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  • Anello della Laguna di Orbetello

    ciclabile a Poggio Pertuso

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    Da Orbetello (Gr) a Orbetello (Gr)

    Un percorso con partenza e arrivo nell’affascinante centro di Orbetello, ideale per gli amanti della natura, specialmente appassionati del birdwatching. L’itinerario è totalmente pianeggiante e offre la comodità logistica di arrivare nello stesso punto da cui si è partiti.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 19 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Orbetello, Terrarossa, Feniglia
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile a Poggio Pertuso (A. Fedi, 2014)

    Descrizione

    L'Itinerario inizia dalla stazione di Orbetello Scalo. Dalla piazza della stazione inizia infatti la bella pista ciclopedonale che porta ad Orbetello. Realizzata in larga parte sul tracciato della vecchia ferrovia Orbetello – Porto Santo Stefano, la pista ciclabile scorre adiacente ad una via interna, parallela alla strada provinciale, che conduce al presidio Ospedaliero. Dall'altro lato, a pochi metri, il lato di ponente della Riserva Naturale della Laguna di Orbetello, una delle più importanti oasi naturalistiche dell'intero bacino del mediterraneo dove, tra novembre e marzo si possono ammirare migliaia di fenicotteri rosa, anche loro, "svernano" in Maremma. La ciclabile costeggia la Laguna e, giunti ad un grande parcheggio nei pressi della vecchia stazione, consigliamo vivamente di interrompere la nostra pedalata per entrare all'interno del Centro Storico della cittadina lagunare, punti di riferimento, Piazza della Repubblica anche detta del Duomo, per la bella Cattedrale di Santa Maria Assunta che si affaccia sulla piazza, e Piazza Garibaldi. Dal centro storico, si esce in direzione EST, verso l'Argentario, reimmettendosi sulla pista ciclabile che ancora corre sul rilevato della vecchia ferrovia, attraversando la laguna su una diga artificiale, fino a giungere al casello di Terrarossa sul Monte Argentario.

    Attraversando la Strada Provinciale 161 entriamo di nuovo su una pista ciclabile che costeggia la laguna di levante e la SP 2 del Monte Argentario. Giunti alla biforcazione del Tombolo di Feniglia, proseguiamo ancora diritti in direzione Porto Ercole. La ciclabile si inerpica su Poggio Pertuso, sono solo poche decine di metri, ma che ci permettono di vedere dall'altro la darsena di Cala Galera, Forte Filippo (la prima delle tre fortezze spagnole di Porto Ercole. Attenzione il forte non è visitabile) e il proseguimento della ciclabile, che termina alle porte dell'abitato di Porto Ercole. Una volta giunti al termine della ciclabile, consigliamo di attraversare la strada e immettersi sulla grande Piazza Amerigo Vespucci (punto acqua e bar) in seguito, risaliti leggermente su via dei Molini, si gira a sinistra entrando poco dopo nel centro di Porto Ercole da via Caravaggio. Di fronte a noi, la Rocca Aldobrandesca (visitabile su appuntamento informazioni e orari presso l'Ufficio Turistico in Piazza Roma, adiacente a via Caravaggio).

    Da Piazza Roma consigliamo di effettuare il largo giro panoramico che risale la SP 66 toccando la Rocca Aldobrandesca e la sommità del colle dove sorge un altro importante baluardo difensivo di epoca spagnola, Forte Stella, anch'esso visitabile nei mesi estivi. Da Forte Stella si rientra in piazza Amerigo Vespucci e ripercorrendo a ritroso la ciclabile si ritorna alla biforcazione del Tombolo di Feniglia.

    Il senso di tranquillità e di bellezza che proverete pedalando i sei km del lungo stradone ombreggiato che attraversa la rigogliosa pineta della Riserva Forestale del Tombolo di Feniglia, vale da se un viaggio a Orbetello. Appena oltrepassato l'ingresso avrete la possibilità di consultare la piantina dei sentieri che attraversano la pineta, vi consigliamo di rimanere nello stradone centrale, all'inizio del quale potrete trovare una piccola e modesta stele a memoria di uno dei più grandi pittori del 600, Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

    Al km 3 del tombolo, la pineta si apre lasciando spazio ad un ampio stradone a fondo naturale che termina al mare. Vivamente consigliata la deviazione, sia per un bagno che per il panorama che si aprirà davanti ai vostri occhi.

    Usciti dalla pineta di Feniglia (bar e ristoro) si può rientrare a Orbetello Scalo attraverso una bella stradina di servizio, chiusa al traffico veicolare ma aperta alle biciclette, che corre tra la laguna e la ferrovia, attraversando orti e delimitata da caratteristici muretti a secco, fino ad arrivare in località Cameretta. Pochi colpi di pedale ci separano dalla Stazione FS di Orbetello, punto di partenza e arrivo di questo entusiasmante itinerario.

