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  • BI3 - Moncenisio

    Variante della Ciclovia Francigena

  • BI3 - Sigerico

    Variante della Ciclovia Francigena

  • Corona di Delizie

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    Da Torino (To) a Torino (To)

    La lunghezza e la mancanza di sede protetta continua sono le uniche difficoltà di questo affascinante percorso che permette di scoprire il grande passato e molte curiosità di Torino e dintorni. La Corone di Delizie offre anche sette suggestive varianti storiche che raggiungono, tra gli altri, Moncalieri, Rivoli, Stupinigi e Superga.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta e strade consortili e provinciali
    Lunghezza 90 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Torino, Venaria Reale, Pianezza, Rivoli, Orbassano, Nichelino
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Foto (M. Agnese, 2012)

    Descrizione

    Se oggi la Corona di Delizie è uno degli itinerari ciclistici più apprezzati del Piemonte il merito è soprattutto di Bici&Dintorni, la federata torinese della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) che ha cominciato a lavorare a questo progetto fin dal 1999. A distanza di 12 anni, a novembre del 2011, gli sforzi dell’associazione sono stati coronati (è proprio il caso di dirlo!) con l’inaugurazione di questo percorso.

    Essendo un anello, ognuno può scegliere liberamente il proprio punto di partenza e arrivo. Noi abbiamo scelto la stazione della Tranvia Sassi-Superga, da cui si può raggiungere l’omonima basilica. Siamo ai limiti orientali della città dove la Ciclopista del Po è l’asse portante della Corona di Delizie: si tratta di una magnifica pista ciclabile, quasi mai interrotta dalle intersezioni con le strade battute dal traffico motorizzato, che si sviluppa soprattutto attraverso i numerosi parchi istituiti sulle sponde del fiume. Il primo, soltanto poche centinaia di metri dopo la partenza, è il Parco del Meisino.

    Pedalando verso nord, si costeggia la periferia industriale della città prima di arrivare a Settimo Torinese, dove il parco Mezzaluna che si trova proprio lungo il percorso è un’ottima scelta per una fermata. Siamo ormai lontano dall’area urbana torinese e viaggiamo in direzione del grande Parco regionale La Mandria (destinazione di una delle varianti storiche) per raggiungere Borgaro dove si può ammirare il castello di Santa Cristina, purtroppo solo da fuori, visto che al momento non è visitabile. Il percorso continua toccando gli abitati di Druento e Pianezza: qui si passa a pedalare sulla nuova ciclabile costruita sulle rive della Dora Riparia verso Collegno. È uno dei tratti più suggestivi di tutto il percorso, con un paesaggio insospettabile a ridosso di un grande centro urbano come Torino.

    Superato Grugliasco si arriva a Rivoli sfruttando anche percorsi non protetti, ma su strade veramente molto tranquille. Il Castello e il Museo di Arte Contemporanea sono un richiamo quasi irresistibile per il turista, e quello in bicicletta non fa eccezione. Dopo la sosta si punta verso Rivalta e, prima di arrivare a Beinasco, si transita su una futuristica passerella degna del miglior Calatrava. Abbiamo scavalcato il Sangone che adesso prendiamo a seguire fino a Stupinigi e Moncalieri, dove il corso d’acqua si estingue nel Po. Ed è proprio sulle rive del fiume nazionale che la ciclabile accompagna il ciclista al Castello del Valentino, ultima delizia di questa fantastica corona che, oltre a circoscrivere la città di Torino, sembra quasi un viaggio nel tempo.

    La Corona di Delizie è stata pensata con una speciale attenzione all’intermodalità treno-bici. Lungo l’itinerario infatti si trovano diverse stazioni: Collegno, Moncalieri, Settimo, Borgaro, Venaria e Torino.

    IDEE PER LA SOSTA

    Tranvia Sassi-Superga

    Collega il quartiere Borgata Rosa-Sassi con la collina di Superga: l’arrivo è a quota 672 metri. Poco più in alto si trova la Basilica di Superga che offre una vista spettacolare sulla città torinese con lo sfondo suggestivo di tutto l’arco alpino.

