nei pressi di San Donnino (C. Pedroni, 2000)

    Descrizione

    Il punto di partenza di questa pista ciclabile inizia a Vaciglio, piccola frazione che ormai è stata inglobata nell’area urbana di Modena. Prima di partire, dunque, vale la pena un piccolo tour per il centro storico, con un passaggio obbligato (e magari una sosta) davanti al Duomo e alla sua torre campanaria, la famosa Ghirlandina.

    Lo scenario cambia radicalmente quando si scavalca la superstrada e ci si immerge in quella campagna operosa che farà da scenografia a tutti i 28 chilometri del percorso. Raggiunto l’abitato di San Donnino, a 10 chilometri da Modena, dopo un sottopasso dell’autostrada A1, la ciclabile piega verso sinistra in direzione Castelnuovo Rangone. Siepi imponenti e alberi da frutto fanno ombra sulla ciclabile, cosa che si apprezza particolarmente durante i mesi più caldi. Ma il bello di questo tratto è la tranquillità che garantisce al ciclista, isolato dal rumore e dai pericoli del traffico e immerso nei colori della campagna. Sarà per questo che, quando si arriva a Castelnuovo Rangone e si trovano diversi cartelli con i brani delle opere di Jack Kerouac sulla necessità dell’uomo di mettersi in viaggio, viene voglia di fermarsi e prendersi il tempo di godersi questa letteratura “en plein air”. Allo scrittore che animò la Beat Generation, tra l’altro, è dedicato il tratto di ciclabile all’interno del comune di Castelnuovo Rangone.

    Una delle tante indicazioni segnaletiche che si trovano lungo il percorso ci segnala che bisogna curvare di novanta gradi, questa volta verso sinistra, per fare rotta su Spilamberto che si raggiunge dopo sei chilometri. Il fiume Panaro scorre a pochi passi dal centro del paese dove ha sede la Consorteria dell’aceto balsamico tradizionale di Modena che da oltre quarant’anni tutela e valorizza questa produzione artigianale, ormai famosa in tutto il mondo.

    Superato l’abitato di Spilamberto la ciclabile non riesce più a trovare quelle suggestioni bucoliche del primo tratto perché l’urbanizzazione ha invaso molto dello spazio che un tempo apparteneva ai campi coltivati, specialmente ai frutteti. Qui la strada comincia anche a salire e, per arrivare a Vignola, bisognerà superare un dislivello di circa 100 metri in 10 chilometri: una difficoltà non certo proibitiva. Soprattutto con la prospettiva di arrivare a destinazione e farsi una scorpacciata di morette, le famose ciliegie di Vignola.

    IDEE PER LA SOSTA

    Castelnuovo: un paese per i bambini

    È un’iniziativa che il Comune porta avanti da molti anni: i bambini di quinta elementare sono chiamati a disegnare piccole piastrelle con cui, annualmente, una zona del centro viene ripavimentata. Un progetto che, piano piano, sta trasformando la cittadina modenese.

    Vignola, è tempo di ciliegie

    Di solito l’appuntamento è per il secondo week end di giugno ma, a differenza di quel che può far immaginare il nome, non si tratta di un evento dedicato esclusivamente alla ciliegia. La manifestazione, infatti, è l'occasione per conoscere e gustare tutte le specialità della zona come l’aceto balsamico, il parmigiano reggiano e le crescentine.

    Casa museo Enzo Ferrari

    Inaugurato nel 2012, il museo modenese si trova all’interno della casa natale di Enzo Ferrari, pilota e fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome. La nuova galleria espositiva, che ospita modelli di tutte le epoche ed è gialla come il colore della città, richiama nelle aperture per la luce le prese d’aria di un’auto da corsa. Per informazioni: www.museocasaenzoferrari.it

  • Pista ciclabile Riviera Berica

    Ciclabile in vista di Villa Capra detta La Rotonda

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    Da Vicenza (Vi) a Noventa Vicentina (Vi)

    È una nuova pista ciclabile, con asfalto legatissimo e ottima segnaletica. Il percorso si sviluppa totalmente in piano e non presenta difficoltà di rilievo, rendendola la destinazione ideale di famiglie e cicloturisti di qualsiasi gamba. Per i biker più tosti può servire da raccordo per alcuni anelli in mtb lungo la Riviera Berica.