    Nell'eventualità che abbiate ancora tempo a disposizione, una volta usciti dalla pineta di Feniglia, è possibile, pedalando un breve (non supera il km) ma intenso tratto in salita, visitare il museo archeologico e le vestigia della città romana di COSA-Ansedonia, cinta da mura ciclopiche è una chicca la cui visita richiede almeno un paio d'ore di tempo. Il panorama che si gode dal punto più alto dell'area archeologica, ripaga ampiamente della salita affrontata.

    IDEE PER LA SOSTA

    Orbetello

    Le mura etrusche, probabilmente risalenti al V secolo a.C., furono rinforzate prima in epoca medievale e poi alla fine del XVI secolo. Gli spagnoli le ampliarono costruendo sul lato di terra l’imponente bastionata di cui sono ancora visibili le due porte cittadine e l’imponente fortezza.

    Laguna di Orbetello

    È una zona umida di importanza internazionale: qui nidificano o transitano molte specie di uccelli, fra i quali il cavaliere d’Italia, il fenicottero rosa, l’airone bianco maggiore, il falco pescatore, la spatola, l’avocetta e il cormorano. Per una visita soddisfacente è indispensabile documentarsi in anticipo sul periodo migliore che può variare di anno in anno.

    Tomboli della Giannella e di Feniglia

    I tomboli sono particolari tipi di spiaggia creati dal vento, dalla corrente del mare e dai detriti fluviali. Le due lagune (di Ponente e di Orbetello) sono separate dal Tirreno dai Tomboli della Giannella e di Feniglia, che uniscono la terraferma all’Argentario.

  • BI3 - Moncenisio

    Variante della Ciclovia Francigena

  • Ciclovia della Versilia

     

    Da Viareggio (Lu) a Marina di Massa (Ms)

    È la pista ciclabile più balneare d’Italia, si sviluppa completamente in riva al mare e offre innumerevoli possibilità per improvvisare un tuffo. L’unica deviazione (facoltativa) è la salita a Pietrasanta, qualche chilometro all’interno. Facile e alla portata di tutti.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 28 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Marina di Massa
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/versilia

    Alloggi per cicloturisti

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    Descrizione

    Sembra quasi un paradosso: la pista ciclabile totalmente pianeggiante che attraversa Viareggio e invita il turista al relax e alla lentezza è dedicata a Fausto Coppi, Campionissimo di fatica, salita e velocità. Pazienza, perché difficilmente qualcuno si farà suggestionare da questo nome storico del ciclismo italiano. Ogni punto della ciclabile cittadina è buono per partire alla volta di Marina di Massa che, da qui, dista poco meno di trenta chilometri.

    Si pedala in direzione nord, in un rettilineo lungo e pianeggiante, caratteristiche salienti della ciclabile della Versilia. Dopo circa tre chilometri eccoci a Fossa dell’Abate, confine naturale con Lido di Camaiore. Il lungomare è chiuso tra gli alberghi in stile Liberty che in passato sono stati “di lusso” e gli stabilimenti balneari che conservano che le fattezze che li hanno resi famosi negli anni Cinquanta e Sessanta.

    Incastra tra le Alpi Apuane e il mare, la Versilia si estende senza soluzione di continuità come una lunghissima cittadina costiera, in cui i vari comuni sembrano quartieri confinanti. Un altro elemento che dà continuità a questi 28 chilometri è la vegetazione esotica, quasi sempre posizionata tra il mare e la pista. L’unica possibilità di rompere gli schemi è quella che si presenta poco dopo Fiumetto quando si può svoltare di 90 gradi sulla ciclabile che sale fino a Pietrasanta, già crocevia medioevale lungo la via Francigena. Si torna sul litorale seguendo la stessa pista ciclabile dell’andata e, poco dopo aver ripreso la marcia verso nord, entriamo a Forte dei Marmi dal suo quartiere più nobile, dove ci sono ville-monumento firmate da architetti del calibro di Giò Ponti e Giovanni Michelucci. Passione per l’architettura a parte, Forte dei Marmi è il posto giusto per fermarsi a mangiare un gelato e fare un giro per le piacevoli vie del centro, intorno al famoso Fortino.

    Ci lasciamo sulla sinistra il pontile panoramico per seguire la pista ciclabile lungo un tratto in cui pedaleremo di fianco alla spiaggia libera. Subito dopo aver passato il cartello con l’indicazione della provincia di Massa Carrara, sulla destra, ecco il rettilineo finale che ci condurrà verso Ronchi e Poveromo. Poco prima di arrivare a Marina di Massa supereremo anche il cartello del 44° Parallelo. Come a Forte dei Marmi, anche a Marina di Massa sono rimaste alcune ville in stile Liberty (Villa Corsi, Villa Doria e Villa Franca, tanto per citare le più note), testimonianza di quel turismo aristocratico che un tempo era votato alla Versilia.