    Reggia di Venaria Reale

    Nonostante le notevoli dimensioni, fu progettata e costruita in meno di vent’anni per volere del duca Carlo Emanuele II. Purtroppo i giardini originali sono completamente spariti da quando Napoleone li trasformò in piazza d'armi. www.lavenaria.it

    Castello di Rivoli

    Il Castello di Rivoli è stata una delle residenze sabaude e, oggi, è sede del Museo di Arte Contemporanea, inaugurato nel 1984 con la mostra “Ouverture”, curata dall’allora direttore del museo Rudi Fuchs. Per informazioni: www.castellodirivoli.org

    Castello del Valentino

    ituato nell’omonimo parco e bagnato dalle rive del Po, dal 1997 il Castello del Valentino, acquistato da Emanuele Filiberto di Savoia su consiglio di Andrea Palladio, appartiene, come elemento delle Residenze sabaude, al Patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. Oggi è sede distaccata del Politecnico di Torino e ospita la Facoltà di Architettura.

  • Pista ciclabile Airasca - Villafranca

     

    Da Airasca (To) a Villafranca (To)

    La lunghezza ridotta, la sicurezza della sede protetta e il profilo altimetrico privo di asperità fanno di questa ciclabile una scelta ideale per le escursioni familiari, anche nel caso di bambini al seguito.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 16.5 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Airasca, Cercenasco, Vigone, Villafranca
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/airascavillafranca

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Questa ciclovia rivive su un tratto della ex ferrovia che collegava Airasca a Salluzzo (circa 33 chilometri), con diverse diramazioni per servire la maggior parte di località del Piemonte sud-occidentale. I 16 chilometri che oggi permettono al ciclista di tagliare campi coltivati e piccoli pioppeti potrebbe essere l’inizio di un progetto più ampio, quando anche altri pezzi della ex linea ferroviaria saranno convertiti a ciclabile.

    Si parte da Airasca e subito si assaggia il fondo sterrato ricoperto di ghiaia, che comunque non presenta alcuna difficoltà in sella a una bicicletta da trekking o mountain bike (con la bici da corsa o in caso di coperture particolarmente strette è bene prestare un po’ di attenzione in più). La fusione con il paesaggio è totale, anche grazie al silenzio di cui la ex ferrovia sa farsi custode, lontano dalle automobili, che comunque scarseggiano anche sulle strade di queste zone.

    Ad allietare la pedalata, nelle giornate di bel tempo, c’è anche il Monviso il cui maestoso profilo è ben visibile da molti punti dell’itinerario. Dieci chilometri dopo la partenza da Airasca si arriva a Vigone, piccolo comune agricolo di 5 mila abitanti che però può vantare uno dei presepi più grandi d’Italia. Lo si può ammirare all’interno del municipio, dove è esposto da più di 10 anni.

    Si torna in sella per raggiungere Villafranca, bagnata dalle acque dei torrenti Pellice e Chisone e dal fiume Po. Una volta a destinazione, si può prendere in considerazione un circuito extra che però si trova al di fuori della pista ciclabile. Si tratta di un anello che da Villafranca porta verso Cavour lungo al strada provinciale 153 e poi a Zucchea per la strada provinciale 152. Il percorso attraversa una campagna piacevole e silenziosa ed è molto poco trafficato, soprattutto nei week end. Tuttavia l’opzione è sconsigliabile in caso di bambini al seguito.

    IDEE PER LA SOSTA

    Carnevale

    In occasione del carnevale, ad Airasca, ha luogo una sfilata di carri allegorici provenienti dai diversi comuni della zona. Le maschere tipiche di Airasca sono il Prajé (il manovale che si occupa della manutenzione dei canali di irrigazione) e la Marghera (che produce il burro).

    San Bartolomeo

    È il patrono di Airasca e per festeggiarlo il paese organizza (nei giorni attorno al 24 agosto) la Sagra del pollo. Si tratta di una collettiva abbuffata di pollo cucinato in diversi modi: rollatine, grigliate, insalata, carpione, finanziera.

