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Alcuni percorsi di Bicitalia sono compresi nella rete Europea Eurovelo:
cos'è Eurovelo

 

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Complessivamente prevediamo circa 16.500 km di rete ciclabile nazionale (a fronte di un’esistente di circa 1800 km di ciclovie in qualche modo classificate) che costituiscono la terza revisione della rete Bicitalia presentata nel 2000 a Torino. I chilometri proposti sembrano un traguardo apparentemente impossibile, ma che ci sembra di poter proporre ugualmente perché è comunque la minima “imbragatura” che comprenda tutta la penisola. Lo schema è sostanzialmente una serie di itinerari nord-sud attraversati da vie est-ovest (coast to coast ), come evidenziato dalla mappa.

Poiché la funzione della rete nazionale è molteplice i percorsi sono scelti secondo la migliore qualità escursionistica disponibile nel territorio rurale, fluviale o costiero, ma devono anche “bucare” i centri storici per permettere al ciclista di arrivare elegantemente in sicurezza davanti al Duomo di Milano, al Colosseo, alla chiesa di S. Nicola a Bari ecc.
Gli itinerari dovranno tuttavia tenere conto dei limiti territoriali orografici e far conto il più possibile su risorse disponibili (alzaie dei canali, argini dei fiumi, ferrovie dismesse, parchi ecc.) per minimizzare costi economici e impatti ambientali.

Infine è stato fatto uno sforzo per includere tutto il territorio nazionale fino a comprendere ogni capoluogo regionale, ma è ovvio che la sensibilità dei governi locali che dimostreranno di condividere attivamente le nostre proposte e hanno già progetti importanti finanziati o in corso di realizzazione, determinerà il concreto sviluppo dell’opera.
Per quanto possibile inoltre la rete collegherà anche il maggior numero di emergenze naturali ovvero di aree protette, per un’ideale connessione “verde”.

  

Brevi Schede per ogni Itinerario

N° 1 – Ciclopista del Sole ® (km 3000). È l’itinerario principe che in linea di massima deve collegare tutto il paese, isole comprese, con la valenza evocativa di una grande greenway nazionale. È parte di EuroVelo n° 7 l’itinerario da Capo Nord a Malta.
Risorse: Il sistema fluviale Isarco, Adige, Mincio e Po già a un buon livello di infrastrutturazione ciclistica per i lavori eseguiti e in corso dalle province di Bolzano, Trento, Mantova, Verona, Bologna e Modena. Ciclabili presenti in provincia di Pisa e Prato, viabilità minore nella costiera livornese-grossetana. Sviluppo della rete siciliana di greenways.
Sedimi ferroviari: tratti dismessi della Brennero, Bolzano-Caldaro, Verona-Affi, Peschiera-Mantova, Modena-Finale, Bologna-Ostiglia-Verona, ex Tramvia Pisa-Tirrenia-Livorno, Gaeta-Sessa-Aurunca, Tramvie e ferrovie minori a Napoli, Siracusa-Vizzini, Sicignano-Lagonegro-Castrovillari.
Criticità: in generale orografia: superamento Appennino tosco-emiliano e Firenze, Grosseto e Aurelia a sud di Grosseto, non disponibilità di attraversamento dell’Uccellina, non agibile ponte (traghetto) sull’Ombrone. Attraversamento di Roma, di Napoli e Salerno. Montuosità a sud di Salerno.

N° 2 – Ciclovia del Po e delle Lagune (km 1300). È parte di EuroVelo n° 8, che entra in Italia da Ventimiglia, e fa riferimento al Po e alla laguna veneta.
Risorse: La risorsa principale è l’argine maestro del Po anche se non si è ancora definita formalmente con il Magistrato del Po un’autorizzazione generalizzata per le biciclette. Parecchi chilometri sono già a ciclabile su entrambe le sponde. Importante in Liguria la dismissione di diverse decine di chilometri FS nella tratta Ventimiglia-Savona. Di questo itinerario esiste già un progetto di larga massima elaborato per EuroVelo.

N° 3 – Ciclovia dei Pellegrini (km 2300) Questo itinerario fa riferimento alla via Francigena sia pure nella versione “EuroVelo” fino a Roma. Da Roma si propone il raggiungimento di Brindisi (recuperando lunghi tratti di via Appia) che ha rappresentato per secoli il porto per pellegrini, crociati e cavalieri del tempio diretti a Gerusalemme.
Itinerario: Chiasso, Como, Milano, Lodi, Corte S. Andrea, Piacenza, Parma, Passo della Cisa, Lucca, Siena, Roma, Fiuggi, Frosinone, Cassino, Benevento, Melfi, Gravina, Matera, Taranto, Brindisi.
Risorse: ciclabili dei parchi a nord di Milano e ciclabile dell’Adda fino al Po, viabilità minore in provincia di Parma e in Lunigiana fino ad Aulla. Progetto finanziato Siena-Buonconvento, ciclabile del Tevere a Roma, Appia antica.
Sedimi ferroviari: Carrara-Avenza, Lucca-Bientina-Pontedera, Roma-Fiuggi.
Su questa direttrice si innestano altri tracciati in qualche modo legati a percorsi “Romei” da nord-ovest: in particolare le direttrice cosiddetta di Sigerico ovvero Aosta, Vercelli, Corte Sant’Andrea, ma importante è una via che dal Moncenisio attraversa Piemonte e Liguria per unirsi all’itinerario principale a Sarzana-Luni.