    IDEE PER LA SOSTA

    Pietrasanta

    Fondata nel lontano 1255, il comune di Pietrasanta conta oggi 25 mila abitanti, la maggior parte dei quali impegnata o coinvolta nella lavorazione del marmo. Da non perdere la Collegiata di San Martino, la Torre delle Ore e l’ex convento di Sant’Agostino.

    Vita notturna

    Chi va in bicicletta difficilmente fa le ore piccole, ma in questo caso vale la pena fare un’eccezione perché alcuni locali della Versilia rappresentano un pezzo di storia italiana. Il più famoso è la Capannina. Ma Piper e Bussola non sono da meno. Quest’ultimo, dopo aver essere per tanti anni uno dei salotti buoni dell’Italia in vacanza, si è ritrovato al centro della contestazione studentesca del 1969.

    Palio dei Bagni

    Appuntamento tradizionale dell’ultima settimana di agosto, il Palio dei Bagni è una regata di pattìni disputata dai bagnini di tutti gli stabilimenti balneari di Forte dei Marmi. Nato nel 1951, ma poi disputato un po’ a singhiozzo, è tornato agli antichi splendori a metà degli anni 2000.

    Le colonie Marina di Massa

    Più delle ville Liberty sono le colonie estive volute per i figli dei lavoratori delle grandi industrie del nord a segnare il litorale di Marina di Massa. La più importante, ancora oggi in uso, è la Torre Marina, costruita dalla Fiat nel 1933 (ai tempi si chiamava Torre Balilla). Tra le altre ci sono la Colonia Torino, la gigantesca Colonia Ettore Motta e la Colonia Olivetti.

  • Itinerario delle due capitali, da Firenze a Ravenna sulle tracce di Dante Alighieri

    Verso Borgo San Lorenzo

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    Da Firenze a Ravenna

     

    Informazioni

    Tipologia di percorso itinerario su strade secondarie con scarso traffico motorizzato
    Lunghezza 176 km
    Livello di difficoltà difficile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking
    Luoghi d'interesse Musei di Fiesole; Corolla delle Ginestre; Brisighella; Museo della Ceramica; Ecomuseo Civilità Contadina; Punta Alberete; Pineta di San Vitale
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    FotoVerso Borgo San Lorenzo (A. Vignuzzi, 2014)

    Descrizione

    L’itinerario parte da Firenze stazione Fs S.M.N. e arriva a Ravenna stazione Fs. Utilizza per la parte Toscana / Romagnola (Fino a Faenza) su strade ordinarie a basso traffico l’itinerario della maratona podistica 100 Km del Passatore e per la parte della bassa Romagna l’itinerario sull’argine del Fiume Lamone (già cartografato e segnalato sul territorio) che passa davanti al terminal traghetti per la Grecia della compagnia Grimaldi (trasporto bici gratis - http://www.grimaldi-lines.com/?gclid=CIn08_HosL4CFcbKtAodVHwA7Q ) e termina lungo ciclabili in sede propria e stradelli pinetali della costa a Ravenna Stazione Fs ove è possibile rientrare a Firenze con il treno (con trasporto bici). I paesaggi attraversati sono i più vari da quelli montani dell’appenino, con scorci alpini, a quelli della pianura,vista dall’alto di Fiumi pensili, intensamente coltivata con i suoi colori sempre diversi, senza contare il verde delle pinete e il blu del mare e delle lagune. L’itinerario attraversa tre parchi: Il parco delle foreste Casentinesi, il parco della Vena del Gesso e il Parco del delta del Po’ e può contare, come intersezioni, su tre itinerari già segnalati e cartografati: Il primo “La corolla delle Ginestre”, percorso montano ad anello, si innesta sull’itinerario all’altezza di Brisighella e percorre la vena del gesso – parco del Carnè – grotta della Tanaccia, il secondo da Ravenna stazione Fs conduce a Cervia (Pinete di Classe – Saline di Cervia – Parco del delta del Po - http://www.fiabravenna.it/itinerari-in-bici/ravenna-intorno/ ), il terzo di carattere internazionale parte da Ravenna stazione Fs alla volta di Comacchio attraverso le valli Ravennati / Ferraresi (ADRIABIKE - http://www.fiabravenna.it/adriabike/ ) per arrivare a Capodistria. L’itinerario “delle due Capitali” può essere connotato storicamente sulla figura di Dante in quanto parte dalla casa Natale fino al luogo di sepoltura, inoltre attraversa la zona archeologica di Fiesole (Greco Romana) e Brisighella, citta medioevale di torri e castelli. Il museo delle ceramiche di Faenza e i tesori Bizantini di Ravenna (Mosaici, Chiese., biblioteche) impreziosiscono il già ricco itinerario.