    Cappella di Missione

    La Missione è citata in un documento del vescovo di Torino, risalente al 1037. Alla fine del XIV secolo la cappella è stata ricostruita e completamente affrescata. L’artista più illustre che lavorò a questo progetto è Aimone Duce, autore dell’Annunciazione.

  • Pista ciclabile del Tanaro

     

    Da Pollenzo (Cn) a Ponte Neive (Cn)

    itinerario breve e totalmente pianeggiante, indicato anche per le gite familiari con bambini al seguito. La pista ciclabile è quasi sempre a pochi metri di distanza dal fiume Tanaro, che aggiunge un pizzico di suggestione in più. La posizione strategica di Alba, esattamente a metà del percorso, permette di programmare una sosta con servizi di qualsiasi tipo.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 24.5 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Pollenzo, Verduno, Alba, Ponte di Neive
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/tanaro

    Alloggi per cicloturisti

    Foto

    Descrizione

    Dal centro di Pollenzo si segue la strada in direzione Alba fino al ponte sul fiume Tanaro: qui il cartello Pista ciclabile indica l’inizio del percorso. È una stradina asfaltata, da imboccare sulla destra, che nel giro di poche pedalate conduce alla Spiaggia dei cristalli, nel Comune di Verduno. Si tratta di cristalli di gesso che, in queste zone, si sono formati 5 milioni di anni fa: la chiusura dello stretto di Gibilterra impedì la circolazione delle acque oceaniche e questo provocò il prosciugamento del Mediterraneo. Questo stimolò il deposito di solfato di calcio a cui si deve la formazione di enormi banchi di gesso: in questa zona possono raggiungere i 20 metri di spessore.

    Si torna in sella in aperta campagna, il percorso si sviluppa prima sulla riva destra e poi su quella sinistra del Tanaro. Entrambe le sponde sono piuttosto ombreggiata e (relativamente) fresche anche durante l’estate. Prima di arrivare ad Alba, è possibile organizzare una sosta presso un piccolo laghetto oppure in una delle due aree attrezzate.

    Adagiata su un’ampia conca pianeggiante e circondata dalle colline, Alba è la capitale storica delle Langhe. Le vigne sono una quinta suggestiva per questo piccolo centro conosciuto soprattutto per il suo Dolcetto. Il centro storico, tipicamente medioevale, si anima soprattutto lunga la via Maestra, piazza del Duomo e piazza delle Erbe. Per scoprire l’anima della città, però, bisogna addentrarsi fino alla Galleria della Maddalena dove si battono all’asta i migliori tartufi d’Italia (e non solo). Con la sua impareggiabile offerta di gastronomia tipica, Alba è il luogo ideale per soddisfare anche le forchette più esigenti.

    Nella seconda parte del percorso la principali località sono Mogliasso e Castagnito, dove si possono ammirare le Rocche di Barbaresco. Una dritta per gli appassionati pescatori: tratto di fiume è famoso per la pesca alle carpe. Ponte Nieve è il capolinea del percorso, anche se, aggiungendo 30 chilometri, è possibile arrivare in bicicletta fino ad Asti.

    IDEE PER LA SOSTA

    Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

    Nata nel 1928 come evento secondario della Festa della vendemmia, la fiera del tartufo che si svolge ogni anno a ottobre è diventata un evento internazionale con ospiti del calibro di Joe Maggio, Alfred Hitchcock e Gérard Depardieu. Per informazioni: www.fieradeltartufo.org

    Museo Eusebio

    Nel cuore di Alba, in un angolo del complesso della chiesa della maddalena, un piccolo ma curato museo con una parte archeologica e una naturalistica per capire storia e morfologia del territorio. Per informazioni e orari: www.comune.alba.cn.it

    Università di Scienze Gastronomiche

    È l’ateneo fondato da Carlo Petrini, patron di Slow Food, per promuovere un sistema alimentare virtuoso e di qualità. Per informazioni su corsi e progetti: www.unisg.it