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Da Calceranica (Tn) a Pianello-Vallon (Tn)

L’austera Valsugana, vista dalla bicicletta, è un’autentica rivelazione, un lungo susseguirsi di borghi e piccole cittadine adagiate lungo un itinerario affascinante che resta dolce nonostante alcuni tratti in leggera salita. Il lago di Caldonazzo e l’elegantissima Borgo Valsugana sono i punti clou di una pista ciclabile ben segnalata e priva di difficoltà significative, l’ideale per ogni tipo di gamba e di bici.

Informazioni

Tipologia di percorso pista ciclabile in sede protetta con alcuni tratti di traffico promiscuo
Lunghezza 44 km
Livello di difficoltà facile
Fondo stradale prevalente asfalto
Bicicletta Trekking, Bici da corsa
Luoghi d"interesse Caldonazzo, Levico Terme, Borgo Valsugana
Informazioni pratiche
Gpx del percorso http://www.bicitalia.org/yourls/valsugana

Alloggi per cicloturisti

Fotola ciclabile in livrea autunnale (M. Passigato, 2013)
 
 

Descrizione

L’incursione alla scoperta della Valsugana parte da una delle sue maggiori attrazioni turistiche: il lago di Caldonazzo. Con una superficie di circa cinque chilometri quadrati è il più grande lago interamente trentino. Un tempo le sue acque bagnavano anche la vicina Pergine, ma in seguito alle bonifiche del Settecento, le sue sponde si sono ritirate di quasi un chilometro. Si parta dal piccolo comune di Calceranica che ospita la più antica chiesa di tutta la Valsugana, quella dedicata a S. Ermete, risalente al I secolo d.C.

Dopo pochi chilometri dalla partenza si raggiunge Caldonazzo, il borgo che ha dato il nome all’omonimo lago e che si trova all’interno di un´ampia pianura compresa tra frutteti e il torrente Centa. La cittadina lacustre offre una piacevole passeggiata tra stradine e abitazioni tipicamente trentine, dominate dalla sagoma merlata della Magnifica Corte Trapp (del XVI secolo), residenza-castello dove un tempo si amministrava la giustizia.

Quando si ritorna in sella e ci si lascia alle spalle il lago si comincia a seguire il Brenta che, oltre il confine trentino di questa ciclabile, arriva fino Bassano del Grappa e poi nel mar Adriatico nei pressi di Chioggia. Pedalare in mezzo ai meleti della Valsugana (qui si raccolgono circa 200 mila quintali di mele all’anno) è un piacere che può mettere anche un certo appetito. Meno male che a Levico Terme si incontra il bici-grill “Big Fish”, un’area attrezzata che mette a disposizione del ciclista una piccola officina per le riparazioni, servizi igienici e panchine per fare il picnic in tutto comfort.

Levico Terme, ovviamente, merita una sosta a prescindere dal bici-grill. Città d’acqua d’impronta ottocentesca fa delle acque termali il suo punto di forza: le proprietà arsenicali-ferruginose, uniche in Italia, hanno una riconosciuta azione terapeutica, anche se forse non sono esattamente il tipo di trattamento adatto al ciclista. Ma oltre al benessere, Levico offre ai suoi ospiti passeggiate sui colli circostanti, fra castelli e biotopi, o nell’antico centro storico alla scoperta dell’artigianato tipico.

La strada per Pianello-Vallon è ancora lunga ed è meglio non attardarsi troppo tra i piaceri di Levico. Anche perché lungo la ciclabile della Valsugana, in alta stagione (cioè i mesi primaverili e autunnali), è possibile trovare un bel traffico, visto che sono molti i ciclisti della zona a darsi appuntamento proprio qui. Nei pressi di Novaledo, la ciclabile affronta un tratto di traffico promiscuo ma non c’è da preoccuparsi: difficilmente il numero delle macchine sarà superiore a quello delle bici. Un lungo rettifilo annuncia Borgo Valsugana: l’abitato è tagliato dal fiume Brenta ed è connotato da una particolare impronta veneta. Dominato dall’imponente Castel Telvana, Borgo Valsugana è una cittadina caratteristica: il centralissimo Corso Ausugum con i portali barocchi e le botteghe per l’acquisto dei prodotti tipici è un passaggio da non mancare.

Nell’ultimo tratto fino al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, capolinea della pista ciclabile, la valle continua a essere larga e soleggiata, così da restare godibile fino alla fine del pomeriggio. Diversa la situazione nel tratto fino a Bassano del Grappa. Ma questa è un’altra storia. Anzi, un’altra pista ciclabile.

IDEE PER LA SOSTA

Ferrovia della Valsugana

La sua costruzione è cominciata nel 1908: questa ferrovia, ancora in funzione tra Trento e Venezia, svolge un utile servizio in appoggio alla pista ciclabile. Per informazioni: www.trasporti.provincia.tn.it

Sentiero dei castelli

Con tre-quattro ore a disposizione e gambe da sgranchire si può seguire a piedi da Borgo Valsugana la segnaletica del ‘Sentiero dei Castelli’ che tocca tra l’altro, il panoramicissimo e suggestivo Castel Telvana (ora di proprietà privata, non visitabile all’interno), oltre a tracce di altre fortificazioni, chiesette antiche, nello scenario dei boschi della valle.

Museo degli spaventapasseri

A Marter, poco prima di arrivare a Borgo Valsugana, si trova questo museo che nella classifica dei più bizzarri d’Italia sarebbe di certo nelle prime posizioni. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e, a completare virtualmente la collazione, c’è pure una ricca mostra fotografica. Per informazioni: www.lacasadeglispaventapasseri.net

Informazioni pratiche

L’Ufficio del turismo della Provincia Autonoma di Trento offre un piccolo kit riservato alla Valsugana comprendente la Cicloguida e la carta stradale. Per richieste e informazioni: www.ripristino.provincia.tn.it.

Sul sito www.visittrentino.it è possibile scaricare la cartina del percorso, la traccia gpx dell’itinerario da mettere nel navigatore o nello smartphone e una piccola guida con tutte le informazioni pratiche e turistiche della Valsugana by bike.