    IDEE PER LA SOSTA

    Musei di Fiesole

    A Fiesole, in un contesto di grande fascino, si trovano il teatro romano, il tempio etrusco – romano e le terme. All’interno di quest'area archeologica, è il Museo Civico con, il Museo Bandini, una pregiata raccolta di opera d’arte del Medioevo e primo Rinascimento. Di particolare importanza la Madonna in terracotta policroma attribuita a Filippo Brunelleschi. In questo circuito museale si colloca anche la Cappella di San Jacopo, piccolo scrigno di opere d'arte.

    Musei di Fiesole via Portigiani 1 50014 Fiesole Tel. 055 5961293 fax 055 5961280

    www.museidifiesole.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Museo Manifattura Chini - Borgo San Lorenzo

    Il Museo della Manifattura Chini Villa Pecori Giraldi documenta i vari periodi dell'attività dei Chini nei settori della ceramica e del vetro. Il successo delle fabbriche è dovuto essenzialmente a Galileo Chini e a Chino Chini, nei rispettivi ruoli di direttore artistico e direttore tecnico. Per le vie del paese si snoda inoltre l'Itinerario Liberty, un percorso segnalato sulle tracce degli interventi decorativi degli artisti della famiglia .

    Museo Manifattura Chini Piazzale Lavacchini, 1 50032 Borgo San Lorenzo Tel. 055 8456230

    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.manifatturachini.it

    Corolla di Ginestre

    Itinerario ad anello, di complessivi 55 chilometri, interamente segnato,che si sviluppa nel territorio collinare e montano della Provincia di Ravenna tra i Comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme. Porta gli appassionati di mountain bike a cogliere appieno la ricchezza dell’ambiente, attraverso i profumi ed i rumori di un paesaggio sorprendentemente variegato. Il percorso può essere frazionato anche in più tappe, usufruendo delle strutture ricettive poste lungo il tragitto.

    Corolla delle Ginestre” Iat P.ta Gabolo, 5 48013 - Brisighella (RA) Tel. 0546 81166 fax 0546 81166

    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.brisighella.org

     

    Brisighella

    Su tre pinnacoli rocciosi si poggiano la rocca manfrediana ( sec. XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII), la torre detta dell'Orologio (sec. XIX). L’antico borgo è attraversato da una strada sopraelevata , costruita nel sec. XIV, come baluardo difensivo. In un primo tempo scoperta, fu coperta e inglobata nelle abitazioni quando perdette la sua funzione di difesa. In seguito il quartiere fu abitato dai birocciai, che trasportavano il gesso dalle cave sovrastanti il paese, servendosi di asinelli, da cui il nome “Via degli Asini”.

    Pro Loco P.tta. Porta Gabalo Brisighella (Ra) Tel. / Fax. 0546 81166

    www.brisighella.org

     

    Museo della Ceramica - Faenza

    La ceramica a Faenza vanta una tradizione plurisecolare che continua ancora oggi. La fama dei prodotti faentini è tale che la maiolica viene conosciuta in tutto il mondo con il nome francese di Faience. Il Museo è, nel suo genere, la più grande raccolta al mondo di ceramiche. Lo spazio espositivo è attualmente di circa 9.000 metri quadrati, con oltre 2.000 opere. Il Museo ha una biblioteca specializzata con più di 50.000 volumi d’arte e ceramica.

    Museo delle Ceramiche Viale Baccarini, 19 48018 Faenza (Ra) Tel. 0546 697311 fax 0546 27141Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..it

    www.micfaenza.org

    Ecomuseo della civiltà palustre - Villanova di B.

     Questo particolare museo, collocato esternamente al Parco, svolge attività di ricerca e recupero di materiale e di tecniche sull'utilizzo delle vegetazioni spontanee delle zone vallive emiliano-romagnole. E' dotato di diverse sezioni espositive e sala audiovisivi. Ogni seconda domenica di settembre dimostrazione di tecniche ottocentesche della lavorazione delle erbe palustri.

    Ecomuseo della civiltà palustre Via Ungaretti, 1 8012 Villanova di Bagnacavallo (RA) Tel. 0545 47122 fax 0545 47950Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    www.erbepalustri.it

     

  • Pista ciclabile da Grosseto a Castiglione della Pescaia

    ciclabile nei pressi di Grosseto

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    Da Grosseto (Gr) a Castiglione della Pescaia (Gr)

    Itinerario facile e totalmente pianeggiante, ideale per le gite familiari con bambini al seguito con la sola precauzione di evitare le ore centrali nelle giornate di piena estate (anche se il percorso è per la maggior parte ombreggiato). La pista ciclopedonale segue il corso del canale San Rocco e, prima di arrivare a Castiglione della Pescaia, costeggia l’Oasi di San Felice.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta, brevi tratti su strade consortili e provinciali
    Lunghezza 20 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Grosseto, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/grossetocastiglione

    Alloggi per cicloturisti

    Fotociclabile nei pressi di Grosseto (archivio FIAB Grossetociclabile, 2008)