     

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 36 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Vicenza, Longare, Castegnero, Campiglia dei Berici, Noventa Vicentina
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/rivieraberica

    Alloggi per cicloturisti

    FotoCiclabile in vista di Villa Capra detta La Rotonda (M. Zocca, 2014)

    Descrizione

    Questa pista ciclabile, recentemente completata, è il più importante tassello della viabilità ciclistica nel quadrante sud della città di Vicenza. Si tratta della cosiddetta area Euganeo-Berica, più nota con il nome di Riviera Berica. Tra i tantissimi punti a favore di questo itinerario, tuttavia, non c’è sicuramente la tranquillità visto che la ciclabile è molto frequentata dagli abitanti di Vicenza e dei paesi attraversati, anche nei giorni feriali.

    La pista ciclabile ha inizio a Porta Monte e, come spesso accade, il segmento urbano non ha granché da offrire al cicloturista. Ma conviene non aumentare troppo l’andatura perché ancora prima di aver lasciato Vicenza ecco La Rotonda, regina di tutte le ville palladiane (ovviamente, visita consigliatissima).

    Si pedala in direzione sud verso l’abitato di Campedello, che si raggiunge in un paio di chilometri. A circa sei chilometri dalla partenza, tre “palazzoni” (in realtà si tratta di un interessante recupero del Cotonificio Rossi, costruito agli inizi del Novecento) annunciano il paese di Debba. Si prosegue per Longare, pedalando tra il fiume Bacchiglione, il colle di Bugano e una campagna in cui il kiwi la fa da padrone.

    Siamo in prossimità di una grande base americana (Pluto, il nome in codice assegnato dalla Nato a questo sito) anche se, con la sola eccezione del filo spinato che la delimita, è impossibile vederla visto che è totalmente sotterranea. Non è una gran perdita! Una volta arrivati a Longare, invece, è di notevole interesse la strada dei Vini Berici, un extra di circa 30 chilometri con destinazione Sossano lungo le strade nervose e bellissime ai piedi del rilievo Berico. La dritta vale soprattutto per i cicloturisti più arditi perché ci sono salite molto impegnative.

    La pista ciclabile, invece, continua a seguire rettilinei perfetti e lunghissimi che, dopo una fase iniziale in cui risultano affascinanti e perfino ipnotici, alla lunga vengono un po’ a noia. Si arriva a Ponte di Mossano che anticipa Bagni di Mossano, nota nella zona per le sue fontane di acqua calda (circa 30 gradi). Poco più avanti, in località Ponte di Barbano, il percorso si scosta dai monti Berici per avvicinarsi alle alture più modeste di Albettone. E qui il paesaggio sembra perdere un po’ del suo fascino, privo di quelle ville imponenti che segnavano l’orizzonte. Ma è solo apparenza. All’occhio più attento, infatti, non sfuggirà il gran numero di nobili fattorie, vero e proprio “status symbol” dei tempi andati in cui, avere il proprio oratorio per non mischiarsi ai servi e ai contadini, era condizione e necessaria per ambire a cariche pubblica di primo piano.

    Siamo ormai in prossimità di Noventa Vicentina, capolinea di questa ciclabile. Prima di pensare al ritorno a casa, però, è d’obbligo una visita a Villa Barbarigo-Loredan-Rezzonico e alla Chiesa parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, con la pala d’altare di Giambattista Tiepolo.

     

     

     

    IDEE PER LA SOSTA

    Villa La Rotonda

    Progettata e costruita da Andrea Palladio intorno al 1570, su commissione di monsignor Paolo Almerico, la dimora è passata alla famiglia Capra nel 1591. Dal 1911 è di proprietà della famiglia Valmarana che l’ha aperta al pubblico dal 1986. Per informazioni: www.villalarotonda.it

    Strada dei Vini dei Colli Berici

    Non è necessario percorrerne l’intero anello, si può anche selezionare le cantine e le strutture agrituristiche più vicine alla ‘riviera berica’ per apprezzare il corpo e le particolarità dei rari vitigni autoctoni di questa fascia collinare. Elenchi e informazioni sul sito del consorzio: www.bevidoc.it

    Villa Barbarigo-Loredan-Rezzonico

    È una villa patrizia del tardo XVI secolo a Noventa Vicentina. Il punto di forza di questa villa sono le decorazioni a gli affreschi di artisti tra i quali Antonio Foler, Antonio Vassilacchi (l’Aliense) e Luca da Reggio (Luca Ferrari). Dalla fine del XIX secolo è adibita a sede municipale.

  • Pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa

    la ciclabile nei pressi di Moena

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    Da Molina di Fiemme (Tn) a Pozza di Fassa (Tn)

    Bellissimo percorso lungo il torrente Avisio, a cavallo tra Val di Fiemme e Val di Fassa. La salita, unica difficoltà di questa pista ciclabile, ha il vantaggio di essere pedalabile e molto regolare, soprattutto all’inizio. Gli unici due punti un po’ critici sono quelli che precedono Moena e Pozza di Fassa.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 35 km
    Livello di difficoltà medio
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Molina di Fiemme, Cavalese, Predazzo, Moena, Pozza di Fassa
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valdifiemmefassa

    Alloggi per cicloturisti

    Fotola ciclabile nei pressi di Moena (M. Passigato, 2009)

    Descrizione

    Il punto di partenza della pista ciclabile Val di Fiemme e Fassa si trova a sud del paese di Molina di Fiemme, sulla sponda sinistra del torrente Avisio che fa un po’ da apripista al percorso. Dopo averlo scavalcato per mezzo di una passerella, si comincia la risalita della valle verso Predazzo. Per fortuna il primo tratto è quello con la pendenza più dolce e, fino alla località Cascata, quasi non ci si accorge di essere in salita. Qui si può fare la prima sosta della giornata per osservare il grande salto d’acqua del Rio di Val Moena, il luogo è fresco e piacevole, l’ideale soprattutto nei mesi più caldi.

    La pista ciclabile continua con alcuni saliscendi, poi si infila in un’area boschiva per raggiungere, poco dopo, la stazione di fondovalle della funivia del Cermis, poco lontana dalla frazione di Masi di Cavalese. Si pedala tra prati e pascoli, si passano ponti di ferro e stazioni abbandonate, testimonianze della vecchia ferrovia a scartamento ridotto oggi riconvertita a pista ciclabile. Si attraversa il piccolo abitato di Lago di Tesero (in caso di problemi meccanici, qui si può fare riferimento al Centro del Fondo, fornito di servizi e assistenza per i ciclisti) per poi dirigersi verso Ziano di Fiemme. La natura e la mano dell’uomo, in questo tratto, hanno prodotto un paesaggio fantastico che alterna campi arati, pascoli verdeggianti e curatissime foreste. Poco prima di arrivare a Zanolin, frazione di Ziano di Fiemme, si può ammirare un ponticello di legno con copertura a due falde, uno dei pochi in Trentino.

    Seguendo il percorso dell’antica ferrovia si arriva a Predazzo che si trova quasi a metà del percorso e segna l’inizio della parte più impegnativa. La prossima destinazione è Moena: per raggiungerla si torna a pedalare sulle rive del torrente Avisio, in un passaggio in cui la valle si fa più stretta e conduce alla frazione di Forno. Qui avviene lo sconfinamento in Val di Fassa: l’incantevole Moena, adagiata su una conca tra le Dolomiti e circondata dai gruppi dolomitici del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar, si raggiunge in salita attraversando varie volte il torrente Alvisio. Il tratto successivo permette di tirare un po’ il fiato: Soraga, infatti, si trova a tre chilometri di distanza, tutti in leggera discesa. La condizione ideale per ammirare uno scorcio fantastico sulla valle con le cime del gruppo Sella e Pordoi sullo sfondo. Superato l’abitato di Soraga, si procede per alcuni chilometri fra prati e boschi nelle vicinanze di Pozza di Fassa e per poi giungere fino al centro del paese su strada comunale.

    IDEE PER LA SOSTA

    Alpe Cermis

    Famosa per la disgrazia del 1998, quando un aereo militare americano tranciò il cavo della funivia causando la morte di 20 persone, l’Alpe offre magnifiche vedute sulle valli sottostanti dall’altro dei suoi 2.250 metri. Per informazioni: www.alpecermis.it

    Foresta di Paneveggio

    È famosa per il cosiddetto abete rosso “di risonanza”, molto richiesto dagli artigiani liutai. Tra i molti costruttori di strumenti musicali che fin dal Seicento si recavano fin qui per la selezione dei legni migliori c’è anche Antonio Stradivari. Per informazioni: www.parcopan.org

    Dódes Masi de Pardàc

    Passeggiata notturna per le vie del centro storico organizzata nella parte centrale di agosto. Contadini, artigiani, donne di casa, musicanti e naturalmente turisti, rievocano le origini di Predazzo che la leggenda vuole derivare da 12 masi. Prima, ovviamente, abbondante cena a base di piatti e dolci tipici.