N° 4 – Ciclovie dei Fiumi Veneti (km 1000)
Rappresentano un sistema in rete sovraregionale con diversi collegamenti con le realtà austriaca e slovena.
Risorse: consolidate ciclovie del Sile, della Val Sugana con servizio treno+bici, diversi sedimi ferroviari dismessi Dobbiaco-Cortina-Calalzo, Gemona-Tarvisio, Ostiglia-Legnago-Grisignano. Questi ultimi sono oggetto di progetti esecutivi e alcuni già cantierabili.
Criticità: territorio antropizzato.

N° 5 – Ciclovia Romea (km 800)
Il riferimento è legato in parte alle Vie Annia e Popilia che in epoca romana congiungeva Aquileia a Rimini, in parte al corridoio multimodale Tiberino-Adriatico
che congiunge il centro Italia con il nord-est e l’Europa dell’est.
Risorse: sedime ferroviario Tarvisio-Gemona, alcune ciclabili nel comacchiese, e nelle pinete di Ravenna. Ciclopedonali in corso di realizzazione nel tratto umbro
del Tevere nell’ambito del sistema parchi fluviale (anche interregionale).
Criticità: connessioni con i traghetti nelle lagune, superamento Appennino tosco-romagnolo, disponibilità in Umbria del corridoio del Tevere da valorizzare.

N° 6 – Ciclovia Adriatica (km 1000)
Collega Ravenna con Leuca. Litoranea per eccellenza tocca la riviera più ricca di spiagge.
Risorse: diversi segmenti già ciclabili Cervia, Cupra Marittima, Pescara e diverse altre ciclabili balneari a ridosso della spiaggia. Diversi sedimi ferroviari in via di dismissione in Abruzzo, Molise e Puglia. Importante risorsa il piano di reti ciclabili
della provincia di Lecce.
Criticità: corridoio ciclabile molto stretto con innumerevoli corsi d’acqua da superare.

N° 7 – Ciclovia Romagna – Versilia (km 400)
È la ciclovia delle spiagge: Rimini collegata con Viareggio.
Risorse: ciclabile sul Marecchia da Rimini, diversi tratti ciclabili sull’Arno: Firenze Parco dei Renai, Calcinaia e Cascina-Pisa, viabilità minore/ciclabile Migliarino-Torre del Lago-Viareggio.
Criticità: scollinamento del Pratomagno o discesa dell’Arno a monte di Firenze, tratti fortemente antropizzati.

N° 8 – Ciclovia Conero – Argentario (km 500)
Il cuore dell’Italia attraversato in orizzontale. Dal Conero si risale la valle del Potenza (esiste un interesse della provincia di Macerata ai cicloitinerari) quindi Assisi (scollinando al passo di Termine, ovvero per l’altipiano di Colfiorito). Quindi Perugia per la Valle umbra sino al lago Trasimeno, quindi per la valle del Chiani e del Paglia a Orvieto e Acquapendente, quindi Pitigliano, fiume Albegna, Argentario.
Risorse: tratti moderati nel Folignate, sedime ferroviario Ellera-Tavernelle, Orbetello-Porto S.Stefano.
Criticità: orografia.

N° 9 – Ciclovia Salaria (km 400)
Da Roma a San Benedetto del Tronto.
Risorse: tratti abbandonati della vecchia Salaria.
Criticità: orografia; alcuni attraversamenti urbani.

N° 10 – Ciclovia dei Borboni (km 500)
Le capitali del Sud collegate da un nastro ciclabile. Da Bari a Ruvo, Castel del Monte quindi Potenza, Avellino, Salerno, Napoli.
Risorse: alcuni lunghi sedimi ferroviari dismessi.
Criticità: orografia.

N° 11 – Alta Via dell’Italia centrale (km 900)
Collega gli altipiani e i Parchi dell’Italia centrale. Bello e stimolante per l’esercizio fisico. Dalle Foreste Casentinesi al Gargano, passando per i Sibillini e i parchi abruzzesi.
Risorse: viabilità forestale e viabilità minore.
Criticità: orografia.

N° 12 – Ciclovia Pedemontana Alpina (km 1100)
Disegna un grande arco dalla Val Rosandra presso Trieste al Colle di Cadibona, dove comincia l’Appennino come abbiamo imparato sui banchi di scuola, percorrendo le pianure più alte, collegando tutti i grandi laghi.
Criticità: territorio fortemente antropizzato.

N° 13 – Ciclovia dei Tratturi (km 400)
Da Vasto a Gaeta. Incrocia i tratturi dei pastori molisani unendo i due punti dove lo stivale è più stretto.
Risorse: sedimi ferroviari dismessi e strade statali dismesse.
Criticità: orografia.

N° 14 – Ciclovia dei Tre Mari (km 600)
Da Otranto a Sapri. Adriatico, Ionio e Tirreno a pedali, dalle pianure apulo-lucane ai primi contrafforti del Pollino, fino al mare cristallino del golfo di Sapri.
Risorse: sedimi ferroviari dismessi e strade statali dismesse.
Criticità: orografia.

N° 15 – Ciclovia Svizzera-mare (km 500)
Partendo dalle pertinenze svizzere del lago Maggiore e della val d’Ossola si arriva al mar Ligure occidentale attraverso Novara, Vercelli, Asti risalendo la valle del Tanaro per raggiungere Imperia.
Risorse: alzaie dei canali piemontesi, ciclabile del Tanaro e tratti dimessi di ferrovia oltre Alba e ferrovia litoranea ligure.
Criticità: orografia.

Varianti e collegamenti
Ai 15 itinerari principali va aggiunta una serie di varianti e collegamenti per completare la rete al fine di connettere ciclovie parallele, per raggiungere mete importanti, per passare il confine verso ciclovie europee.

  


Web-Master Stefano Gerosa