    Descrizione

    Prima di raggiungere il litorale la pista ciclabile attraversa alcuni quartieri di Grosseto, aggirando anche il sito del piccolo aeroporto cittadino. Il punto di partenza per questa facile escursione è il grande parco pubblico dedicato a Sandro Pertini, un’area verde che, insieme all’adiacente Villa Pizzetti, rappresenta il polmone della città. Da via Giotto si svolta in viale della Repubblica e da lì in avanti il percorso ciclopedonale si sviluppa in sede propria, prima a poca distanza dalla strada carrabile e poi seguendo il canale San Rocco. Il tratto che scende al mare è piacevolmente alberato e dotato di diverse aree di sosta con panchine e (preziose) fontane per il rifornimento idrico. Purtroppo la pista non è ben segnalata e, nel centro di Grosseto, non è facilissimo trovarla, ma una volta imboccata è praticamente impossibile perdersi.

    Il quartiere residenziale di Oliveto San Giovanni segna il confine dell’area urbana di Grosseto: da qui in avanti si pedala costeggiando la strada provinciale e, dopo aver attraversato la frazione di Principina Terra, si raggiunge Marina di Grosseto. Si percorre la S.P. 158 per tre km in direzione Nord fino a superare il canale di S. Leopoldo (località La Fiumara) prima di ritrovare la pista ciclabile che prosegue, costeggiando la provinciale, fino a Castiglione della Pescaia. L'ingresso alla ciclabile provenendo dalla provinciale non è particolarmente agevole per lo spartitraffico centrale, spartitraffico che può essere evitato ricorrendo ad un sottopasso pedonale, ma non segnalato, dal ponte sul canale S. Leopoldo.

    Ancora qualche chilometro e il tracciato, ben ombreggiato anche nelle ore centrali della giornata, ci conduce in località Le Marze dove la pista ciclabile costeggia l’Oasi di San Felice. Il profumo della pineta si confonde con quello del mare e pedalare in questo tratto diventa puro piacere. I dieci chilometri che ci separano da Castiglione della Pescaia volano letteralmente sotto le ruote e, nel giro di poco, ecco le prime case del centro abitato. Nell’ultimo tratto la pista segue il corso del fiume Bruna, che conduce fino al centro della cittadina.

    Per la qualità del suo mare e delle sue spiagge, nel 2005 Castiglione della Pescaia si è guadagnata le cinque vele di Legambiente, come miglior località balneare per qualità ambientale e turistica.

    IDEE PER LA SOSTA

    Pineta del Tombolo

    Si estende per circa 15 chilometri lungo il litorale della provincia di Grosseto ed è parzialmente interrotta solo dalle foci della Fiumara e del Canale di San Rocco. La pineta si contraddistingue per la presenza di pini marittimi e pini domestici mentre nel sottobosco abbondano gli arbusti tipici della macchia mediterranea.

    Oasi di San Felice

    Oltre 50 ettari affiliati al WWF custodiscono un prezioso e fragile ecosistema inserito tra il mare e la Riserva di Diaccia Botrona. La Fiumara, opera idraulica di notevole portata, costituisce un ambiente lacustre ospitale per specie ittiche e uccelli acquatici. Per informazioni: www.oasisanfelice.it

    Palio marinaro

    Appartiene alla tradizione di Castiglione della Pescaia: il palio, in programma attorno a ferragosto, si corre su barche a remi (ognuna rappresenta un rione della città) con cinque membri di equipaggio, quattro rematori più un timoniere. Da qualche anno la competizione è organizzata in mare, invece che sul fiume Bruna come in passato.

  • Pista ciclabile del Serchio

    ponte ciclopedonale sul Serchio presso Lucca

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    Da Ponte a Moriano (Lu) a Bocca di Serchio (Pi)

    Poco meno di 40 chilometri, tutti in piano, all’interno del parco fluviale di Lucca. Un percorso ideale per scoprire i luoghi natali del compositore Giacomo Puccini, a cui questa pista ciclabile è dedicata. Si pedala lungo la riva destra del fiume Serchio, per lasciarsi alle spalle i Monti Pisani e raggiungere il mare a Bocca di Serchio.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 39 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Ponte a Moriano, Lucca, Ripafratta, Vecchiano, Bocca di Serchio
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso

    Alloggi per cicloturisti

    Fotoponte ciclopedonale sul Serchio presso Lucca (A. De Riu, 2012)

    Descrizione

    Si parte da Ponte a Moriano, una manciata di chilometri a nord di Lucca, vero epicentro di questo percorso dalla doppia anima, fluviale e marina. Il Serchio, compagno di viaggio lungo tutti i 40 chilometri della pista ciclabile, lo si conosce subito ed è proprio seguendo il corso delle sue acque che sarà sempre facile orientarsi, nonostante la segnaletica ampiamente insufficiente. Se è vero che la storia dei fiumi la raccontano i ponti, è probabile che quelli sul Serchio, vista l’età di costruzione, abbiano molto da raccontare. Quello di San Quirico, per esempio, è stato costruito nel 1820 sui resti di una precedente struttura del 1341.

    In vista del ponte siamo quasi all’ingresso di Lucca. Gli amanti della tranquillità possono approfittare dell’area di sosta attrezzata nei pressi della Terrazza Petroni, gli altri possono proseguire fino a farsi risucchiare dal centro cittadino, visto che la ciclabile permette di arrivare fin sotto le storiche mura perimetrali. Il bello è che, salendo, si può compiere un bellissimo giro panoramico “sulla” città, approfittando di un anello ciclabile. Le mura difensive di Lucca rappresentano probabilmente il miglior esempio in Europa di fortificazioni moderne che si siano conservate in una grande città (anche se merita senz’altro una citazione anche Ferrara).

    Tornando sulla ciclabile del parco fluviale si continua a pedalare sull’argine sinistro del Serchio. Si attraversa un’ampia fetta della piana lucchese dove l’abbondanza di acqua e il clima favorevole hanno fatto sì che questa terra fosse abitata fin dai tempi dell’antichità. I corsi d’acqua e i filari di pioppi sono un tratto distintivo delle piste ciclabili in Toscana e questa, tra campi coltivati, casali in pianura e ville sui rilievi, non fa eccezione.

    Purtroppo a Ripafratta la pista si interrompe per riprendere il suo sviluppo qualche chilometro più a sud, in località Vecchiano. Per coprire questo tratto si può procedere, con estrema attenzione, lungo la strada provinciale sull’argine destro del Serchio. Quando finalmente si torna a pedalare sulla pista ciclabile si apprezza ancora di più il silenzio e la lontananza dal traffico automobilistico. Ormai in vista della pineta litoranea la nostra direzione scarta improvvisamente e, nel giro di un chilometro, ci ritroviamo più a sud per seguire l’ampia curva del Serchio. A questo punto, davanti a noi, c’è un lunghissimo rettilineo alla fine del quale si può intravedere l’immensa distesa del Tirreno.

    IDEE PER LA SOSTA

    Lucca Comics & Games

    La più importante fiera italiana dedicata al fumetto, all’animazione, al gioco (ruolo, tavolo, carte, ecc.) e al variegato universo dell’immaginario fantasy e fantascientifico. Si svolge tutti gli anni tra ottobre e novembre e trasforma Lucca in una città abitata da stranissimi personaggi. Per informazioni www.luccacomicsandgames.com

    L'eremo di Santa Maria ad Martyres

    Conosciuto come Eremo di Rupecava, si tratta di un complesso monastico fondato nel 1214 e adagiato sulle colline di Ripafratta, ai piedi del monte Maggiore. Dalla pista ciclabile si può raggiungere facilmente in pochi minuti.

    Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

    Edificata nel 1857 a Ripafratta, sulla pieve romanica pre-esistente distrutta dal terremoto, riporta nel timpano in facciata lo stemma dei nobili Roncioni, che avevano sulla chiesa di Ripafratta il cosiddetto ius patronatus, cioè il diritto di presentare dei nomi al vescovo per la nomina del pievano. L’urna sull’altare di destra custodisce una Madonna con Bambino in gesso, opera di Vincenzo Moroder di Ortisei.

  • Sentiero Arno Pisano

     

    Da Pisa (Pi) a Cascina (Pi)

    Questa pista ciclabile che si sviluppa prevalentemente lungo l’argine destro dell’Arno, a est del capoluogo pisano, non presenta dislivelli significativi e si presta a gite di qualsiasi genere. Il paesaggio agricolo del primo tratto lascia man mano spazio alle colline pisane dell’entroterra. Meglio evitare i mesi di luglio e agosto, per via del caldo.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
    Lunghezza 24 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente asfalto, sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB, Bici da corsa
    Luoghi d'interesse Pisa, Calignola, Mezzana, Campo, Caprona, Cascina
    Informazioni pratiche
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    Alloggi per cicloturisti

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    Descrizione

    Arrivare a Pisa, per un ciclista, è una sorpresa piacevole: le biciclette occupano le strade del centro in gran quantità e anche i turisti sembrano subire il contagio di questa passione, usando le due ruote per andare a visitare la città della Torre pendente (ci sono diversi negozi che le affittano). Oltre a visitare Piazza dei Miracoli e gli altri siti turistici della città, l’Arno offre l’occasione di una piacevole escursione lungo il suo argine destro verso l’entroterra e verso le pendici del monte Pisano.

    La strada che conduce al Sentiero dell’Arno Pisano fiancheggia i lungarno Pacinotti, Mediceo e Buozzi, un passaggio che permette un colpo d’occhio meno scontato, ma altrettanto suggestivo, sulla città. Superato il palazzo dei Congressi, poco lontano dal percorso della pista ciclabile, si trova la chiesa di San Michele degli Scalzi che vale una fermata anche se il contachilometri ha appena iniziato a girare. La chiesa, costruita a più riprese a partire dal X secolo, presenta la tipica struttura romanica con pianta basilicale: l’abside è semicircolare e le tre navate sono divise da colonne con capitelli romanici e di spoglio.

    Si torna in sella per lasciarsi alle spalle qualunque residuo urbano e immergersi in un ambiente agricolo fatto di campi coltivati e vecchie cascine. Il corso dell’Arno segna il territorio con quattro ampi curvoni che, abbandonando la ciclabile, permettono una doppia scorciatoia in grado di abbassare considerevolmente il numero totale dei chilometri. Il tracciato originale, invece, sfiora gli abitati di Cisanello, Ghezzano, Colignola, Mezzana, Campo e infine Caprona che, grazie alla sua bella pieve romanica dedicata a Santa Giulia, attira moltissimi visitatori.

    A questo punto i ciclisti più arditi possono concedersi una piacevole deviazione verso Calci e la sua monumentale Certosa, raggiungibile con una salita di circa un chilometro. Per gli altri, invece, è necessario attraversare l’Arno per portarsi sull’argine sinistro e continuare fino a Cascina. Prima di arrivare a destinazione si transita di fronte a Uliveto Terme (che però rimane al di là del fiume), la cui rinomata acqua bicarbonato-alcalino-ferrosa ha permesso la nascita di una fiorente industria.

    IDEE PER LA SOSTA

    Torre (pendente) di Pisa

    È il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta e svetta nella famosa Piazza dei Miracoli. Alto 56 metri (più di 58 considerando il piano di fondazione) e costruito nell’arco di due secoli, tra il XII e il XIV, deve la sua pendenza di circa 4 gradi a un cedimento del terreno verificatosi già nelle prime fasi della costruzione.

    Lungarni di Pisa

    Colpo d’occhio notevole su una ancora integra e compatta trama di case d’epoca sul fiume che con una lunghezza di 241 km è il più importante della Toscana. Le sue acque sono ormai territorio di caccia dei giganteschi pesci siluro (possono arrivare fino a diversi quintali di peso), che hanno fatto piazza pulita di carpe, cavedani e lucci.

    Certosa di Calci

    Costruita per volere di Francesco Moricotti, a partire dal 1366, la Certosa oggi ospita il Museo di storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa, che comprende collezioni paleontologiche, mineralogiche e zoologiche. Per informazioni: www.msn.unipi.it

  • Sentiero della Bonifica

    manifestazione della FIAB Toscana

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    Da Chiusi (Si) a Arezzo (Ar)

    Lunga pedalata (la lunghezza rappresenta l’unico elemento di difficoltà) sul canale Maestro della Chiana alla scoperta dell’antica civiltà etrusca. L’acqua è la protagonista assoluta di un territorio disegnato dalla natura e rimodellato dalla mano dell’uomo con un'opera ciclopica che ha invertito il corso stesso delle acque. Da evitare i mesi più caldi durante i quali questo percorso, totalmente pianeggiante, può rendersi davvero impegnativo per via dell’afa e dell’umidità.

    Informazioni

    Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta
    Lunghezza 62 km
    Livello di difficoltà facile
    Fondo stradale prevalente sterrato
    Bicicletta Trekking, MTB
    Luoghi d'interesse Laghi di Montepulciano e di Chiusi, Cortona, Castiglion fiorentino, Arezzo
    Informazioni pratiche
    Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/sentierobonifica

    Alloggi per cicloturisti

    Fotomanifestazione della FIAB Toscana (G. Cardinali, 2011)

    Descrizione

    L’antica strada utilizzata dai manovali per la manutenzione del canale e delle chiuse oggi è una fantastica pista ciclabile che attraversa uno dei territori magici della Toscana, icona mondiale del cicloturismo in Italia. Il percorso parte proprio nel punto in cui si trova l’argine artificiale che segna il confine tra la Chiana toscana, che digrada verso l’Arno, e la Chiana romana, che defluisce verso il Tevere.

    La prima parte del sentiero offre atmosfere da sogno: si pedala in aree verdeggianti tra il lago di Chiusi e il lago di Montepulciano, testimonianze dell’antica palude e luoghi ideali per piacevoli soste. Nei pressi del lago di Montepulciano sosta obbligata per gli amanti del birdwatching al Centro Visite "La Casetta" (gestito dagli Amici del Lago di Montepulciano www.amicilagodimontepulciano.it) che mette a disposizione dei visitatori capanni e piattaforme per l’osservazione dell’avifauna, perfino con la possibilità di navigare sulle acque del lago.

    Circa 15 chilometri dopo la partenza da Chiusi il tracciato si immerge nell’ampia Val di Chiana seguendo fedelmente gli argini del Canale Maestro. Si viaggia sempre in piano, lontani dal traffico (e dal rumore) automobilistico. Nel frattempo la pista ciclabile avvicina e costeggia il Callone di Valiano, importante opera settecentesca destinata alla regolazione del flusso delle acque provenienti dai laghi di Chiusi e Montepulciano.

    A cavallo tra le province di Siena e Arezzo troviamo un'opera unica, la Botte allo Strozzo, un manufatto idraulico che permette l'incrocio, a livelli sfalsati, di due canali. Più avanti  il Sentiero dei Principes Etruschi (si innesta sulla destra della pista ciclabile, all’altezza del chilometro 37; è lungo 12 chilometri e presenta una salita finale decisamente impegnativa) è un’affascinante deviazione che conduce il ciclista a Cortona, fiabesco avamposto della Val di Chiana aretina, abitato fin dai tempi degli etruschi, che lo chiamavano Curtun. La nascita della città come insediamento è attestata fin dall’VIII secolo a.C. mentre le mura che ancora oggi è possibile vedere verso il santuario di S. Margherita risalgono al IV secolo a.C.

    All’altezza di Cortona comincia il tratto aretino del Sentiero della Bonifica, un itinerario che adesso si addentra nell’anima agricola della Val di Chiana. La Toscana del vino, dell’olio extravergine d’oliva e del grano in questo tratto della valle si arricchisce di produzioni pregiate di pere, mele e susine. A Foiano della Chiana, raggiungibile dalla ciclabile con una deviazione breve ma tosta, ha luogo uno dei Carnevali più antichi d’Italia, documentato fin dal 1539. All’altezza del chilometro 40, nel punto in cui la pista ciclabile interseca ortogonalmente la strada asfaltata, merita una brevissima deviazione la colmata di Brolio: si tratta di un’importante opera idraulica, unica nel suo genere, che realizza l’innalzamento del suolo (bonifica per colmata) attraverso i depositi di acque torbide di provenienza collinare arginate con appositi recinti in terra.

    Ci si avvicina al capolinea di Arezzo attraversando i territori di Marciano della Chiana e Castiglion Fiorentino, quest'ultima città etrusca e medievale ricca che oggi può contare su un ricco calendario di eventi come il Maggio Castiglionese e il Palio dei Rioni. Prima del Ponte Cesa troviamo un fondamentale snodo idraulico costituito dall'incrocio di ben quattro canali.

    Il tratto finale del viaggio lungo il Canale Maestro della Chiana transita tra i frutteti e i vigneti di Civitella in Val di Chiana. Meno bucolica ma non meno affascinante è la storia dei Ponti d’Arezzo, oggi in cemento armato ma in funzione già nel XIV secolo con una serie di cinque ponticelli in legno. Da qui Arezzo dista circa sei chilometri mentre il Canale della Chiana prosegue fino all'opera che per secoli ha condizionato tutta la bonifica: la Chiusa dei Monaci, un monumento idraulico che risale al 1115, quello che vediamo oggi e del 1839. Poi con un corso naturale la Chiana si immette nell’Arno e, nei pressi della confluenza il fiume principale è sovrastato dal romanico Ponte a Buriano, con ogni probabilità lo stesso ritratto da Leonardo alle spalle della Gioconda.

    IDEE PER LA SOSTA

    I paesaggi della bonifica

    La bonifica iniziata nel XVI secolo ha fatto della Val di Chiana un importante centro agricolo. Ancora oggi il territorio vive dell’economia locale, fortemente orientata ai prodotti della terra come il formaggio, la frutta, l’olio, il vino, la carne.

    Oasi Lipu Montepulciano

    Lungo le rive del lago è possibile osservare il grande airone cenerino, la garzetta, la sgarza ciuffetto e il maestoso airone bianco, mentre nel folto del canneto nidificano l’airone rosso, il tarabuso ed il tarabusino. Tra i rapaci si segnalano il gufo comune, che sverna nei boschetti di pioppi, il gufo di palude e il falco pescatore. www.lipu.it

    Cortona

    Tra i motivi per cui fare tappa a Cortona, ville e parco archeologico primi fra tutti, il più affascinante è senz’altro la rilevanza che questo centro aveva ai tempi degli etruschi. Non a caso da Cortona viene la Tabula Cortonensis, lamina bronzea con una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca.

    Arezzo Wave

    È un festival di musica rock che nel giro di pochi anni è divenuto punto di riferimento in Italia per le nuove tendenze musicali. L’evento, in calendario attorno alla metà di luglio, ha portato in città artisti del calibro di Ben Harper, Moby, Sonic Youth, David Byrne (tra l’altro grande appassionato di bicicletta) e Skin. Dal 2007 il festival si è spostato in altre città italiane divenendo Italia Wave, ma nel 2012 è ritornato “a casa”.